Traduci

Papa: “Siria a rischio catastrofe umanitaria”

Papa: “Siria a rischio catastrofe umanitaria”

cms_10134/papa_AFP22.jpg

Appello di papa Francesco alla comunità internazionale perché si impegni, con la diplomazia e i negoziati, a scongiurare i rischi di una catastrofe umanitaria in Siria.

“Spirano ancora venti di guerra e giungono notizie inquietanti sui rischi di una possibile catastrofe umanitaria nell’amata Siria, nella Provincia di Idlib – ha detto Francesco al termine dell’Angelus in Piazza San Pietro – Rinnovo il mio accorato appello alla Comunità internazionale e a tutti gli attori coinvolti ad avvalersi degli strumenti della diplomazia, del dialogo e dei negoziati, nel rispetto del Diritto umanitario internazionale e per salvaguardare le vite dei civili”.

Stato d’emergenza a Tripoli

cms_10134/bambino_spalle_libia_xin.jpg

Stato di emergenza a Tripoli per gli scontri che si stanno verificando attorno alla capitale. Lo ha proclamato il Consiglio presidenziale libico. Alla base della decisione dell’organismo guidato da Fayez al Sarraj la volontà di proteggere la popolazione, gli impianti, le istituzioni, mentre media locali riportano l’avanzata a sud della settima brigata. Sulla strada dell’aeroporto vi sarebbero forti scontri.

Gli scontri in corso tra le milizie rivali avrebbero provocato nell’ultima settimana almeno 39 morti e decine di feriti. Questa la motivazione ufficiale dello stato di emergenza: “A causa del pericolo della situazione attuale e nell’interesse pubblico, il Consiglio presidenziale dichiara lo stato di emergenza nella capitale Tripoli e nei suoi sobborghi, per proteggere i civili, i possedimenti pubblici e privati ​​e le istituzioni vitali’’. Il Consiglio ha chiesto la fine dei combattimenti e il rispetto del cessate il fuoco raggiunto in coordinamento con la missione delle Nazioni Unite in Libia.

L’assalto alla capitale sarebbe ormai prossimo. Alcuni media locali riportano le parole dello stesso capo della settima brigata che così motiverebbe la decisione: ’’Stiamo avanzando per conto di quei cittadini che non hanno cibo e soldi”. La brigata avrebbe il controllo della zona di al Kurayema e avrebbe messo nel mirino Salah Eddine, a sud della capitale.

In un tweet della nostra rappresentanza nella capitale libica si legge che l’ambasciata italiana in Libia “resta aperta, continuiamo a essere al fianco dell’amata gente di Tripoli in questo momento difficile”. “L’ambasciata resta pienamente funzionante e operativa – dicono all’Adnkronos fonti diplomatiche – ma stiamo valutando per motivi di sicurezza se mantenere il personale al completo”.

A quanto si apprende da fonti della Difesa, i militari italiani in Libia stanno bene e in sicurezza. Nessun problema riscontrato all’ospedale da campo a Misurata. La ministra Elisabetta Trenta segue costantemente l’evolversi dei fatti ed è in continuo contatto con lo Stato Maggiore della Difesa, che le fornisce aggiornamenti puntuali sulla situazione.

Gli scontri sono scoppiati lunedì tra milizie rivali nel sud di Tripoli. La Libia è attualmente divisa tra due governi rivali: uno a Tripoli e l’altro nella città orientale di Tobruk. Le milizie continuano a lottare per il controllo delle aree vitali del Paese mentre il gruppo estremista dello Stato islamico mette in scena attacchi frequenti. Il Paese nordafricano è precipitato nel caos da quando Muammar Gheddafi è stato rovesciato e ucciso in una rivolta del 2011 che si è trasformata in un conflitto armato.

Fitch avverte l’Italia

cms_10134/fitch_ipa_fg.jpg

L’agenzia di rating Fitch conferma il rating ’BBB’ dell’Italia ma abbassa l’outlook portandolo da stabile a negativo. Lo rende noto la stessa agenzia di rating. All’origine della decisione la formazione del nuovo governo, che secondo l’agenzia potrebbe portare ad un livello di allentamento di bilancio che lascerebbe il debito pubblico più esposto a shock potenziali. Il rapporto deficit/pil è stimato all’1,8% nel 2018, più alto di 0,2 punti rispetto alle stime del Governo, per effetto dei maggiori interessi sui titoli di Stato, spiega Fitch.

Una venerdì pesante per l’economia italiana non solo per la pagella dell’agenzia di rating. Lo spread ha superato 290 punti base con il rendimento del differenziale tra Btp e Bund salito a 3,24%. Piazza Affari ha chiuso male la settimana. In rosso il Ftse Mib che ha lasciato sul terreno l’1,18% e l’All Share l’1,02%.

Autore:

Data:

3 Settembre 2018