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Padoan: Italia sta uscendo da trappola infernale. Avanti tagli tasse ma strada stretta

L’Italia “sta uscendo da una trappola infernale che ha congelato l’economia per vent’anni con una debolezza delle crescita precedente alla crisi”. Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, intervenendo al convegno ’Italy is back.Investment Climate 2016’ torna sul tema della crescita italiana.

Una crescita “in controtendenza” con il resto del mondo “perché accelera”, afferma osservando che “il tasso di crescita globale è più debole di quanto si pensasse, tutti gli istituti hanno abbassato stime crescita ed è ovvio che questo impatti un paese con un mercato libero e aperto come l’Italia”. In ogni caso l’Italia sta andando meglio degli altri: “perché si espande grazie a domanda interna, i consumi accelerano e stanno accelerando anche gli investimenti”. Ma, riconosce il titolare di via XX settembre “non basta, va migliorata la crescita della domanda globale”. Di certo per l’Italia “crescita sostenibile significa eliminare gli elementi che fanno da freno all’economia”, sottolinea.

E sul fronte dei conti pubblici il ministro respinge le critiche: “È falso dire che l’Italia è fiscalmente indisciplinata. L’Italia è tra i più disciplinati”, attacca ricordando che il deficit continua a diminuire e il debito inizierà a scendere da quest’anno “nonostante uno scenario di basse inflazione”. Conti in ordine, ma anche alleggerimenti fiscali nella strategia del governo per non soffocare la ripresa appena iniziata. “La strategia di taglio delle tasse è iniziata e continua”, sottolinea il ministro, riconoscendo tuttavia che il governo si muove entro “un sentiero stretto”.

Quanto alla politica del governo “l’orizzonte temporale non può che essere di medio termine”, continua Padoan. “L’Italia – aggiunge – non può avere solo una ripresa ciclica, ma deve aggredire le cause strutturali” che rallentano il pil. “I risultati non si vedono in decenni ma in alcuni anni, saranno risultati importanti e già si vedono”, sottolinea.

Per il ministro “ci vuole un allungamento della strategia economica e dell’orizzonte istituzionale”. E questo perché, spiega, “se l’orizzonte temporale di un governo è ancorato alla legislatura, se il processo legislativo è più semplice e non solo meno costoso, se rapporti tra il governo centrale e quelli periferici migliora, tutto questo cambia il clima economico e quindi crea benefici per tutti. Ecco perché per il governo le riforme sono essenziali”.

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Data:

9 Giugno 2016