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PARLIAMO DI “CATCALLING”

Esiste la violenza della società che rimane ferma a guardare senza intervenire, quella della società che non riconosce e non risponde, come avviene, ad esempio, per quanto concerne il catcalling, forma di violenza sulle donne banalizzata, poco riconosciuta e conosciuta socialmente. Il catcalling è una molestia sessuale della quale si è dibattuto molto negli scorsi giorni, solamente grazie alla denuncia social di Aurora Ramazzotti, anche lei vittima di catcalling. Cosa si intende esattamente quando si parla di catcalling? Facciamo chiarezza su questa forma di violenza ancora sommersa: sono cat-calling (letteralmente, dall’inglese ‘cat’ e ‘calling’: chiamare il gatto) o molestie verbali di strada, i fischi, i gesti volgari e indesiderati, gli strombazzi, i baci, i suoni e le parole dalle allusioni sessuali, con i quali perfetti sconosciuti si rivolgono alle donne incontrate per strada. Siamo davanti ad una pubblica denigrazione della dignità del genere femminile e di una storicizzata dinamica del rapporto di potere dell’uomo sulla donna.

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Come ha dichiarato Loredana De Rosa, psicologa esperta di violenza di genere dell’Associazione Differenza Donna, il cat-calling non è un atteggiamento da considerarsi lecito, anzi è “Frutto di una cultura patriarcale che oggettivizza il corpo delle donne, e attribuisce l’unica considerazione possibile solo in merito al desiderio maschile. Una concezione molto pericolosa: sono atteggiamenti che si originano dalla stessa matrice culturale in cui si realizzano le dinamiche di potere e controllo della violenza domestica, dello stalking e dei femminicidi”. Il movimento globale Hollaback! ha condotto un’indagine su scala internazionale nel 2015, insieme alla Cornell University, dalla quale risulta che in Italia quasi l’80% delle donne intervistate ha dichiarato di aver subito almeno una molestia di strada prima dei 17 anni di età. Secondo i dati dell’indagine, inoltre, molte donne in seguito a tali molestie assumono atteggiamenti dettati dalla paura e dall’ansia, come cambiare spesso percorso per tornare a casa, evitare di socializzare e persino cambiare modo di vestire e abitudini

A tal proposito, le vittime di catcalling sono anche vittime di violenza psicologica, la più silenziosa delle violenze, quella dei segni che resistono, come cicatrici profonde che nel tempo non spariscono. La violenza psicologica ha effetti devastanti sulle vittime, tuttavia la natura invisibile di quest’ultima tende a far sottovalutare le conseguenze. Le molestie verbali e psicologiche sono esperienze che ogni donna almeno una volta nella vita vive sulla sua pelle e non devono essere sminuite ma penalizzate giuridicamente, come già succede in Francia grazie ad un disegno di legge approvato dal governo Marcon nel 2018, che multa chi rivolge apprezzamenti non richiesti a donne incrociate per strada. Leggi simili sono presenti anche nelle Filippine e in alcuni Stati degli Stati Uniti e anche in Belgio e in Portogallo. L’Italia è purtroppo indietro sulle molestie di strada, come per altre battaglie civili. In Italia il problema della violenza contro le donne è significativo a causa dell’accettazione culturale di certi atteggiamenti e, per questo, mi domando quando il Governo deciderà di strutturare una legislazione che tuteli davvero i diritti delle persone vittime di violenza.

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Data:

4 Aprile 2021