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Open Arms denuncia la Libia e accusa l’Italia

Open Arms denuncia la Libia e accusa l’Italia

cms_9762/open_arms_logo_afp.jpgLa Open Arms è arrivata questa mattina in Spagna nel porto di Palma di Maiorca, con a bordo Josefa, la donna salvata il 17 luglio scorso nel Mediterraneo, ad ottanta miglia dalle coste libiche. La Ong, al momento dello sbarco, avrebbe presentato una denuncia contro la Libia. Anche Josefa, riferisce il Diario de Mallorca, intende denunciare la Libia e l’Italia per la vicenda che l’ha vista protagonista, l’affondamento del suo barcone di cui addossa la responsabilità alle autorità libiche e l’inattività e il rifiuto italiano di far sbarcare i cadaveri raccolti in mare nel porto di Catania. Ira del Viminale, che punta il dito contro l’ong: “Josefa? Strumentalizzata per fini politici”.

“Dopo quattro giorni di navigazione la nave Open Arms entra finalmente nel porto sicuro di Palma di Mallorca”. E’ quanto ha scritto il fondatore della Ong spagnola Proactiva, Oscar Camps che – riferisce ancora il Diario de Mallorca, uno dei principali quotidiani dell’isola – subito dopo l’attracco ha presentato al tribunale locale una denuncia per omissione di soccorso contro il comandante della nave libica che avrebbe volontariamente affondato il barcone di migranti. Tutti i membri dell’equipaggio della Open Arms, tra cui il giocatore Nba Marc Gasol, hanno firmato l’atto.
“Speriamo che d’ora in poi sarà aperta un’indagine e il caso arriverà al tribunale nazionale, dobbiamo sapere esattamente cosa è successo”, ha sottolineato l’attivista in un’udienza al Centre Flassaders di Palma. La denuncia dell’equipaggio è estesa alla guardia costiera libica e, a seconda di come procede l’indagine, anche a quella di Italia e Malta perché, secondo Camps, potrebbero aver commesso un reato di omissione di soccorso.
Nel frattempo Josefa è stata trasferita in un centro medico a Palma dove si sta riprendendo da “uno stato di shock”, secondo Camps. I due cadaveri trovati nello stesso luogo, un bambino tra i 3 ei 6 anni, e una donna tra i 20 e i 30 anni, sono stati trasferiti all’istituto di medicina legale anatomica.
Secondo quanto si legge sul sito del giornale Canal 4 una delegazione del governo delle Baleari – che si era offerto di far attraccare la nave, ottenendo il 18 luglio il via libera del governo di Madrid – insieme ad autorità sanitarie, tra le quali una psicologa, sono salite a bordo della nave.

ACCUSE A ITALIA E UE – Nel corso della conferenza stampa, Camps ha anche sottolineato che l’Italia e l’Unione europea nel suo insieme permettono alla Libia, “un paese senza Stato”, di assumere le attività di salvataggio a proprie spese con scarse risorse e nonostante i sospetti della connivenza delle sue guardie costiere con i trafficanti.

Ill fondatore della Ong Proactiva ha quindi criticato il rifiuto di Italia e Malta di sbarcare i cadaveri e la donna sopravvissuta e ha respinto la “campagna diffamatoria” che viene condotta dai media e dalle autorità italiane. “Siamo etichettati come gruppo criminale, di trafficanti”. L’Italia “ci accusa di mentire, diffamare e insultare” per aver denunciato l’abbandono dei migranti nel Mediterraneo, che ha lo scopo di eliminare i loro reclami su ciò che accade. “Siamo gli unici testimoni”, ha assicurato Camps, il quale ha spiegato che nessun’altra Ong è attiva in questo momento nell’area, dove torneranno di nuovo una volta completata a Palma la missione 47.

Accordo per cessate il fuoco a Gaza

cms_9762/gaza_esplosioni_2_afp.jpgHamas ha annunciato che è stato raggiunto un accordo con Israele per il cessate il fuoco a Gaza, dopo la giornata di violenze ieri durante la quale 4 palestinesi ed un soldato israeliano sono stati uccisi. Il portavoce di Hamas, Fawzi Barhoum, ha reso noto su Twitter che l’accordo con “gli occupanti”, gli israeliani, è stato raggiunto con l’aiuto dell’Egitto e dell’Onu. Interpellata, una portavoce dell’esercito israeliano ha detto di non poter commentare questioni politiche, ma al momento Israele – che ieri ha attaccato 60 obiettivi a Gaza – non sta conducendo attacchi.

Una conferma della tenuta del cessate il fuoco sembra arrivare dal tweet con cui l’Esercito israeliano annuncia che non vi sono limitazioni alle normali attività per i civili israeliani che risiedono “nelle comunità intorno alla Striscia di Gaza”. “Alla fine di una revisione della situazione da parte del Comando militare del Sud, questa mattina è stato deciso di mantenere la normale attività civile”, si legge nel tweet.

Le forze di sicurezza israeliane (Idf) hanno reso noto stamani di aver attaccato un obiettivo di Hamas nella Striscia di Gaza. “Sospetti si sono infiltrati in Israele dal nord della Striscia di Gaza – precisano su Twitter le Idf dopo il cessate il fuoco annunciato dal movimento islamico palestinese – I sospetti sono poi rientrati nella Striscia di Gaza. In risposta, un tank delle Idf ha colpito una postazione militare di Hamas”.

Ieri il coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente, Nickolay Mladenov, aveva lanciato un disperato appello a “tutti a Gaza a fare un passo indietro dall’orlo del precipizio”. “Non la prossima settimana. Non domani. Ora!”, aveva sottolineato, aggiungendo: “Non devono avere successo coloro che vogliono provocare palestinesi e israeliani per trascinarli in un’altra guerra”.

“Ecuador pronto a revocare asilo di Assange”

cms_9762/Assange_afp.jpgIl presidente dell’Ecuador Lenin Moreno, in Europa tra il 22 e il 28 luglio, è in trattative con il Regno Unito per fa sì che il fondatore di Wikileaks Julian Assange venga costretto a lasciare l’ambasciata di Londra entro le prossime settimane. Lo riporta the Intercept che cita una fonte vicina al Ministero degli Esteri ecuadoriano.

Secondo la fonte lo scopo nascosto e reale del viaggio del presidente, che prevede anche una tappa a Madrid, è incontrare i funzionari britannici per formalizzare l’accordo in base al quale l’Ecuador ritirerà l’asilo politico di Assange, in vigore dal 2012, per consegnarlo alle autorità inglesi.

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22 Luglio 2018