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Pd e sinistra, strappo definitivo

cms_7781/fassino6_fg.jpgE’ rottura definitiva tra Pd e sinistra. L’ultimo tentativo di Piero Fassino di dialogare con gli scissionisti è andato a vuoto. Ora è dunque pressoché ufficiale: Mdp e Sinistra Italiana-Possibile non entreranno nella coalizione che fa perno attorno al Pd, ma faranno una lista unitaria della sinistra alternativa ai democratici. L’incontro di oggi tra le due anime del centrosinistra non ha dato i frutti sperati.

Per Si-Possibile-Mdp, le proposte del Pd arrivano “fuori tempo massimo”. Cecilia Guerra ha affermato che sul piano del lavoro i dem non intendono “rimettere in discussione le politiche sbagliate compiute in questi anni” e l’accordo sulle pensioni, così come il decreto fiscale da poco licenziato dal Senato, “sono tutti elementi che segnano una non volontà di convergenza sui temi che noi stiamo proponendo”. Giulio Marcon ha chiuso definitivamente la porta, ribadendo che “non ci sono margini per alcuna intesa con chi in questi anni ha fatto politiche sbagliate e che abbiamo contestato duramente. Costruiremo insieme ad Articolo 1, a Possibile e a tante esperienze della società civile una lista per dire che la nostra Italia ha bisogno di politiche diverse da quelle che il Pd ha realizzato in questi anni”.

GRASSO – “Il 3 dicembre avremo una grande occasione per mettere in evidenza la partecipazione del popolo della sinistra a questa nuova esperienza e naturalmente Grasso sarà il nostro leader” ha aggiunto Marcon, precisando però poco dopo: “Sul ruolo di Grasso il mio era solo un auspicio. Non voglio tirare per la giacchetta il Presidente del Senato che farà le scelte che riterrà più opportune quando lo deciderà. È evidente che per il prestigio istituzionale e il ruolo che ricopre sarebbe un ottimo leader per la nuova sinistra che stiamo costruendo”.

A intervenire a riguardo è stato il portavoce del presidente del Senato. “Grasso – ha sottolineato – in questo momento non ha sciolto alcuna riserva in merito al suo futuro“. “Notizie o dichiarazioni in un senso o nell’altro vanno lette come auspicio dei singoli e non come interpretazioni del suo pensiero o di sue decisioni”, ha spiegato, aggiungendo: “Quando queste saranno prese sarà lui stesso a comunicarle”.

LE PROPOSTE DI FASSINO A SI-MDP – A margine dell’incontro avvenuto negli uffici di Si-Possibile, Piero Fassino ha parlato di “misure integrative sul Jobs Act”, in particolare “per favorire la trasformazione dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato” e “misure integrative di maggiore tutela in caso di licenziamento”. Tra le altre proposte dei dem, “il raddoppio delle risorse per il reddito di inclusione”, “l’aumento delle risorse per il fondo sanitario nazionale e, in questo quadro, l’avvio di un superamento del superticket”. Sul tavolo anche “la stabilizzazione e l’allargamento ad una base di lavoratori più ampia dell’anticipo pensionistico a 63 anni”.

Nell’ambito della tutela dell’ambiente il Pd ha elencato una serie di provvedimenti, “a partire dalle misure di decarbonizzazione e dall’approvazione della legge sul consumo di suolo, che vadano nella direzione di caratterizzare un’alleanza di centrosinistra sotto il profilo ambientale ed ecologico”. Infine, ha aggiunto Fassino, “sul terreno dei diritti abbiamo confermato la nostra volontà di arrivare alla adozione della legge sullo ius soli e sul fine vita prima della fine della legislatura”.

RENZI – “Mi rimetto alle dichiarazioni di Fassino”. Matteo Renzi a Venafro, tappa del treno Pd, ha risposto così ai cronisti che gli hanno chiesto della rottura con Mdp e Sinistra Italiana ufficializzata nell’incontro di oggi Piero Fassino.

“Debito alto”, Italia sotto lente Ue

cms_7781/Padoan_Moscovici.jpgIl debito pubblico dell’Italia, che “rimane elevato”, è “motivo di preoccupazione”. Pertanto, in una “lettera alle autorità italiane”, il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis e il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici “hanno avvisato che la Commissione intende riesaminare il rispetto dell’Italia dell’obiettivo di riduzione del debito nella primavera del 2018″. Lo rende noto la Commissione europea, nell’ambito del pacchetto di autunno del semestre europeo, approvato oggi dal collegio dei commissari.

“Dombrovskis e Moscovici chiedono al governo di spiegare alcuni aspetti delle misure di bilancio adottate per il 2017 e per il 2018. Il governo è fiducioso che attraverso il dialogo costruttivo con la Commissione potranno essere chiariti i diversi punti di vista, senza la necessità di ricorrere ad ulteriori interventi”, commentano fonti Mef. “La Commissione europea apprezza i risultati del processo di consolidamento dei conti pubblici messo in atto dal governo negli ultimi anni – aggiungono le fonti – e per il 2018 riconosce la misura dello 0,3% per l’aggiustamento strutturale del bilancio”.

“Oggi forniamo le opinioni sui documenti programmatici di bilancio ed esortiamo gli Stati membri che rischiano di non rispettare il patto di stabilità a prendere le misure necessarie a correggere il loro percorso di bilancio”, ha affermato Dombrovskis aggiungendo: Pierre Moscovici “e io abbiamo appena inviato una lettera al ministro” dell’Economia Pier Carlo “Padoan, in cui sottolineiamo che l’adozione delle sue misure chiave senza alcun annacquamento è cruciale”. Manovra che deve essere “attuata rigidamente”, per realizzare “uno sforzo strutturale pari almeno allo 0,3% del Pil”.

“La Commissione europea non è mai qui per porre dei problemi o per additare dei colpevoli, ma per trovare soluzioni nel dialogo“, ha sottolineato dal canto suo Moscovici. E “un buon dialogo si fonda sui fatti”, ha aggiunto.

“Dombrovskis e Moscovici chiedono al governo di spiegare alcuni aspetti delle misure di bilancio adottate per il 2017 e per il 2018. Il governo è fiducioso che attraverso il dialogo costruttivo con la Commissione potranno essere chiariti i diversi punti di vista, senza la necessità di ricorrere ad ulteriori interventi” commentano fonti Mef.

“La Commissione europea apprezza i risultati del processo di consolidamento dei conti pubblici messo in atto dal governo negli ultimi anni – aggiungono le fonti – e per il 2018 riconosce la misura dello 0,3% per l’aggiustamento strutturale del bilancio”.

Il debito pubblico italiano nel 2016, continuano Moscovici e Dombrovskis, “era al 132% del Pil, confermando quindi che sono stati fatti progressi insufficienti verso il rispetto del criterio del debito in quell’anno. Guardando avanti, prevediamo che il rapporto debito/Pil dell’Italia si stabilizzi nel 2017 e cali leggermente, al 130,8% nel 2018”.

“Ci sono rischi – aggiungono – inerenti alle previsioni per il 2018, connessi a prospettive di crescita nominale peggiori del previsto, ricavi più bassi dalle privatizzazioni e la prevista registrazione statistica delle operazioni di sostegno al settore bancario, come pure un grande stock rimanente di debiti commerciali arretrati della Pubblica amministrazione”.

“Complessivamente, le sfide sulla sostenibilità per l’Italia restano alte nel medio termine. Malgrado il fatto che l’Italia non ha rispettato il criterio del debito nel 2015 – continuano Dombrovskis e Moscovici – la Commissione ha concluso, dopo aver esaminato tutti i fattori rilevanti, che una procedura per deficit eccessivo fondata sul debito non dovesse essere aperta, a patto che l’Italia assicurasse un complessivo rispetto dei requisiti del braccio preventivo (del patto di stabilità, ndr) nel 2016”.

“Maledetti bastardi”, ira no vax dopo la sentenza

cms_7781/Vaccini_fot_adn.jpg“La pagheranno”, “scoppieranno”, “corrotti”. E ancora “maledetti bastardi”, “venduti”, “servi di Big Pharma”. La Consulta respinge il ricorso della Regione Veneto sui vaccini, decretando la legittimità della legge che li rende obbligatori, e in rete scoppia l’ira dei no vax.

“Tutto sulla pelle dei nostri figli, maledetti”, gridano i genitori informati in gruppi come ’Autismo e Vaccini’ e ’Vaccini Basta’, ed è rabbia e delusione fra quanti giurano di ribellarsi alla decisione della Suprema Corte: “A costo di cambiare Paese ma non l’avranno vinta”, assicurano in tanti, che in coro mandano “affanculo la Consulta” rea di sentenziare “sui miei figli che sono solo miei e su cui solo io e mio marito possiamo decidere” e formata da “maledetti corrotti!!!!” che “la pagheranno caraaa!!”.

E fra tanti amareggiati che pensano sia “ormai tutto finito”, spunta anche chi decide di dispensare consigli – in un pessimo italiano – su tattiche di guerriglia urbana da attuare per protesta: “Se in ogni strada che i noVax passano nn si bruciano machine edifici negozi, e scontrarsi con pa Polizzia nn otterrete niente. Coraggio NoVax nn arrendetevi”, scrive un utente incitando alla lotta.

Tantissime anche le mamme preoccupate che ora cercano consigli su come evitare l’allontanamento dei figli dalla scuola, confessando con nomi e cognomi in bella vista di mentire ormai da mesi alle autorità scolastiche con auto certificazioni e impegni alle vaccinazioni non esattamente in regola. E’ il caso, ad esempio, di mamma Sara: “Io al momento ho posticipato, con scuse, l’appuntamento all’ASL presentando alla scuola un foglio dove io mi impegno ad aprire un dialogo PER CAPIRE MEGLIO IL GIUSTO DA FARSI. In questo modo ho preso tempo ma il problema resta! L’ASL ovviamente non ha risposto alla mia mail e non mi ha fissato nessun appuntamento informativo ma solo l’appuntamento per la vaccinazione (fine marzo) dopo quella data mia figlia verrà espulsa e non ho idea di come potrò fare”, scrive in sprezzo del pericolo e delle regole, raccogliendo la solidarietà di altre mamme.

In tanto pessimismo, c’è però anche chi non perde la speranza e invita mamme e padre disperati a non abbattersi, utilizzando frasi che ricordano slogan di berlusconiana memoria: “Andiamo avanti ad oltranza e non lasciamoci scoraggiare. Dalla nostra parte abbiamo l’amore e l’amore – dice l’ottimista Livia che evidentemente non ha ben chiara la portata definitiva della sentenza – vince su tutto!”.

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22 Novembre 2017