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Papa: “Non lasciare tra le onde chi fugge dalla fame”

Papa: “Non lasciare tra le onde chi fugge dalla fame”

cms_9454/papa_omelia15_0618_afp.jpgNon diffidare o lasciare in balìa delle onde chi lascia la sua terra affamato di pane e di giustizia“. Papa Francesco, ricevendo in udienza in Vaticano la Federazione Maestri del Lavoro d’Italia, torna sul dramma dei migranti invitando ad ispirarsi alle Beatitudini di Gesù nel Vangelo.

“Ci siano di guida, in questo cammino arduo ma entusiasmante: ci portino a guardare sempre con amore a Gesù stesso, che le ha incarnate nella sua persona; ci mostrino che la santità non riguarda solo lo spirito, ma anche i piedi, per andare verso i fratelli, e le mani, per condividere con loro, insegnino a noi e al nostro mondo a non diffidare o lasciare in balìa delle onde chi lascia la sua terra affamato di pane e di giustizia; ci portino a non vivere del superfluo, a spenderci per la promozione di tutti, a chinarci con compassione sui più deboli. Senza la comoda illusione che, dalla ricca tavola di pochi, possa ’piovere’ automaticamente il benessere per tutti”.

“Così la Francia respinge i minori a Ventimiglia”

cms_9454/Ventimiglia_migranti_afp.jpgMinori non accompagnati anche di 12 anni continuano a essere vittime di abusi, detenzioni e respingimenti illegali verso l’Italia, da parte della polizia francese, una volta superata la frontiera di Ventimiglia“. È la denuncia contenuta nel nuovo rapporto ’Se questa è Europa’, diffuso oggi da Oxfam, diaconia Valdese e Asgi, che lavorano a Ventimiglia per prestare soccorso ai migranti bloccati in città, in condizioni di estrema vulnerabilità. “Uno su quattro – denuncia il rapporto – è un minore che cerca di ricongiungersi con familiari o conoscenti in Francia, Inghilterra, Svezia o Germania, a cui troppo spesso viene negata protezione e il diritto di chiedere asilo previsto dalle norme europee”.

“L’intervento, ormai di prassi, della polizia francese comporta, prima ancora del respingimento in Italia, in violazione delle norme europee e francesi, il fermo dei minori, spesso la loro registrazione come maggiorenni, la falsificazione delle dichiarazioni sulla loro volontà di tornare indietro, la loro detenzione senza acqua, cibo o coperte, senza la possibilità di poter parlare con un tutore legale. I ragazzi – spiega il rapporto – raccontano anche di essere stati vittime di riprovevoli abusi verbali o fisici: il taglio delle suole delle scarpe, il furto di carte Sim. In molti vengono costretti a tornare fino a Ventimiglia a piedi, lungo una strada priva di marciapiede, con qualunque condizione atmosferica: una giovanissima donna eritrea è stata costretta a farlo sotto il sole cocente, portando in braccio il suo bambino nato da soli 40 giorni“.

“In Italia, invece, – denuncia ancora il rapporto – permangono gravi disfunzioni nella tutela dei diritti dei minori all’interno dei centri di accoglienza: molti non vengono iscritti a scuola, come prevede la legge, o non ricevono informazioni sulle possibilità di richiedere asilo o ricongiungersi legalmente con la propria famiglia in altri Paesi europei”. Nel dettaglio, spiega il rapporto, “nei primi quattro mesi di quest’anno sono stati 4.231 i migranti (16.500 da agosto 2017 ad aprile di quest’anno), adulti e minorenni, passati da Ventimiglia, provenienti in maggioranza da Eritrea, Afghanistan e Sudan, in particolare dal Darfur. Un numero che con ogni probabilità è destinato a crescere con l’arrivo dell’estate”.

“Al momento – spiegano in una nota le tre realtà – l’unica struttura di accoglienza è presso il Campo Roja che ha disponibili 444 posti: qui l’obbligo di identificazione mediante impronta digitale e la massiccia presenza di polizia all’entrata agiscono da deterrente. Il campo informale sul fiume Roja, privo di servizi igienici e acqua potabile, è stato recentemente sgomberato e transennato. Di fronte a quest’emergenza in continuo divenire, le tre organizzazioni chiedono quindi alle autorità locali e al Governo italiano che vengano individuate rapidamente strutture adeguate per realizzare un centro per minori non accompagnati in transito e uno per donne sole con e senza figli, che garantisca una permanenza dignitosa e sicura dei soggetti più vulnerabili”.

La situazione a Ventimiglia è lo specchio di un’Europa che sta tradendo i propri valori fondanti di solidarietà, non rispettando le norme nazionali ed europee alla base dell’idea stessa di Unione. Per questo chiediamo al Governo francese di intervenire, per far cessare immediatamente gli abusi e i respingimenti illegali dei minori da parte della propria polizia di frontiera e al Governo italiano di attivarsi in ogni modo perché ciò avvenga, sospendendo inoltre i trasferimenti forzati verso i centri del Sud Italia – dice Elisa Bacciotti, direttrice delle campagne dei Programmi in Italia di Oxfam – Facciamo appello, oltre che all’Italia e alla Francia, agli altri Stati membri e all’Unione Europea, affinché siano assicurate procedure efficienti di ricongiungimento familiare e potenziati i meccanismi di ricollocamento tra i diversi paesi Ue, assicurando la condivisione delle responsabilità dell’accoglienza, anche attraverso la revisione del Trattato di Dublino e la creazione di un sistema di asilo unico a livello europeo”.

“Ci sono dei luoghi che fanno sintesi: uno di questi è certamente Ventimiglia. Frontiera impolverata che d’improvviso si è trasformata in baluardo di orgogli nazionali e simbolo di sovranismi che non pensavamo avessero cittadinanza in Europa – aggiunge Gianluca Barbanotti, segretario esecutivo della Diaconia Valdese – Minori non tutelati, donne con bambini lasciate in balia di un destino improbabile, procedure poliziesche applicate in modo miope, agende politiche dettate dall’umore della gente a sua volta eccitato da ideologie rancorose. In questa situazione complessa l’impegno di tutte le istituzioni deve essere volto ad applicare e rispettare realmente le regole di civile convivenza che fanno parte, queste sì, del nostro patrimonio nazionale ed europeo”.

“Ciò che accade a Ventimiglia così come in altri luoghi di frontiera non può essere affrontato o compreso se non allargando lo sguardo. Le attuali politiche di esternalizzazione, il contrasto ai cosiddetti movimenti secondari, l’assenza di adeguate condizioni di accoglienza costringono le persone ad affrontare situazioni lesive dei loro diritti e a mettere a rischio la loro vita”, afferma Anna Brambilla di Asgi.

Trump-Cina, guerra dei dazi

cms_9454/Donald_Trump_afp1.jpgLa Casa Bianca ha annunciato dazi del 25% su prodotti cinesi per un valore di 50 miliardi di dollari a causa di “pratiche commerciali sleali”. I prodotti presi di mira comprendono “significative tecnologie industriali”. Il commercio fra Stati Uniti e Cina “è stato sleale, per molto tempo. La situazione non è più sostenibile”, afferma il comunicato della Casa Bianca. Il comunicato avverte Pechino che intende reagire se vi saranno rappresaglie commerciali. “Gli Stati Uniti – si legge- imporranno ulteriori tariffe se la Cina adotterà misure di rappresaglia”.

I nuovi dazi entreranno in vigore il 6 luglio, come ha reso noto l’ufficio del rappresentante Usa per il Commercio, Robert Lighthiz. “Dobbiamo intraprendere forti azioni difensive per proteggere la leadership americana nella tecnologia e l’innovazione contro la minaccia senza precedenti rappresentata dal furto cinese di proprietà intellettuale, il trasferimento forzato di tecnologia americana e i cyber attacchi contro le nostre reti di computer”, dichiara Lighthizer.

Stando a quanto riporta la Cnn, la luce verde è stata data da Trump dopo l’incontro alla Casa Bianca con il segretario al Tesoro Steven Mnuchin, quello al Commercio Wilbur Ross e il rappresentante per il Commercio Robert Lighthizer. A fine maggio la Casa Bianca aveva reso noto che avrebbe pubblicato il 15 giugno una lista di prodotti cinesi sui quali aveva intenzione di applicare dazi del 25%.

Intervistato dal programma ’Fox and Friends’ su Fox news, Trump ha detto che nuovi dazi aiuteranno a proteggere i “segreti” degli Stati Uniti. “Abbiamo una grande forza di cervelli nella Silicon Valley e la Cina, così come altri, rubano questi segreti. Ora proteggeremo questi segreti, che sono i gioielli della corona del nostro paese”. Trump non ha chiarito se vi sia o meno “una guerra commerciale” con Pechino. “La guerra commerciale è stata cominciata da loro e gli Stati Uniti hanno perso”, ha affermato, aggiungendo successivamente: “Non c’è una guerra commerciale“.

Pechino però promette rappresaglie. La Cina ha fatto sapere che introdurrà “immediatamente misure di tassazione di pari forza e ampiezza” a quelle annunciate dagli Stati Uniti. A renderlo noto è il ministero del Commercio cinese. Il ministero parla di “guerra commerciale” e di azione che “mina l’ordine commerciale mondiale”.

“Tutti i risultati economici ed economici raggiunti dai due paesi saranno invalidati – afferma il ministero – ci rincresce profondamente che gli Stati Uniti abbiano ignorato il consenso raggiunto e provocato una guerra commerciale”. “Questo passo non solo danneggia gli interessi bilaterali ma mina anche l’ordine commerciale mondiale”, nota il ministero. La Cina esorta infine tutti i paesi ad agire assieme contro “il comportamento datato e regressivo” degli Stati Uniti.

“Massacro mai visto”, Isis minaccia Mondiali

cms_9454/Russia_2018_Mondiali1_Afp.jpgNuove minacce del sedicente Stato islamico (Is) contro i Mondiali in Russia: il gruppo minaccia un “massacro mai visto prima nella storia“, scrive il giornale Daily Star. Il sito Middle East Media Research Institute (Memri) ha segnalato un filmato di dieci minuti diffuso da canali vicini all’Is e su Telegram. Il video, spiega Memri, è una sequenza di immagini di repertorio che mostrano combattimenti a Mosul, in Iraq, unite a un estratto di un filmato del 2016 contenente minacce alla Russia, mentre la parte finale è una clip animata di un drone con un simbolo dell’Is che sorvola il villaggio olimpico di Sochi, esplosioni virtuali e ’fiamme’ avvolgono la scena.

Il sito del Daily Mail segnala che i sostenitori dell’Is hanno fatto appello ai “lupi solitari” ad attaccare i Mondiali e pubblica un’immagine che mostra un combattente armato con la minaccia scritta a chiare lettere “inizierà il terrore”.

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16 Giugno 2018