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Papa: “Corruzione sottrae diritti e infrange tante aspirazioni”

cms_6035/papa_microfono_020_afp.jpgNon rassegnamoci al sepolcro, alle umiliazioni, alla dignità calpestata. “Con la Risurrezione, Cristo non ha solamente ribaltato la pietra del sepolcro, ma vuole anche far saltare tutte le barriere che ci chiudono nei nostri sterili pessimismi, nei nostri calcolati mondi concettuali che ci allontanano dalla vita, nelle nostre ossessionate ricerche di sicurezza e nelle smisurate ambizioni capaci di giocare con la dignità altrui”. Lo ha ammonito papa Francesco durante l’omelia pronunciata nel corso della Veglia pasquale nella Basilica vaticana. Il Pontefice si è soffermato sul dolore di quanti sono sfruttati, sulle vittime della tratta, sul dramma dei migranti, sulle conseguenze dell’egoismo, denunciando gli effetti della corruzione. E ha esortato “a non rassegnarci al fatto che le cose debbano finire così”.

“’Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Magdala e l’altra Maria andarono a visitare il sepolcro’. Possiamo immaginare quei passi…: il tipico passo di chi va al cimitero, passo stanco di confusione, passo debilitato di chi non si convince che tutto sia finito in quel modo… Possiamo immaginare i loro volti pallidi, bagnati dalle lacrime… E la domanda: come può essere che l’amore sia morto? A differenza dei discepoli, loro – ha sottolineato Bergoglio – sono lì – come hanno accompagnato l’ultimo respiro del Maestro sulla croce e poi Giuseppe di Arimatea nel dargli sepoltura -; due donne capaci di non fuggire, capaci di resistere, di affrontare la vita così come si presenta e di sopportare il sapore amaro delle ingiustizie”.

Nel volto delle due Marie, ha osservato il Papa, “possiamo trovare i volti di tante madri e nonne, il volto di bambini e giovani che sopportano il peso e il dolore di tanta disumana ingiustizia. Vediamo riflessi in loro i volti di tutti quelli che, camminando per la città, sentono il dolore della miseria, il dolore per lo sfruttamento e la tratta. In loro vediamo anche i volti di coloro che sperimentano il disprezzo perché sono immigrati, orfani di patria, di casa, di famiglia; i volti di coloro il cui sguardo rivela solitudine e abbandono perché hanno mani troppo rugose. Esse riflettono il volto di donne, di madri che piangono vedendo che la vita dei loro figli resta sepolta sotto il peso della corruzione che sottrae diritti e infrange tante aspirazioni, sotto l’egoismo quotidiano che crocifigge e seppellisce la speranza di molti, sotto la burocrazia paralizzante e sterile che non permette che le cose cambino. Nel loro dolore, esse hanno il volto di tutti quelli che, camminando per la città, vedono crocifissa la dignità”.

Il Pontefice ha invitato a non rassegnarsi, a non lasciarsi abbattere dalle sconfitte e da chi calpesta la nostra dignità: “Il nostro cuore sa che le cose possono essere diverse, però, quasi senza accorgercene, possiamo abituarci a convivere con il sepolcro, a convivere con la frustrazione. Di più, possiamo arrivare a convincerci che questa è la legge della vita anestetizzandoci con evasioni che non fanno altro che spegnere la speranza posta da Dio nelle nostre mani. Così sono, tante volte, i nostri passi, così è il nostro andare, come quello di queste donne, un andare tra il desiderio di Dio e una triste rassegnazione. Non muore solo il Maestro: con Lui muore la nostra speranza”.

Citando il Vangelo di Matteo, il Papa ha osservato: ’Ed ecco, ci fu un gran terremoto’ . All’improvviso, quelle donne ricevettero una forte scossa, qualcosa e qualcuno fece tremare il suolo sotto i loro piedi. Qualcuno, ancora una volta, venne loro incontro a dire: ’E’ risorto come aveva detto!’. E tale è l’annuncio che, di generazione in generazione, questa notte santa ci regala: Non temiamo, fratelli, è risorto come aveva detto! Quella stessa vita strappata, distrutta, annichilita sulla croce si è risvegliata e torna a palpitare di nuovo. Il palpitare del Risorto ci si offre come dono, come regalo, come orizzonte. Il palpitare del Risorto è ciò che ci è stato donato e che ci è chiesto di donare a nostra volta come forza trasformatrice, come fermento di nuova umanità”.

Il Pontefice ha spiegato il significato della notte santa: “Questa notte ci chiama ad annunciare: il palpito del Risorto, Cristo vive! Ed è ciò che cambiò il passo di Maria Maddalena e dell’altra Maria: è ciò che le fa ripartire in fretta e correre a dare la notizia; è ciò che le fa tornare sui loro passi e sui loro sguardi; ritornano in città a incontrarsi con gli altri. Come con loro siamo entrati nel sepolcro, così con loro vi invito ad andare, a ritornare in città, a tornare sui nostri passi, sui nostri sguardi. Andiamo con loro ad annunciare la notizia, andiamo… In tutti quei luoghi dove sembra che il sepolcro abbia avuto l’ultima parola e dove sembra che la morte sia stata l’unica soluzione. Andiamo ad annunciare, a condividere, a rivelare che è vero: il Signore è Vivo. E’ vivo e vuole risorgere in tanti volti che hanno seppellito la speranza, hanno seppellito i sogni, hanno seppellito la dignità. E se non siamo capaci di lasciare che lo Spirito ci conduca per questa strada, allora non siamo cristiani. Lasciamo che la sua tenerezza e il suo amore muovano i nostri passi, lasciamo che il battito del suo cuore trasformi il nostro debole palpito”.

Pasqua, Mattarella scrive al Papa: “Grazie per la premura pastorale verso l’Italia”

cms_6035/papa_mattarella_giubileo_fotoquir.jpg“Questo tempo, denso di prospettive di progresso per l’umanità ma anche di motivi di inquietudine, rende particolarmente acuto l’anelito di pace, di giustizia e di rinascita che la festa di Pasqua simboleggia e sul quale Vostra Santità invita costantemente a riflettere”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato a Papa Francesco, “in occasione della Santa Pasqua”, rivolgendo al Pontefice “a nome del popolo italiano e mio personale, i più sentiti e calorosi auguri”.

“L’alto magistero e la sua instancabile azione pastorale – sottolinea Mattarella – continuano, infatti, a rappresentare una feconda fonte di ispirazione, in particolare nella ricerca di soluzioni giuste, eque e sostenibili per le grandi sfide che la comunità internazionale è chiamata ad affrontare”.

“In particolare, l’attenzione che Vostra Santità ha rivolto all’Europa con il discorso ai Capi di Stato e di governo e ai vertici delle istituzioni dell’Unione Europea alla vigilia del 60mo anniversario della firma dei Trattati di Roma costituisce un incoraggiamento a rilanciare il grande progetto di integrazione continentale”, ricorda Mattarella.

“Le prossime festività pasquali mi offrono l’occasione, Santità, di ringraziarla per la premura pastorale verso l’Italia, testimoniata da ultimo dalle sue recenti visite a Milano, Carpi e Mirandola”, dice ancora il presidente della Repubblica.

In attesa di accoglierLa prossimamente al Quirinale, Le rinnovo l’espressione dei miei sentimenti di amicizia e di profonda considerazione per la sua alta missione apostolica, uniti agli auguri di tutti gli italiani per la Santa Pasqua e per la fausta ricorrenza del suo onomastico, ormai prossimo”, conclude il testo del Quirinale.

Al via 730 precompilato, caricati 800 milioni di dati per 101 miliardi di spese agevolabili

cms_6035/agenzia_entrate_pc_fg.jpg730 precompilato al via. Il 18 aprile si parte e l’Agenzia delle Entrate ha già caricato oltre 800 milioni di dati per 101,8 miliardi di euro di spese agevolabili che danno diritto ad uno sconto fiscale. A fare il punto con l’Adnkronos sulla presentazione della prossima dichiarazione dei redditi è il direttore Servizi ai contribuenti dell’Agenzia Paolo Savini. “Il nostro obiettivo -spiega- è quello di spingere sempre più contribuenti ad adempiere all’obbligo dichiarativo utilizzando il modello precompilato predisposto dall’Agenzia. Già l’anno scorso hanno fatto a meno degli intermediari oltre 2 milioni di contribuenti. Quest’anno puntiamo a incrementare significativamente il numero. Chi utilizza il modello precompilato oltre a risparmiare le spese per l’assistenza fiscale non subirà controlli documentali”.

Degli oltre 800 milioni di dati caricati 690 milioni di documenti fiscali sono relativi a spese sanitarie, compresi gli scontrini dei farmaci da banco, per un controvalore di circa 29 miliardi di euro; circa 94 milioni di dati relativi a premi assicurativi per 2,7 mld; più di 7 milioni e 600mila bonifici per ristrutturazioni, arredo e risparmio energetico per 27,8 mld. E ancora: oltre 8 milioni di interessi passivi sui mutui contratti dagli italiani per 10 mld; circa 5 milioni e 600 mila dati relativi a ristrutturazioni condominiali comunicati dagli amministratori di condominio per 3,8 mld, una new entry 2017, quasi 4 milioni e mezzo di dati relativi a contributi previdenziali per 18 mld.

Tra gli altri dati precaricati dal fisco ci saranno anche, in ordine di frequenza, quelli relativi alla previdenza complementare (4.051.405 di dati per 5,2 mld), le spese universitarie (3.421.065 di dati per 2,7 mld), i contributi per i lavoratori domestici (3.335.933 di dati per 700 milioni), le spese funebri (629.244 per 1,5 mld) e i rimborsi delle spese universitarie comunicati per la prima volta dagli enti per il diritto allo studio (36.369 per 7 milioni).

Scadenze. A partire dal 18 aprile, dunque, i contribuenti potranno visualizzare il modello predisposto dal Fisco, l’elenco delle informazioni e le relative fonti informative. Dal 2 maggio al 24 luglio sarà invece possibile fare modifiche o integrazioni e spedire la dichiarazione 730. Il 30 giugno è l’ultimo giorno utile per il versamento di saldo e primo acconto per i contribuenti con 730 senza sostituto d’imposta o con modello Redditi. Il 31 luglio ultimo giorno utile per il versamento, con la maggiorazione dello 0,40 per cento a titolo di interesse, di saldo e primo acconto per i contribuenti con 730 senza sostituto d’imposta o con modello Redditi.

Il 2 ottobre ultimo giorno utile per comunicare al sostituto d’imposta di non voler effettuare il secondo o unico acconto dell’Irpef o di volerlo effettuare in misura inferiore. Sempre il 2 ottobre scade il termine per la presentazione del modello Redditi precompilato e per inviare il modello Redditi correttivo del 730. Il 25 ottobre ultimo giorno utile per presentare un modello 730 integrativo, possibile solo se l’integrazione comporta un maggiore credito, un minor debito o un’imposta invariata. La presentazione può essere fatta solo tramite Caf o professionista abilitato.

I vantaggi della precompilata. Confermati i benefici già previsti lo scorso anno sia per chi accetta direttamente online, senza modifiche, il proprio 730 precompilato sia per chi si rivolge a un Caf o a un intermediario: nel primo caso sono esclusi eventuali controlli documentali dell’Agenzia mentre nel secondo caso i cittadini non dovranno più conservare scontrini e ricevute delle spese poiché il Fisco li chiederà esclusivamente agli intermediari (vantaggi che si applicano ai contribuenti che presenteranno il 730 precompilato e non anche a coloro che utilizzeranno il modello Redditi precompilato).

Non solo: grazie alle spese che danno diritto agli sconti fiscali già caricate nel modello, la precompilata restituisce un quadro abbastanza completo delle detrazioni e deduzioni spettanti e potrà fungere quindi da utile promemoria per i contribuenti. Resta fermo, naturalmente, l’obbligo di conservare la documentazione in caso di dichiarazione modificata. Per conoscere in dettaglio tutti i vantaggi della precompilata e trovare le risposte a eventuali dubbi dallo scorso 4 aprile è disponibile il sito di assistenza dedicato – https://infoprecompilata.agenziaentrate.it.

Come accedere alla dichiarazione. Per visualizzare il proprio modello 730 o il modello Redditi, basta entrare nell’area riservata del sito delle Entrate, www.agenziaentrate.gov.it e inserire il nome utente, la password e il pin dei servizi online dell’Agenzia. Anche quest’anno è possibile accedere direttamente on line alla propria dichiarazione precompilata non solo con le credenziali dei servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, ma anche con il Pin rilasciato dall’Inps, tramite il Sistema pubblico per l’identità digitale (Spid) e con le credenziali di tipo dispositivo rilasciate dal Sistema Informativo di gestione e amministrazione del personale della pubblica amministrazione (NoiPA). Infine, i contribuenti possono accedere alla dichiarazione precompilata utilizzando la Carta Nazionale dei Servizi.

Cosa fare. Innanzitutto bisogna verificare se si ha bisogno di abilitarsi per accedere alla precompilata con le credenziali dell’Agenzia delle Entrate o con le altre credenziali. Una volta abilitati, a partire dal 18 aprile, si potrà accedere alla propria dichiarazione precompilata e visualizzare la homepage. Dopo aver scelto il proprio modello di dichiarazione (730 o Redditi web Redditi online), si potrà controllare direttamente i dati precompilati e, se sono completi, accettare la dichiarazione e inviarla; in caso contrario, si potrà modificarli e/o integrarli prima dell’invio.

Quest’anno, oltre a visualizzare, accettare (nel caso del modello 730), modificare, integrare e inviare la dichiarazione precompilata 2017, è possibile consultare e se necessario correggere la dichiarazione precompilata 2016, purché sia stata inviata tramite l’applicazione web. Per le eventuali modifiche della dichiarazione precompilata 2016 i contribuenti dovranno utilizzare il modello Unico 2016 integrativo, disponibile online.

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16 Aprile 2017