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PASSEGGIATA ARTISTICA IN ITALIA ATTRAVERSO “IL LUNGO OTTOCENTO” (XX^ Parte)

Liberty I

In Italia il Liberty prende il nome dai magazzini fondati a Londra nel 1875 da Lasenby Liberty, specializzati nella vendita di prodotti provenienti dall’Oriente, è anche detto “Stile floreale” in quanto zeppo di elementi naturali; è chiamato Art Nouveau in Francia, Jugendstil in Germania e Modern Style in Inghilterra.

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Giulio Aristide Sartorio- La sirena-1893- Galleria d’arte moderna e contemporanea- Torino

L’Esposizione Universale di Parigi del 1900 fu il predellino di lancio del nuovo stile, in Italia vi furono, l’esposizione dell’arte decorativa moderna di Torino del 1902 e quella del Sempione a Milano nel 1906. Mostre che lanciarono questo tutto compreso cantato dalla sirena del progresso felice, architettura, arte e arti minori, mobili e decorazioni, abiti, scarpe, gioielli e quant’altro. Il Liberty riprendeva i temi del Simbolismo, con allusioni a mondi lontani nello spazio, l’Oriente… e nel tempo, il medioevo.

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Villino Ruggeri- Pesaro

Una favola che nascondeva sia la crisi del Positivismo, sia gli accesi nuovi nazionalismi, sia la borghesia diventata ormai come l’ancien regime e in contrapposizione alle idee socialiste, a questo, in Italia si aggiungono l’astio e il rancore per le idee risorgimentali tradite, il Nord che si industrializza e il Sud che emigra: il nostro Paese, appena unito è in ritardo rispetto alle altre nazioni europee, ma è già ammalato fisicamente e moralmente e già fioriscono gli scandali delle mazzette.

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Leonardo Bistolfi- La Bellezza liberata dalla Materia o L’alpe- 1900-1906, è un monumento funebre dedicato all’amico pittore Giovanni Segantini

Il mondo occidentale stava vivendo un momento di rinnovamento incredibile, la scienza e la tecnica ogni giorno compivano scoperte importantissime e le loro applicazioni pratiche portavano a veloci trasformazioni del vivere.

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Carlo Bugatti, mobili orientali lavorati con materiali lussuosi

Basti pensare ad esempio alla fotografia, al cinema, all’automobile, al telefono, al motore a scoppio, e poi i tram elettrici e la diffusione dei treni, l’aereo, gli ascensori, la bicicletta, la lampadina, la luce elettrica; Parigi fu chiamata Ville Lumière per l’arrivo dell’elettricità che trasformò le sue strade e poco più tardi nel 1912 arrivarono le prime insegne pubblicitarie a neon e le terrazze dei caffe restano così aperte sino all’alba. Il giorno si dilata, alle nove di sera non si va a letto, ma si continua con la vita notturna, ora si può sempre ascoltare la musica, sempre e dove si vuole, perché diffusa anche nei dischi a 78 giri. (Sembra quasi un già sentito: il pacato Giuseppe Parini e il giovin signore che va a letto quando gli altri vanno a lavorare, oggi tale vizio è stato inculcato in tutti i giovani per ovvi fini consumistici)

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Vittorio Zecchin-Le principesse e i guerrieri-1914-Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro

In Italia scoppia la guerra sociale e politica, le lotte per il miglioramento delle condizioni di lavoro, l’aumento dei salari e il diritto al voto, ci sono i primi scioperi, a Milano il governo non sa come agire, manda in campo l’esercito, centinaia di morti che saranno vendicati da Gaetano Bresci che parte dall’America per uccidere il responsabile in capo, ovvero Umberto I, era il 29 luglio del 1900. Tre anni prima vi era stato il tentativo di accoltellamento da parte di Pietro Acciarito, ma il malcontento serpeggiava già prima nel 1878… vi era stato Giovanni Passannante che tentò di accoltellare il re urlando: «Viva Orsini! Viva la Repubblica Universale!». Egli aveva preso parte ai moti risorgimentali e a sua detta, erano stati traditi.

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Giovanni Boldini il cantore dell’eleganza chic, dipinge ambienti, donne e uomini e la leggiadria del Liberty

La borghesia si arricchisce è il momento della bella epoca, tutto sembra andare a gonfie vele, lusso, grazia, voluttà, bellezza e follia, uomini eleganti in nero con colletti bianchi come sorrisi, donne affusolate eteree e meravigliose, nasce infatti un nuovo termine francese che esprime al meglio l’eleganza… chic.

Il pittore ferrarese Giovanni Boldini ne è il cantore, egli dipinge ciò che in letteratura ha espresso Gabriele d’Annunzio con l’Estetismo e il Piacere.

Ma questo tappeto fascinoso nascondeva sotto di sé tanto pattume, da lì a poco tutto si infrange, una prima volta, nel 1912, con la tragedia del Titanic, quasi una previsione e poi due anni dopo, con lo scoppio della grande guerra.

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Leonardo Bistolfi- 1902- Manifesto pubblicitario

Fa assai riflettere che gli attentati ideati per sovvertire un ordine ingiusto e ipocrita, alla fine sia proprio uno di questi nel 1914, che anziché far riflettere causò la grande guerra, pure fa meditare il fatto che il Futurismo fu l’unico movimento inglobato nel sistema ufficiale, essi pur rifiutando il vecchiume accademico e borghese, inneggiavano alla guerra e alla tecnica… come dire facevano molto comodo.

Altro pensiero insorge al fatto che alla fine della prima guerra risorga dalle ceneri l’arte Liberty col nome di Art Déco, lo stile è più o meno lo stesso, sia nell’arte che nella vita, la borghesia vuole lasciarsi alle spalle gli orrori e ricomincia da capo: si affermano i mercati di Wall Street, dove in poco tempo si diventa ricchi o si perde tutto, un mondo di nuovo chiassoso, lussuoso, sfrenato e aggressivo per avere denaro e successo, che porterà alla ricerca di nuovo ordine per finire in un nuovo orrore… ma sono andata troppo avanti, torno a inizio Novecento.

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Aleardo Terzi-1912- Manifesto pubblicitario per i grandi magazzini Mele a Napoli

Enormi migliorie furono apportate ai sistemi dei trasporti e a quelli della comunicazione. Iniziò anche la produzione delle merci in serie industriale, l’obiettivo del Liberty era focalizzato su queste merci in serie, con l’intento di ottimizzarle; decorando gli oggetti prodotti dalle industrie, per renderli più belli e interessanti che di quelli fatti a mano dall’artigiano.

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Marcello Dudovich-1907- Manifesto pubblicitario

Le decorazioni preferite furono ispirate alla natura: fiori, meravigliosi fiori stilizzati e molto grandi e poi frutta e grappoli d’uva, uccelli del paradiso, racemi, viticci e girali, linee curve e fantasiose, uno stile decorativo che avvolge tutto l’ambiente con effetti spettacolari, dalla pittura alle vetrate ai ferri battuti, dai tessuti ai gioielli, dall’architettura all’arredamento, dai mobili alle stoviglie, dalle illustrazioni dei libri ai giornali… nascono i primi manifesti e le prime campagne pubblicitarie per aziende come La Rinascente, Campari ecc., nasce il mercato di massa… all’imprenditore occorrono i consumatori.

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Alessandro Mazzucoletti- Lampadario in ferro battuto- 1900 circa

Se in Europa e non solo, ci sono artisti assai famosi, quali l’inglese Aubrey Beardsley, legato alla poetica di Oscar Wilde, illustrò per lo scrittore il libretto Salome; Gustav Klimt co-fondatore della Secessione viennese; il ceco Alphonse Mucha grande interprete di manifesti pubblicitari; il pittore francese Henri de Toulouse-Lautrec; il grandissimo spagnolo, l’architetto Antoni Gaudí con la Sagrada Familia, Casa Batlló o il Parco Guell, senza dimenticare per la lavorazione del vetro: lo statunitense Louis Comfort Tiffany ed Émile Gallé e per la Francia René Jules Lalique.

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Umberto Bellotto- Particolare- Cancellata esterna alla tomba di Dante Alighieri-1921

In Italia troviamo pittori come Boldini, Previati, Nomellini, Baccarini, Sartorio, De Carolis, Chini, Casorati, Boccioni, tra gli scultori di Bistolfi, Ximenes, Wildt, Martini; per i vetri Vittorio Zecchin, il raffinato artista di Murano che si ispira a Gustav Klimt e gli artisti Barovier che introducono la lavorazione detta dei murrini; per i ferri battuti Mazzucotelli e Bellotto ( quest’ultimo realizzò nella sua immensa produzione la cancellata accanto alla Tomba di Dante, purtroppo come tanti altri, Wildt per esempio, è stato gettato nel dimenticatoio col titolo sprezzante di fabbro del duce); per le ceramiche Galileo Chini, Domenico Baccarini, Duilio Cambellotti; per i manifesti Dudovich, e Terzi; per i mobili Carlo Bugatti, padre di Ettore Bugatti, il fondatore dell’omonima fabbrica di automobili e molti altri, senza dimenticare la letteratura, il pensiero intellettuale che si muove tra D’Annunzio, Pascoli e Gozzano e la musica di Giacomo Puccini, Pietro Mascagni e Amilcare Ponchielli.

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Artisti Barovier- 1910- Murano

(Continua)

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Data:

26 Giugno 2023