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ONU E GENERAZIONI FUTURE

“Le Nazioni Unite si collocano necessariamente al difuori di ogni confessione religiosa. Ciò nonostante, sono uno strumento di fede. Come tale, si ispirano a ciò che unisce e non a ciò che divide le grandi religioni del mondo” Dag Hammarskjöld

La Carta dell’ONU riconosce apertamente la religione e la sua pratica come un diritto umano inalienabile e come una libertà fondamentale. Esiste, dunque, un terreno comune tra i principi universali presenti nelle varie religioni e i principi ideali dell’ONU ma oggi è pressante l’interrogativo sul suo ruolo.

L’origine dell’ONU

Dopo la devastazione dovuta alla fine della Seconda Guerra Mondiale, si pensò di costituire un’organizzazione che garantisse negli anni a venire che non si ripetesse mai più un conflitto mondiale come quello appena concluso.

Nel 1945, infatti, a guerra finita, si tenne una conferenza a San Francisco, in California, a cui parteciparono 50 Paesi, con l’obiettivo di scrivere La Carta delle Nazioni Unite, che sarebbe poi diventata il fondamento giuridico e operativo dell’organizzazione. In questo documento si gettarono le basi e le modalità di cooperazione internazionale degli Stati aderenti, i principi fondamentali, come la risoluzione pacifica delle controversie, il rispetto dei diritti umani e il non ricorso alla guerra per risolvere i conflitti.

Il 26 giugno 1945 venne firmata La Carta delle Nazioni Unite ma l’Organizzazione entrò in vigore il 24 ottobre dello stesso anno, quando la maggioranza degli Stati fondatori, tra cui gli Stati Uniti, l’allora Unione Sovietica, la Cina, il Regno Unito e la Francia, ratificò il documento.

Obiettivi primari e prioritari dell’ONU sono certamente quelli di mantenere la pace e la sicurezza internazionale, stimolare e tutelare la cooperazione tra le nazioni in ambito economico, sociale culturale e umanitario e promuovere il rispetto del diritto internazionale.

Composizione dell’ONU

L’ONU è composta da diversi organi tra i quali: l’Assemblea Generale che si riunisce ogni anno per discutere questioni globali. Il Consiglio di Sicurezza, composto da 15 membri (5 permanenti con diritto di voto e 10 eletti per due anni) che sorveglia e gestisce i conflitti. In questi ultimi anni data la presenza di molti conflitti e tensioni a livello mondiale tra gli Stati, il Consiglio di Sicurezza è stato convocato più volte; il Segretariato, che è responsabile della gestione delle attività quotidiane dell’Organizzazione, guidato dal Segretario Generale; la Corte Internazionale di Giustizia che risolve le controversie legali tra gli Stati e il Consiglio Economico e Sociale che promuove il benessere economico e sociale delle Nazioni.

Dal 1952 la sede dell’ONU si trova al 760 United Nation Plaza, a New York e non tutti sanno che, anche se si trova negli Stati Uniti, il territorio della sede è considerato territorio internazionale; ciò significa che non è soggetto alle leggi statunitensi, ma è regolato da accordi presi tra la stessa Organizzazione e il Governo degli Stati Uniti. Il Palazzo di Vetro, “Glass Building”, è la struttura più famosa ed è circondata da altri edifici amministrativi e spazi per le delegazioni dei Paesi membri. L’ONU ha anche uffici in altre città come, ad esempio, Ginevra – sede europea – che ospita molte agenzie come l’Alto Commissariato per i Rifugiati e l’OMS ovvero l’Organizzazione Mondiale della Sanità. A Vienna invece ha uffici che si occupano del nucleare e della lotta contro la criminalità internazionale, mentre a Nairobi vi è il Centro per i Programmi Ambientali e gli Insediamenti Umani.

Alcune Curiosità

L’ONU è nata dopo due guerre mondiali e soprattutto dopo la Società delle Nazioni che era stata costituita dopo la Prima Guerra Mondiale, ma fallì perché non riuscì a impedire la Seconda.

L’ONU non è un governo, non può imporre leggi, ma può solo raccomandare e promuovere accordi, adottare risoluzioni che valgono solo se i Paesi le accettano.

La sua bandiera ha un significato profondo, infatti, il suo simbolo è una mappa del mondo vista dal Polo Nord circondata da rami d’ulivo simbolo universale di pace. Il colore azzurro è in netta contrapposizione al rosso della guerra.

I Caschi Blu sono forze di Pace ma non sono un esercito: sono formati da soldati appartenenti ai Paesi membri e sono volontari. Indossano un elmetto azzurro per essere riconoscibili.

Indipendentemente dalla sua grandezza o potenza, ogni Paese membro ha a disposizione solo un voto nell’Assemblea Generale. L’Italia è tra i Paesi che forniscono più truppe per le missioni di pace. Inoltre, Roma ospita tre importanti Agenzie dell’ONU: FAO (alimentazione e agricoltura), IFAD – fondo per lo sviluppo agricolo – e WFP (Programma alimentare mondiale).

Le lingue ufficiali dell’ONU sono 6: inglese, francese, spagnolo, arabo, cinese e russo, i documenti ufficiali sono tradotti solo in queste lingue e durante le riunioni si usa la traduzione simultanea rispettando le lingue ufficiali.

Stati come la Palestina e il Vaticano hanno solo lo status di osservatori permanenti senza voto. Per concludere, non tutti sanno che… l’ONU negli anni ’90 attraverso una sua Agenzia ha giocato un ruolo chiave nel coordinare gli standard tecnici per lo sviluppo globale di Internet.

A noi, popolo del mondo, non resta che sperare e augurarci che questa Organizzazione riesca nei propri obiettivi e faccia dimenticare il fallimento della Società delle Nazioni. Ne abbiamo bisogno.

In questa direzione si colloca, in particolare, il progetto GEN P Generazione Partecipazione per la Partnership – Focsiv sta seguendo l’impegno dei giovani per lo sviluppo sostenibile. Prossimamente vi sarà la revisione della Strategia nazionale ma occorre prepararsi anche per il dibattito della comunità internazionale in vista del Post Agenda 2030.

A queste domande ha già cercato in rispondere le Nazioni Unite con il Patto per il futuro (Pact for the Future – United Nations Summit of the Future | United Nations), dedicando spazio proprio al protagonismo dei giovani (A Declaration on future Generations – United Nations Summit of the Future | United Nations).

Giovani, Pace e Sicurezza

Il Patto non limita il ruolo dei giovani allo sviluppo. L’Azione 20 rilancia esplicitamente l’agenda Youth, Peace and Security, chiedendo tabelle di marcia nazionali e regionali e un secondo studio indipendente sul contributo dei giovani ai processi di pace (l’Italia si è dotata del piano ma senza risorse: Giovani, pace e sicurezza – Focsiv). Il riconoscimento della partecipazione piena, effettiva, sicura e significativa dei giovani nella prevenzione e risoluzione dei conflitti segna un passo avanti rispetto a un’agenda finora concentrata quasi esclusivamente sul binomio donne pace sicurezza, con cui peraltro si intreccia strettamente.

Generazioni future: un soggetto giuridico e politico nuovo

La Dichiarazione sulle generazioni future, allegata al Patto, introduce una distinzione concettuale importante: giovani e bambini sono gruppi distinti dalle generazioni future, intese come chi non esiste ancora ma erediterà il pianeta. La Dichiarazione impegna gli Stati a integrare sistematicamente le esigenze di chi verrà dopo nei processi decisionali di oggi, richiamando l’uso di previsione strategica, dati e pianificazione a lungo termine. Tra le misure istituzionali proposte figura la nomina di un inviato speciale per le generazioni future, oltre a una riunione di alto livello sull’attuazione della Dichiarazione, prevista per l’ottantatreesima sessione dell’Assemblea generale.

Restano aperte alcune questioni.

Il Patto è un documento politico non vincolante, e la sua attuazione dipenderà dalla volontà degli Stati membri di dare seguito concreto agli impegni assunti, molti dei quali restano formulati in termini generali.

Author Profile

Antonella Giordano

Data:

28 Luglio 2026

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