Traduci

Parlamento, eletti i capigruppo

Parlamento, eletti i capigruppo

cms_8793/camera_aula_ftg.jpgTandem rosa per Forza Italia e il duo Toninelli-Grillo per il M5S. I partiti eleggono i loro capigruppo alla Camera e al Senato, confermando quasi tutte le previsioni delle ultime ventiquattro ore. A cambiare le carte in tavola è solo il Pd, con l’indicazione del reggente Martina per il voto alla coppia Delrio-Marcucci.

M5SDanilo Toninelli eletto capogruppo M5S al Senato per acclamazione nel corso dell’assemblea degli eletti 5 Stelle a Palazzo Madama. Ufficialmente costituto anche il gruppo del M5S alla Camera dei deputati, con l’elezione per acclamazione di Giulia Grillo. Presente alla riunione dei deputati anche il leader 5 Stelle, Luigi Di Maio, che si è complimentato per il lavoro svolto da Grillo e Toninelli per la gestione della delicata partita che ha portato all’elezione di Roberto Fico alla presidenza della Camera.

Terminata intanto la riunione dei deputati del M5S per la ratifica delle nomine del direttivo. Vice vicario: Laura Castelli. Vicecapogruppo: Giuseppe Brescia, Maria Edera Spadoni, Francesco Silvestri, Alberto Zolezzi. Segretari: Azzurra Cancelleri, Francesco D’Uva, Daniele Del Grosso. Tesoriere: Sergio Battelli. Gli eletti alla Camera torneranno a riunirsi alle 20 per votare lo statuto e la rosa dei candidati alle cariche dell’Ufficio di presidenza. La riunione dei senatori è invece in programma alle 19.

PDGraziano Delrio è il nuovo capogruppo del Pd alla Camera. L’assemblea dei deputati lo ha eletto per acclamazione. “Lo faccio con spirito di servizio e di unità per il Partito democratico. Per un’azione forte di opposizione responsabile e seria”, le parole di Delrio diffuse dagli account social del Pd. E sempre per acclamazione è arrivata nel pomeriggio anche l’elezione del Andrea Marcucci a capogruppo al Senato. “Ho appena accettato l’incarico di presidente del gruppo parlamentare Pd al Senato. Sarà una faticaccia, ma con la passione ed il contributo di tutti voi, posso farcela. Dall’opposizione, ricostruiremo un Pd forte ed unito. #Grazie”, ha poi commentato su Twitter il neo presidente dei senatori dem.

Nel primo pomeriggio, il reggente Maurizio Martina, parlando all’assemblea del gruppo Pd alla Camera, aveva indicato le candidature scelte per il Parlamento: “Vogliamo provare tutti insieme – aveva detto – a dare un segnale di squadra e l’unità è il presupposto per costruire il rilancio del Pd. Per questo le due proposte che vi presento per i capigruppo sono fatte con questo spirito: Graziano Delrio alla Camera e Andrea Marcucci al Senato”.

Una decisione che ha inevitabilmente creato qualche polemiche interna. Per il dem Antonello Giacomelli, “Martina ha esplicitamente messo la fiducia quindi – ha detto all’uscita della riunione del gruppo Pd – era impossibile ogni tipo di intervento o di discussione. Per questo si è proceduto per acclamazione e non si è né discusso né votato. Delrio è sicuramente una ottima proposta, meno comprensibile è che non lo fosse Guerini. Però è importante che usciamo rapidamente da questa fase di comunicazioni e cominciamo a discutere di politica”.

LEGAGiancarlo Giorgetti è stato eletto all’unanimità capogruppo della Lega alla Camera. Gian Marco Centinaio è stato invece rieletto all’unanimità a presidente dei senatori del Carroccio.

FORZA ITALIA: Anna Maria Bernini è presidente dei senatori di Forza Italia, eletta dalla riunione del gruppo azzurro di palazzo Madama. “Svolta rosa, però – ha commentato la neo presidente Bernini – non ne farei una questione di genere. Io sono fatta così, ma non è una questione di donne contro uomini. Siamo tutti ’per’, per un gruppo parlamentare, perché lavori coeso, siamo tutti per il partito, per la coalizione e, soprattutto, siamo tutti per il Paese, che si aspetta delle risposte da noi”.

Nuovo capogruppo alla Camera è invece Mariastella Gelmini: l’ex ministro è stato eletto all’unanimità al posto di Renato Brunetta: “Ringrazio il presidente Berlusconi, vero interprete del cambiamento – ha detto al termine dell’assemblea dei deputati -. Ringrazio tutti i miei colleghi, ringrazio Brunetta. Ora si apre una fase nuova. Sono onorata di guidare il gruppo in una stagione che si prospetta tumultuosa e difficile, ma nello stesso tempo entusiasmante’’.

FRATELLI D’ITALIAFabio Rampelli è stato confermato capogruppo di Fdi alla Camera dall’assemblea dei deputati del partito guidato da Giorgia Meloni.

GRUPPO MISTOFederico Fornaro di Leu è stato eletto presidente del gruppo Misto alla Camera. Loredana De Petris è stata invece eletta all’unanimità presidente del Gruppo Misto al Senato. Riccardo Nencini (Psi-Maie-Usei) e Maurizio Buccarella, sempre all’unanimità, sono stati nominati suoi vice.

Fornero bis, è possibile

cms_8793/Lavoro_operaio_Afp.jpgTito Boeri, presidente dell’Inps, lo ripete da mesi: cancellare la legge Fornero è impossibile. Sulle pensioni ancora oggi dalla politica arrivano “promesse da marinaio, insostenibili”, aveva detto nel pieno della campagna elettorale, quando soprattutto Lega e M5S parlavano d mettere mano in modo pesante al sistema pensionistico.

Proprio ieri la Bce ha lanciato l’alert: no a passi indietro sulle riforme pensionistiche nella zona euro o si metterebbe a repentaglio la sostenibilità dei conti pubblici. In un articolo contenuto nell’ultimo Bollettino economico, la Banca centrale europea ha ribadito il monito ai Paesi della moneta unica affinché attuino con efficacia le riforme del sistema previdenziale adottate negli ultimi anni.

Ma non solo. Secondo gli esperti prudenza nel mettere mano alla Fornero, facendo un passo indietro, non basta. Perché, la situazione attuale, fa pensare che sia addirittura necessaria una riforma bis.

“Nelle previsioni della Ue vi sono dei notevoli scostamenti rispetto a quelle della Ragioneria dello Stato – dice all’Adnkronos Giuliano Cazzola, economista ed esperto di previdenza – Per farla breve, nel picco dell’incidenza della spesa sul pil vi sono ben due punti di differenza in più (il 18% anziché il 16%)”. “La valutazione più severa deriva in primo luogo dal peggioramento dei trend demografici: l’attesa di vita si allunga più del previsto mentre le nascite continuano il loro ciclo al ribasso, così la quota degli over 65 arriverà ad oltre un terzo della popolazione – spiega l’esperto – Ciò dovrebbe far comprendere a tutti come sarebbe sbagliato abolire o manomettere l’aggancio automatico dell’età e dell’anzianità all’incremento dell’aspettativa di vita”.

“Ma l’elemento più importante alla base dello scostamento nelle previsioni risiede nella differente valutazione dei tassi di crescita – sottolinea Cazzola – in quanto la Ue, come del resto anche il Fmi nel suo recente working paper, ritiene che le nostre stime siano troppo generose. Questo è l’aspetto opinabile delle previsioni della Ue: sta a noi dimostrare di saper affrontare la sfida di una crescita sostenuta”. “Certo, a fronte di tali scenari solo degli irresponsabili potrebbero dare corso a promesse elettorali sulle pensioni, totalmente insostenibili”, afferma.

Quanto a una seconda riforma, “posso solo dire che il cantiere delle pensioni è per definizione sempre aperto perché l’equilibrio del sistema, sarebbe più corretto parlare di un disequilibrio accettabile, – sottolinea Cazzola – dipende da tanti fattori economici, demografici ed occupazionali, che possono rapidamente mutare, mandando al macero interi volumi di previsioni”.

“Personalmente penso che, se si presentasse la necessità, basterebbe ripristinare la riforma del 2011 al netto delle correzioni dirette o indirette che vi sono state apportate nella trascorsa legislatura – afferma l’esperto – in particolare abolendo le norme sui cosiddetti quarantunisti e la cosiddetta 14esima, evitando accuratamente di aggiungere nuove categorie di lavoro disagiato con le relative deroghe, ripristinando il limite dei 62 anni per andare in quiescenza anticipata senza penalizzazioni economiche”. “Non si dimentichi poi – conclude – che tutto il pacchetto dell’Ape è di carattere sperimentale fino alla fine del 2019. Ma la prima cosa da fare è impedire che vadano avanti i progetti di abolizione della riforma Fornero”.

Embraco, licenziamenti congelati

cms_8793/embraco8_fg.jpgAccordo fra sindacati ed Embraco sul capitolo degli incentivi all’esodo. Le parti hanno concordato un plafond di 60mila euro per il mese di aprile, 50mila per maggio, 35mila per il periodo giugno-agosto, 30mila fino a dicembre. Successivamente è stato firmato all’assessorato regionale al Lavoro il verbale di intesa che proroga i 497 licenziamenti annunciati dalla Embraco al 31 dicembre 2018.

“Oggi abbiamo adempiuto a una parte dell’accordo complessivo che, per quanto concerne il nostro obiettivo, vale una percentuale minima del percorso che abbiamo impostato, e che vede la necessità di avere il supporto delle istituzioni – commentano Dario Basso, segretario della Uilm di Torino, e Vito Benevento, responsabile Embraco per il sindacato – da oggi inizia l’attività concreta finalizzata alla conferma di tutti gli strumenti per riconoscere ai lavoratori le giuste aspettative occupazionali”.

“Il 9 aprile – aggiungono per la Fiom Lino La Mendola e Ugo Bolognesi – siamo convocati al Mise dove ci aspettiamo che si entri nel merito dei progetti industriali e che finalmente si materializzino i potenziali investitori per capire chi sono, che cosa vogliono fare, con quali risorse economiche e quanti addetti saranno coinvolti, fermo restando la tutela dei diritti acquisiti dai lavoratori”.

Embraco riassume in una nota l’intesa raggiunta oggi con Fim, Fiom e Uilm presso la Regione Piemonte in linea con la soluzione “identificata insieme a tutte le parti coinvolte in sede di discussione presso il Mise” lo scorso 2 marzo: “Impegno a sostenere il processo di reindustrializzazione, a mantenere attivo lo stabilimento di Riva di Chieri fino alla fine 2018 e a varare un programma di esodi incentivati“.

“Il mantenimento delle attività operative fino a dicembre 2018 consentirà ad Embraco, alla Regione Piemonte, al Mise e a Invitalia di proseguire nella ricerca di uno o più partner per la reindustrializzazione del sito, percorso che vede il costante e profondo impegno dell’azienda. Embraco ha concordato di istituire una specifica commissione che provvederà ad aggiornare periodicamente i lavoratori e i loro rappresentanti sugli sviluppi del processo di reindustrializzazione”, conclude la società del gruppo Whirlpool.

Autore:

Data:

27 Marzo 2018