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“Onde di 2 metri, naufraghi su Mare Jonio stanno male”

“Onde di 2 metri, naufraghi su Mare Jonio stanno male”

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Mediterranea Saving Human ha chiesto alle autorità italiane di potere entrare con la nave Mare Jonio in acque territoriali per “potersi mettere al riparo”: “Ci sono onde di oltre due metri che rendono la vita a bordo della #MareJonio molto difficile. Molti naufraghi si sentono male. Per questo abbiamo chiesto a Capitaneria di Porto l’autorizzazione a riparare a ridosso dell’isola: restiamo in attesa di risposta”.

Fonti del Viminale fanno sapere che “come sempre fatto in passato, dalla Mare Jonio potranno scendere donne, bambini e malati. Rimane confermato il divieto di ingresso e sbarco per una nave che non rispetta le leggi e che preordinatamente si provoca lo stato di necessità a bordo per sbarcare in Italia”.

“Bene l’evacuazione di donne e bambini dalla Mare Jonio, ma tutte le persone che abbiamo a bordo hanno diritto a un porto di sbarco sicuro – ha commentato la portavoce Alessandra Sciurba all’Adnkronos – Attendiamo ancora una risposta a questa richiesta che abbiamo avanzato al centro di coordinamento italiano”. “Non si può ogni volta ridurre anche le persone che erano in discrete condizioni in persone che poi hanno bisogno di essere evacuate d’urgenza. Questo è assurdo. Sono profughi di guerra che hanno diritto ad essere accolti – ha sottolineato Sciurba – Non possiamo infliggere ulteriore violenza prima di farli arrivare in un luogo sicuro di sbarco”.

Su Twitter Cecilia Strada, che si trova a bordo della nave, ha spiegato che “il giorno sulla #MareJonio è iniziato alle 5, pioggia in testa, lampi in cielo, le luci di Lampedusa in lontananza. ’È l’Italia?’, mi chiede un uomo prima di iniziare a pregare inginocchiato sulla coperta termica. Difficile spiegare che sì, è l’Italia, ma non ci fanno entrare”.

Intanto a Lampedusa c’è stato un nuovo sbarco. Nella notte sono arrivati 78 migranti siriani e originari del Bangladesh. Hanno detto di essere partiti lunedì dalla Libia a bordo di una barca bimotore. I migranti sono stati portati all’hotspot dell’isola. Secondo quanto apprende l’Adnkronos, sono arrivati sull’isola 64 uomini, tre donne, alcune con bambini, e altri dieci minori non accompagnati. Sono in corso le operazioni di identificazione.

Alitalia chiede proroga Cig

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Proroga della Cigs per 6 mesi (dal 24 settembre 2019 al 23 marzo 2020), per un totale di 1.180 dipendenti. E’ la proposta dei Commissari di Alitalia, contenuta nel documento inviato al ministero del Lavoro, che l’Adnkronos è in grado di anticipare.
Nel documento si elenca nel dettaglio come dovrà essere suddivisa la cassa integrazione straordinaria tra il personale navigante e il personale di terra. Il totale di 1.180 dipendenti comprende: 80 comandanti, 350 personale navigante di cabina e 750 lavoratori da individuare in ’’tutti gli ambiti aziendali’’.
Nei sei mesi la gestione commissariale, si legge nel documento, ’’adotterà le misure e le soluzioni di volta in volta maggiormente idonee a contemperare le esigenze da un lato di contenimento e ottimizzazione dei costi e, dall’altro, di continuità del servizio, tenuto cono delle iniziative di efficientamento in essere per il personale’’.

Al Lido è Brad Pitt show

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Osannato, celebrato con un red carpet che resterà impresso nella memoria. Al Lido stasera è Brad Pitt show: la star, arrivata al Lido per la prima del film ‘Ad Astra’ in smoking e capelli lunghi in omaggio ai suoi stessi esordi (chi non ricorda la sua chioma super sexy in ‘Thelma e Louise’?), è ‘atterrata’ sul red carpet in forma esplosiva. Accompagnato dalle due componenti femminili del cast del film Liv Tyler e Rutt Negga, e dal regista James Gray, Pitt ha voluto concedere quasi tutto il suo tempo ai fan, mai così numerosi. Tornato indietro tre volte per firmare autografi e farsi selfie, l’attore non ha lesinato sorrisi e battute. Non c’è che dire: l’attore di Shawnee nel film interpreta un’astronauta, ed effettivamente, sembra proprio che venga da un altro pianeta.

“Spero in degna sepoltura per Imane”, il dolore del fratello

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“Spero di dare presto una degna sepoltura a mia sorella Imane”. A parlare all’Adnkronos è Tarik Fadil, fratello della giovane testimone dei processi Ruby contro Silvio Berlusconi deceduta lo scorso 1 marzo all’Humanitas di Rozzano, dopo un mese di agonia in ospedale. “E’ un desiderio dell’intera famiglia. A sei mesi dalla sua morte, ancora avvolta dal mistero, vogliamo solo che abbia pace”. Parole pronunciate a sei mesi dalla morte della 34enne ex modella e quando mancano ancora i risultati ufficiali dell’autopsia.

A inizio luglio, secondo le indiscrezioni raccolte dall’Adnkronos, nella relazione degli esperti non emergeva nessuna evidenza sull’ipotesi di avvelenamento, il primo di una serie di sospetti che avevano acceso l’attenzione sul caso, su cui indaga il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e i pm Luca Gaglio e Antonia Pavan. “Non ci sono elementi a supporto di ipotesi di morte non naturale”, la frase attribuibile a chi sta limando la relazione da consegnare in procura. Esami a cui partecipa anche il consulente della famiglia assistita dall’avvocato Mirko Mazzali. Dallo scorso marzo, quello che è certo, è che sono state escluse più cause del decesso: scartata subito l’idea di una morte legata a sostanze radioattive, dalla perizia collegiale “non ci sarebbero risultanze indicative di avvenuto avvelenamento”.

Tra i quesiti che non avrebbero portato a una ragione certa neppure la tesi di una malattia rara o autoimmune oppure possibili effetti collaterali legati all’assunzione di farmaci a cui Fadil era sottoposta nel tentativo di salvarle la vita. Fino a quando la relazione non sarà depositata in procura e i magistrati non saranno soddisfatti delle risposte ricevute, non ci sarà il nulla osta per la sepoltura. Fino ad allora il corpo della giovane resterà all’obitorio dell’istituto di Medicina legale in piazzale Gorini. “E’ passato tanto tempo, domenica sono sei mesi, e siamo molto preoccupati. Io e la mia famiglia – conclude Farik – vorremmo che Fadil trovi pace”.

E’ morto il cardinale Achille Silvestrini

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E’ morto ieri a Roma il cardinale Achille Silvestrini, aveva 95 anni. Prefetto emerito della Congregazione per le Chiese Orientali, il porporato, esponente della grande tradizione diplomatica vaticana, ha svolto per decenni con scrupolo e rigore incarichi diplomatici per la Santa Sede. Stretto collaboratore dei segretari di Stato Domenico Tardini e Amleto Giovanni Cicognani, ha viaggiato – tra le altre cose – con l’allora arcivescovo Agostino Casaroli nel periodo dell’Ostpolitik ed ha guidato le trattative con le autorità italiane per la revisione del Concordato lateranense.

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30 Agosto 2019