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Open Arms attracca in Spagna

Open Arms attracca in Spagna

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La nave Open Arms ha attraccato questa mattina nel porto di Crinavis, a poca distanza dalla città di Algeciras, in Spagna. A bordo vi sono 311 migranti che la nave dell’organizzazione Proactiva Open Arms ha messo in salvo nel corso di una settimana di fronte alle coste libiche.

Dopo il no di Malta e dell’Italia, il governo spagnolo lo scorso sabato ha autorizzato l’ingresso della nave nei porti spagnoli. Ora i migranti verranno trasferiti in un Centro de Atención Temporal a Extranjeros. Malta aveva autorizzato lo sbarco solo di una donna e del suo neonato, che era stato partorito su una spiaggia libica.

Ad accogliere i migranti oltre agli agenti della polizia nazionale vi sono i volontari della Croce Rossa e di Save The Children. I volontari di quest’ultima si occuperanno in modo particolare dei 139 minori che si trovano a bordo della nave. Ancora non è stato stabilito quanti di loro non sono accompagnati. I minori saranno ospitati in comunità della zona. I migranti vengono in maggioranza dalla Costa d’Avorio, Mali, Somalia e Sudan.

La Germania vuole nel suo esercito cittadini Ue

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In mancanza di un numero sufficiente di candidati, l’esercito tedesco potrebbe rivolgersi a specialisti provenienti da altri paesi membri dell’Ue. Ad annunciarlo ieri è stato il capo dello Stato maggiore della Bundeswehr, Eberhard Zorn. “La Bundeswehr ha bisogno di personale…e dobbiamo guardare in ogni direzione in un momento di mancanza di lavoratori qualificati”, ha dichiarato Zorn parlando con il gruppo mediatico Funke Mediengruppe. Secondo Zorn, il reclutamento di specialisti stranieri europei, soprattutto medici e ingegneri, rappresenta “un’opzione” presa in considerazione dall’esercito tedesco.

Una scelta che implicherebbe una modifica legislativa: attualmente è previsto che un militare che operi per la Bundeswehr abbia cittadinanza tedesca. Questa ipotesi è sostenuta anche dal socialdemocratico Hans-Peter Bartels, commissario parlamentare per le Forze Armate, secondo il quale “molti militari già adesso hanno origini straniere o doppia cittadinanza”. Peraltro l’esercito non sarebbe un’eccezione “considerato che da tempo abbiamo cittadini europei che lavorano in polizia”. Il governo tedesco, stando ai media di Funke, avrebbe già sondato i suoi partner europei sulla questione.

Bomba contro bus turistico vicino Piramidi: 3 morti

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Bomba artigianale contro bus turistico vicino alle Piramidi a Giza, in Egitto. Due turisti vietnamiti sono morti, oltre a un tour operator egiziano. Dieci i feriti, tutti vietnamiti, come riporta il quotidiano Al Aram che cita le informazioni diffuse dal primo ministro Mosatafa Madbouly. Secondo il sito del quotidiano governativo ’Al Ahram’, 14 persone si trovavano a bordo del bus al momento dell’esplosione dell’ordigno, avvenuta nel quartiere di Marioutiya. E’ rimasto ferito anche l’autista egiziano.

L’attacco odierno contro un bus con a bordo in prevalenza vietnamiti nei pressi delle Piramidi è solo l’ultimo di una serie di attentati compiuti negli ultimi anni in Egitto contro i turisti. Il più recente risale al 14 luglio dello scorso anno: due cittadine tedesche e una donna della Repubblica ceca furono accoltellate a morte in un attacco condotto da un sospetto islamista a Hurghada, sul Mar Rosso. L’8 gennaio 2016 due uomini armati ferirono a colpi di coltello tre turisti – due di nazionalità austriaca e uno svedese – sempre in un resort di Hurghada. Nello scontro a fuoco con le forze di sicurezza, uno degli attentatori fu ucciso, mentre un secondo rimase ferito. Nel giugno 2015, invece, venne sventato un attentato presso il Tempio di Karnak a Luxor. Due terroristi furono uccisi dalle forze di sicurezza e uno ferito. Il 16 febbraio del 2014 un bus di turisti sudcoreani finì nel mirino di Ansar Bayt al-Maqdis, gruppo terroristico che giurò fedeltà al sedicente Stato islamico (Is), a Taba: morirono tre turisti e l’autista egiziano.

Incendio alla periferia di Parigi: 4 morti

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Si aggrava il bilancio dell’incendio che ha colpito ieri sera un’abitazione nella periferia di Parigi, a Bobigny, in Seine-Saint-Denis. Stando infatti a fonti prossime all’inchiesta citate da Le Figaro, i morti sarebbero 4. In precedenza si era parlato di tre vittime, due bambine di 3 e 7 anni e una ragazza di 20. Non si conoscono ancora le cause dell’incendio che i vigili del fuoco sono riusciti a circoscrivere e poi spegnere in circa due ore.

Uccidono figli neonati e li nascondono nella stufa

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Hanno ucciso i quattro figli neonati e nascosto i cadaveri nella loro fattoria. Sono le accuse mosse nei confronti di Aleksandra J, di 27 anni, e del marito Dawid W, di 37, coppia polacca indagata per omicidio e occultamento di cadavere. Le indagini delle autorità – riferisce il ’Mirror’ – sono scattate in seguito alle segnalazioni dei vicini di casa, insospettiti dopo aver visto la donna incinta per ben quattro volte negli ultimi cinque anni senza però trovare alcuna traccia di bambini. E a chiunque le chiedeva se aspettasse un figlio, la 27enne rispondeva che aveva “solo problemi di stomaco e non c’era nessuna gravidanza”.

Ma secondo l’accusa la coppia, non volendo più avere figli dopo il primogenito, nato 6 anni fa, avrebbe ucciso i quattro bambini subito dopo la nascita soffocandoli con delle buste di plastica. Tre cadaveri sarebbero poi stati nascosti in una stufa mentre il quarto cadavere sarebbe stato sepolto sotto un albero della fattoria della coppia a Ciecierzyn, in Polonia. “Quello che è successo sotto il tetto di quella casa è terribile”, hanno commentato i vicini di casa rimasti scioccati dalla vicenda. Intanto proseguono le indagini delle autorità. A quanto si apprende, Aleksandra e Dawid rischiano l’ergastolo.

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29 Dicembre 2018