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OMS:MODERNA RINUNCIA A DIRITTI VACCINO IN PANDEMIA. MIKE RYAN:”CASI IN AUMENTO IN EUROPA? LOCKDOWN NON E’ SOLA SOLUZIONE”

Oms: Moderna rinuncia a diritti vaccino in pandemia

“L’obiettivo della nostra iniziativa Covax è garantire che 2 miliardi di dosi di vaccino contro Covid-19 siano prodotte e distribuite equamente entro la fine del 2021. Accogliamo con favore anche l’annuncio da parte di una delle aziende che sta sviluppando un vaccino, Moderna, che non farà valere i suoi diritti di brevetto sul suo siero durante la pandemia”. Lo ha detto il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, in conferenza a Ginevra. “Non vediamo l’ora di saperne di più sul significato di questo annuncio, in termini di trasferimento tecnologico”.

Mike Ryan:”casi in aumento in Europa? Lockdown non è sola soluzione

Se i casi di Covid-19 aumentano in diversi Paesi europei, “non dobbiamo accettare che questo si traduca automaticamente in nuovi lockdown. Ci sono molti interventi possibili e numerose misure che in questi mesi si sono rivelate efficaci e che, se adottate in modo massiccio e rapido, possono incidere sulla catena dei contagi”. Lo ha detto oggi a Ginevra il capo delle operazioni di emergenza dell’Organizzazione mondiale della sanità Mike Ryan, rispondendo ai giornalisti. “Ogni Paese è sovrano nel prendere le sue decisioni, ma quello che vogliamo dire è che il lockdown non è l’unica soluzione a fronte di un aumento di nuovi casi”, ha precisato l’esperto. “Se si intercettano i positivi, si isolano i contatti, si lavora su sorveglianza, test e tracciamento e si adottano misure di quarantena si possono interrompere le catene di contagio – sottolinea Ryan – Ce lo dimostra l’esperienza di questi mesi di alcuni Paesi. Certo, oltre a isolare positivi e contatti, occorre supportare in modo efficace chi è in quarantena. Ma queste sono le armi che abbiamo, insieme a distanziamento, igiene, mascherine”. Certo in queste settimane la “Spagna e Madrid – ha aggiunto rispondendo a un giornalista spagnolo – stanno sperimentando una trasmissione molto intensa. In questi casi è importante che si adotti una sola politica, condivisa a livello nazionale e locale. E a volte tradurre la scienza in pratica può non essere semplice; un compromesso si può rivelare la soluzione migliore”.

“I Governi in questa fase – ha ribadito Ryan – cercano di interrompere la catena di trasmissione. Cosa che può essere difficilissima. Allora voglio ricordare l’importanza di proteggere i soggetti più vulnerabili”, gli anziani, i malati cronici.

“Ma anche di assicurare una comunicazione corretta alla popolazione, ribadire il messaggio di rispettare distanze, igiene e uso della mascherina, dare supporto reale alle persone in quarantena”.

“Dobbiamo essere uniti in questa sfida, ci siamo dentro tutti insieme e ne possiamo uscire solo insieme”, ha chiosato Maria Van Kerkhove, a capo del gruppo tecnico dell’Organizzazione mondiale della sanità per il coronavirus.

In Italia oltre 5300 nuovi casi e altri 28 morti

Sono 5372 i nuovi casi di coronavirus in Italia. Lo rende noto il ministero della Salute. Nelle ultime ore sono stati registrati altri 28 decessi, che portano il totale a 36.111 dall’inizio dell’emergenza. Da ieri sono stati eseguiti 129.471 tamponi. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 387, con un incremento di 29 unità.

Epidemia accelera, per la prima volta criticità

Il peggioramento dell’epidemia di Covid-19 accelera. L’indice Rt è pari a 1,06, con un aumento di casi in 17 regioni. Dalla scuola arriva il 2,5% nuovi focolai. Sono alcune delle indicazioni contenute nel monitoraggio settimanale realizzato da Istituto superiore di sanità e ministero della Salute, relativo al periodo 28 settembre-4 ottobre, con dati aggiornati al 6 ottobre, che esorta a mantenere “comportamenti rigorosi”.

In Italia si è ormai concretizzato un passaggio di fase epidemico con aumento consecutivo di casi da 10 settimane e, “per la prima volta, segnali di criticità significativi relativi alla diffusione del virus” Sars-Cov-2, che orami circola in tutto il Paese. Si osserva inoltre “un notevole carico dei servizi territoriali che va monitorato per i suoi potenziali riflessi sui servizi assistenziali”.

Dal report si evince dunque che, per la decima settimana consecutiva, continuano ad aumentare i nuovi casi con un’incidenza cumulativa negli ultimi 14 giorni di 44,37 per 100.000 abitanti, registrata tra il 21 settembre e il 4 ottobre, rispetto al 34,2 per 100.000 abitanti del periodo 14-27 settembre. Si osserva anche un aumento nel numero di casi sintomatici nello stesso periodo (8.198 nel periodo 21/9-4/10 contro i 6.650 del periodo 14-27/9).

Inoltre si registra “un lieve aumento” di focolai Covid-19 in cui la trasmissione potrebbe essere avvenuta in ambito scolastico. Rimane tuttavia complessivamente “una dinamica di trasmissione limitata, pari al 2,5% di tutti i nuovi i focolai in cui è stato segnalato il contesto di trasmissione”.

Il monito, ritenuto “essenziale” dagli esperti, resta quello di “mantenere l’attenzione sulle misure già introdotte per prevenire trasmissione intra-­scolastica, come lo screening, la rilevazione della temperatura giornaliera da parte delle famiglie e le procedure per la gestione di casi sospetti sintomatici in ambito scolastico”, come si legge nel report.

In Italia sono complessivamente 3.805 i focolai di Covid-19 attivi, di cui 1.181 nuovi: nella precedente settimana erano 3.266 quelli attivi di cui 909 nuovi. Focolai che sono stati registrati nella quasi totalità delle province italiane (104 su 107), e che nella maggior parte dei casi (77,6%) continuano a verificarsi in ambito domiciliare. Continua invece a scendere la percentuale dei focolai rilevati nell’ambito di attività ricreative (4,1% vs 4,5% della settimana precedente).

“La trasmissione locale del virus, diffusa su tutto il territorio nazionale, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti soprattutto segnalati in ambito domiciliare/familiare”, spiegano gli esperti di Iss e ministero. “Rimane fondamentale – ribadiscono mantenere un’elevata consapevolezza della popolazione generale circa il peggioramento ormai chiaro e più rapido della situazione epidemiologica e sull’importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione: lavaggio delle mani, uso delle mascherine e distanziamento fisico”.

Crisanti: “Casi saliranno ancora, 4 settimane per effetti misure”

“Io penso che nelle prossime settimane i casi di coronavirus Sars-Cov-2 in Italia aumenteranno ancora. Per vedere gli effetti di quello che si fa questa settimana per contrastare Covid ne dovranno passare altre 3 o 4”. E’ il quadro tracciato dal virologo Andrea Crisanti. “Nell’ultimo decreto varato – dice all’Adnkronos Salute – ci sono misure di buonsenso. Ma ognuna di queste non è mai efficace al 100 per cento e quindi non si può lasciare tutto il contrasto alle mascherine o al lavarsi le mani. Sono misure che funzionano, ma da sole non bastano”

Una nuova fiammata della pandemia, “un secondo aumento dei casi, era prevedibile”, dice l’esperto che dirige il dipartimento di Medicina molecolare dell’università di Padova e il laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’azienda ospedale-università di Padova. Si è riavvolto il nastro? Siamo di nuovo come a marzo-aprile? “No, quello che cambia è che il numero dei casi non è lo stesso. Oggi sono 10-20 volte meno di quelli che avevamo realmente in quei mesi. E non si può paragonare l’impatto di 4mila casi con 30-40mila. Se tornassimo ai numeri di marzo avremmo dati più o meno paragonabili anche di morti e ricoveri, l’ordine di grandezza sarebbe più o meno quello. Quindi, facciamo bene ad allertarci sul fronte delle terapie intensive, perché i numeri a questa voce stanno chiaramente aumentando”.

Data:

10 Ottobre 2020