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Papa : “Istanbul, addolorato per Santa Sofia” (Altre News)

Papa : “Pensiero a Istanbul, addolorato per Santa Sofia”

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“Il mare mi porta lontano, penso a Istanbul, penso a Santa Sofia, sono molto addolorato”. Così il Papa, parlando a braccio dopo la preghiera dell’Angelus a San Pietro, ha voluto esprimere il suo rammarico per la decisione della Turchia di riconvertire in moschea il simbolo di Istanbul. Dopo aver salutato “tutti coloro che lavorano sul mare, specialmente quelli che sono lontani dai loro cari e dal loro Paese”, Francesco ha alzato lo sguardo e ha espresso, non senza una nota di commozione nella voce, il suo dolore.

Erdogan: “Via mercenari da Libia, comunità internazionale sostenga governo”

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“I mercenari responsabili del “bagno di sangue” in Libia devono lasciare il Paese, la comunità internazionale deve sostenere il governo legittimo di Tripoli, fermando i “golpisti che hanno commesso crimini di guerra”. E’ la sintesi della posizione sulla Libia del presidente turco Recep Tayyp Erdogan ribadita in un’intervista alla rivista “Kriter”. “La comunità internazionale dovrebbe fare la scelta di sostenere il governo legittimo in Libia e fermare i golpisti che commettono crimini di guerra – ha scandito Erdogan in un riferimento al generale Khalifa Haftar, che pure non nomina – I mercenari che hanno trasformato il Paese in un lago di sangue dovrebbero andare via una volta per tutte”.

“Dare un’immediata stabilità alla Libia non è solo interesse della Libia ma dell’intera regione – ha sottolineato il presidente turco, che nel novembre scorso ha fatto intervenire il suo Paese al fianco del governo di Tripoli contro il generale della Cirenaica, rovesciando le sorti della guerra – Il rafforzamento politico ed economico della Libia sarà di beneficio anche per il Nord Africa e per l’Europa”. In Libia, al fianco di Haftar sono stati schierati migliaia di mercenari provenienti dalla Russia ma anche dal Sudan, mentre al fianco del Gna sono arrivati mercenari siriani filoturchi.

Cina, terremoto di 5.1 nel nord del Paese

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Un terremoto di magnitudo 5,1 ha scosso il distretto di Guye nella città di Tangshan, nella provincia di Hebei, nella Cina settentrionale, alle 6:38 di stamattina ora locale (00:38 ora italiana). Lo riferisce il China Earthquake Networks Center. L’epicentro è stato monitorato una profondità di 10 km. La scossa è stata avvertita nelle regioni vicine, e anche a Pechino, che si trova a circa 200 km a ovest dall’area colpita. Finora non sono state riportate vittime.

Nella zona colpita sono stati inviati i vigili del fuoco e il dipartimento ferroviario ha immediatamente lanciato il piano di emergenza per sospendere i treni passeggeri che attraversano l’area e sta organizzando un’ispezione completa delle attrezzature e delle strutture ferroviarie. La città di Tangshan ha un triste precedente che risale al 1976, quando un sisma di magnitudo 7.8 la colpì uccidendo più di 240.000 persone.

Trump per la prima volta in pubblico con la mascherina

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è apparso in pubblico ieri indossando per la prima volta una mascherina dopo lunghe resistenze, proprio nel giorno in cui gli Usa hanno segnato il record di nuovi contagi da coronavirus in un solo giorno arrivando a quasi 66.600 nuovi casi. L’inquilino della Casa Bianca ha indossato la mascherina durante una visita al Walter Reed National Military Medical Center nel Maryland. “Non sono mai stato contro le mascherine, ma credo che si debbano valutare tempo e luogo”, ha detto Trump prima di lasciare la Casa Bianca per la visita.

La foto del Presidente è arrivata quando numerosi Stati hanno registrato un aumento di nuovi casi, con ricoveri ospedalieri e morti in crescita, in un momento in cui altre nazioni stanno riuscendo a contenere nuovi focolai. La Florida, uno degli stati che vede picchi acuti, ha riportato ieri più di 10.000 casi in un giorno e 93 nuovi decessi. Anche in Texas sono stati registrati più di 10.000 contagi in 24 ore, dato mai così alto, e la Georgia ha superato il proprio record di nuove infezioni con oltre 4.000 casi in un solo giorno.

Aereo ucraino abbattuto in Iran, per Teheran fu “errore umano”

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L’Iran attribuisce ad un radar non in asse la responsabilità dell’abbattimento dell’aereo ucraino che a gennaio provocò la morte di 176 persone. La notizia è contenuta in un nuovo rapporto dell’Aviazione civile iraniana secondo cui fu un “errore umano” decisivo a causare l’abbattimento del volo 752 della Ukraine International Airlines, colpito da due missili poco dopo il decollo dal principale aeroporto della capitale iraniana l’8 gennaio scorso.

“Si è verificato un errore causato da un’imprecisione umana nell’attuazione delle procedure” di allineamento del radar, “causando una deviazione di 107 gradi” del sistema”, è stato spiegato.

L’errore ha causato il concatenarsi di una serie di situazioni di rischio durante le quali sono state compiuti altri sbagli nei minuti precedenti l’abbattimento dell’aereo, si legge nel rapporto, non definitivo, sull’incidente. Secondo l’autorità dell’aviazione civile, malgrado l’informazioe errata giunta all’operatore del sistema radar riguardante la traiettoria dell’aereo, l’operatore avrebbe potuto identificare l’obiettivo in quanto velivolo, cosa che non ha fatto, effettuando invece una “identificazione errata”.

Inoltre uno dei due missili è stato sparato da un operatore di un’unità di difesa che ha agito “senza attendere la risposta del centro di coordinamento” da cui dipendeva.

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13 Luglio 2020