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Palermo, 17 arresti per tratta di migranti e vendita di armi

Nella notte tra domenica 1 e lunedì 2 luglio, i carabinieri di Palermo hanno effettuato ben 17 arresti di persone affiliate a un’organizzazione che si occupava di trasportare migranti e armi dai Balcani all’Italia. Giorgia Spiri, Geri Ferrara, Carlo Marzella e Marzia Sabella, procuratori che hanno coordinato l’operazione che ha portato agli arresti, hanno evidenziato che l’organizzazione era ben radicata in Italia, agendo in diverse città della Penisola e non solo, tra cui Palermo, Como, Varese, Milano, Trieste, Pordenone, Siena e Lucerna. L’operazione è stata resa possibile da una stretta collaborazione internazionale tra i carabinieri di Palermo, la polizia Cantonale Svizzera e il Nucleo Informativo di Venezia.

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L’organizzazione criminale era divisa in due nuclei: uno si occupava di trasportare migranti kosovari in Svizzera in cambio di denaro. L’altra invece trasportava dal Kosovo armi illegali ed era impegnata nel riciclaggio di denaro con l’aiuto di alcuni falsari napoletani, che ripulivano banconote macchiate per l’assalto ai bancomat. Entrambi i nuclei avevano contatti in Italia, soprattutto con Cosa Nostra. A capo del secondo nucleo dell’organizzazione c’erano il macedone Fatmir Ljatifi, Giuseppe Giangrosso e il kosovaro Driton Rexhep.

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L’indagine era partita nel 2016, in quanto la stessa organizzazione era collegata anche a Cosa Nostra e al gruppo paramilitare UCK, legato ai jihadisti. Inoltre, nel 2017 si era verificato un flusso migratorio illegale dal Kosovo alla Svizzera. Inizialmente l’organizzazione criminale si limitava al trasporto illegale di armi come i kalashnikov, soprattutto grazie al macedone Ljatifi. Infatti, quest’ultimo gestiva un bar nel palermitano da dove coordinava tutte le attività illecite, tra cui anche il traffico di migranti, i quali, una volta entrati in Italia, venivano assunti da una società fittizia, che forniva loro permessi di giorno in cambio di 7000 euro a persona. In questo modo si aggirava la legge Bossi-Fini, che ricordiamo serve a regolare il flusso dell’immigrazione, infliggendo aspre pene ai trafficanti di migranti e a chi non ha regolare permesso di soggiorno. Infine, l’organizzazione riciclava anche diamanti e oro. Ma tuttora sono ancora in corso perquisizioni nelle città legate alle attività illecite dell’organizzazione, per trovare ulteriori indizi che possano far risalire ad altri affiliati.

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Intanto, il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha postato una dichiarazione su Twitter in merito a questa vicenda: “In queste ore i Carabinieri hanno arrestato 55 mafiosi, più altri 17 delinquenti per traffico di armi e di immigrati clandestini, legati a Cosa Nostra e al terrorismo islamico. GRAZIE a nome di tutti gli italiani, la settimana inizia bene!”.

Data:

3 Luglio 2018