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Padre Maccalli: “Ho pianto sentendo le campane di Crema”(Altre News)

Padre Maccalli: “Ho pianto sentendo le campane di Crema”

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“Dopo due anni di grande silenzio eccomi catapultato nel mondo della parola, sono appena arrivato a Roma, ho abbracciato la famiglia e grazie a mio nipote ho sentito le campane del Duomo di Crema. Ho pianto sentendo le vostre campane”. Così padre Gigi Maccalli nel messaggio vocale inviato al vescovo di Crema Daniele Gianotti, che dopo la liberazione del sacerdote, avvenuta due giorni fa in Mali, ha fatto suonare le campane a festa. Padre Maccalli ha rivolto quindi il suo saluto e la sua voce “a tutti i cremaschi, al vescovo Daniele e a tutti gli amici che hanno pregato, pensato e accompagnato i miei due anni di prigionia nel Sahara”. Poi ha aggiunto: “Sto bene, vi ho pensato tutti i giorni, sapevo che potevo contare sulla vostra preghiera ed è stata questa la mia forza e la chiave di questa vicenda che mi ha tenuto per più di due anni prigioniero di Al Qaeda nel deserto del Sahara”.”Finalmente – ha concluso padre Maccalli – sono di nuovo libero e non ho parole per dire a tutti il mio grazie”.

Covid, negazionisti in piazza: ’no mask’ identificati

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“La mascherina non la metto, in Italia è reato girare col volto travisato”. E solo uno dei tanti manifestanti in piazza San Giovanni che, ai poliziotti in servizio di controllo, prova a spiegare le ragioni del suo dissenso, venendo comunque identificato. “Vengo dall’Aquila – dice all’Adnkronos – tanti medici ed esperti sostengono che non sia salutare indossare la mascherina e invece ti multano se giri senza. Io faccio l’agricoltore, oggi ho perso un giorno di lavoro perché credo che questa sia solo una farsa”.

“Arrestateci tutti”, “Vergogna”, “Buffoni”. Così urlano alcuni manifestanti dopo che un ragazzo senza mascherina è stato portato via dai poliziotti per essersi rifiutato di mostrare i documenti. Una folla di uomini e donne in piazza San Giovanni ha attaccato gli agenti schierati in servizio di ordine pubblico gridando contro “una dittatura ormai insostenibile”. “Muovono l’esercito per controllare che indossiamo l’emergenza e non dovrei avere paura? Mussolini e Hitler con la scusa dell’emergenza ci hanno dominato”, dice un uomo.

Intanto dal palco uno degli organizzatori sta annunciando l’inizio della manifestazione: “Ci siamo, vi invito a rispettare le regole, mettiamo la mascherina e rispettiamo il distanziamento perché siamo obbligati”.

In quella che, ribadisce una donna dal palco, “non è una manifestazione no e tantomeno sì mask”, c’è chi crede nella cura Di Bella e ne chiede il riconoscimento dal servizio sanitario nazionale, c’è l’associazione partite Iva Campania, un fantomatico prete con capelli da messia e crocefisso in pugno che si lascia immortalare con le immagini di Conte, Grillo, Bill Gates e Bergoglio con il numero di Satana sulla fronte invocando la rivoluzione.

C’è chi, fiero, non indossa alcuna mascherina e chi gira con un tricolore che involontariamente calpesta facendosi largo con una radio di un tempo che non esiste più. “Nessuna emergenza è giustificabile se produce più danni delle sue cause”, si legge in uno striscione.

PRESIDIO NO MASK – Iniziato a Roma anche il presidio no mask alla Bocca della Verità. I manifestanti sono un centinaio, tra gilet arancioni, militanti della destra romana e cittadini convinti di trovarsi in una “dittatura sanitaria”. Tra i presenti lo slogan più in voga è “basta con il terrorismo dell’emergenza”. Tra i responsabili di questo clima si indica il governo Conte che, “a suon di dpcm ci sta negando ogni libertà. Persino quella di respirare all’aria aperta”.

La mascherina, che dovrebbero indossare tutti per rispettare l’obbligo di utilizzo all’aperto in caso di assembramento, molti la tengono tirata su, “altrimenti ci multano e sciolgono la manifestazione, e noi non vogliamo questo perché abbiamo intenti pacifici. Comunque non serve anzi è dannosa”. Altri invece, contravvenendo alla predisposizione, la tengono abbassata “perché nessuno può obbligarci. La legge dice che non si può girare con il volto coperto”.

A vigilare, affinché venga rispettata la libertà di manifestare in sicurezza, schierate le forze dell’ordine. Anche gli agenti finiscono nel mirino di alcuni manifestanti, accusati di “essere al servizio di Conte, invece che dei cittadini”. Insulti anche per i giornalisti, “che alterano la realtà, al servizio di editori e poteri forti interessati a utilizzare l’emergenza sanitaria per sottomettere il popolo”.

Via obbligo ricetta contraccettivi d’emergenza per minorenni

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Non sarà più necessario l’obbligo della prescrizione medica per dispensare alle minorenni ulipistral acetato (EllaOne*), il farmaco utilizzato per la contraccezione di emergenza fino a cinque giorni dopo il rapporto. Lo ha stabilito l’Agenzia italiana del farmaco, con la Determina n. 998 dell’8 ottobre.

“Si tratta di uno strumento altamente efficace per la contraccezione d’emergenza per le giovani che abbiano avuto un rapporto non protetto, entro i cinque giorni dal rapporto – spiega il direttore generale dell’Aifa, Nicola Magrini – ed è anche, a mio avviso, uno strumento etico in quanto consente di evitare i momenti critici che di solito sono a carico solo delle ragazze. Voglio sottolineare che si tratta di contraccezione di emergenza e che non è un farmaco da utilizzare regolarmente”.

“Al momento dell’acquisto in farmacia – aggiunge Magrini – il farmaco sarà accompagnato da un foglio informativo che ha lo scopo di promuovere una contraccezione informata ed efficace ed evitare un uso inappropriato della contraccezione di emergenza”. L’Aifa “svilupperà presto un sito ad hoc, con informazioni e indicazioni approfondite sulla contraccezione. La contraccezione, infatti, di cui la pillola anticoncezionale rappresenta una possibile opzione, consente a tutte le donne di programmare una gravidanza e, più in generale, la propria vita. Ricordo infine – conclude il Dg di Aifa – che il farmaco è dal 2017 nella lista dei farmaci essenziali dell’Organizzazione mondiale della sanità per questa indicazione, come parte dei programmi di accesso ai farmaci contraccettivi, e che le gravidanze nelle teenager sono un importante indicatore di sviluppo di una società, che va tenuto ai minimi livelli”.

Si tratta, sottolinea l’Aifa in una nota, di una svolta per la tutela della salute fisica e psicologica delle adolescenti.

Pompei, restituiti reperti rubati nel 2005: “Ci hanno portato sfortuna”

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Cinque reperti archeologici rubati negli scavi di Pompei restituiti “perché hanno portato sfortuna”. E’ la “confessione” arrivata al titolare di un’agenzia di viaggi di Pompei che ha ricevuto una busta, senza mittente ma con francobollo canadese: al suo interno ha trovato cinque reperti archeologici e due lettere in inglese nelle quali gli autori, senza firmarsi, confessavano di aver rubato quei frammenti nel 2005 dagli scavi e di volerli restituire perché da allora erano stati colpiti dalla sfortuna, a loro parere legata proprio al furto. Il titolare dell’agenzia di viaggi ha consegnato la busta ai Carabinieri del posto fisso Scavi archeologici che ora si occuperanno della restituzione dei reperti alla Soprintendenza.

In una lettera una donna canadese, Nicole, parla di problemi economici e anche gravi problemi di salute, una “maledizione” quella che si sarebbe abbattuta su di lei negli ultimi 15 anni, e racconta i motivi che l’hanno spinta a restituire quanto rubato nel 2005 dagli scavi.

“Ero giovane e stupida – scrive in inglese – e volevo avere un pezzo di storia che nessuno poteva avere. Non ho effettivamente pensato o realizzato cosa stessi prendendo. Ho preso un pezzo di storia cristallizzato nel tempo e che in esso ha tanta energia negativa. Persone sono morte in un modo così orribile e io ho preso tasselli legati a quella terra di distruzione”.

Da allora, racconta Nicole, “la sfortuna ha giocato con me e la mia famiglia. Ora ho 36 anni e ho avuto il cancro al seno due volte, l’ultima volta finito in una doppia mastectomia. Io e la mia famiglia abbiamo anche avuto problemi finanziari. Siamo brave persone e non voglio passare questa maledizione alla mia famiglia o ai miei bambini”.

Nicole chiede perdono “per il gesto fatto anni fa” e assicura di aver “imparato la lezione. Sto chiedendo il perdono degli dei, voglio solo scrollarmi di dosso la maledizione ricaduta su di me e la mia famiglia. Per piacere accettate questi reperti così da fare la cosa giusta per l’errore che ho fatto. Mi dispiace tanto, un giorno tornerò nel vostro bellissimo paese per scusarmi di persona”, promette Nicole, che spiega di aver dato un tassello “a un’amica perché condividiamo l’amore per la storia. Gli ho detto che io li avrei rimandati indietro nel luogo a cui appartengono, ma non so se lo ha fatto”.

Nella seconda lettera, firmata “Alastain e Kimberly G.”, si legge: “Vi restituisco queste pietre che io e mia moglie abbiamo preso mentre visitavamo Pompei e il Vesuvio nel 2005. Le abbiamo prese senza pensare al dolore e alla sofferenza che queste povere anime abbiano provato durante l’eruzione del Vesuvio e la morte terribile che hanno avuto. Siamo dispiaciuti e per piacere perdonateci per aver fatto questa terribile scelta. Possano le loro anime riposare in pace. Chiediamo il vostro perdono”.

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11 Ottobre 2020