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Pd in piazza contro il governo

Pd in piazza contro il governo

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Il più contento è Maurizio Martina. Sua l’idea della piazza che tanti, all’inizio, nel Pd non avevano condiviso. Ma il flop non c’è stato. 70mila partecipanti, secondo gli organizzatori. E al di là delle cifre esatte, il colpo d’occhio su piazza del Popolo funziona e hanno gioco facile i dirigenti dem a riempire i social di foto dalla manifestazione in risposta a Matteo Salvini.

“Ci saranno 4 gatti”, aveva detto ieri sera il ministro dell’Interno. “Avete dato una lezione a tutti noi. Questa è la piazza del risveglio democratico, è la piazza della speranza, del cambiamento, della fiducia e del futuro”. Sono le prime parole di Martina dal palco. Il segretario chiude dopo una serie di interventi di personalità delle società civile che, per più di un’ora a piazza del Popolo, continuano a invocare le stop alle divisioni interne con i manifestanti che rispondono dalla piazza scandendo in coro ’u-ni-tà, u-ni-tà’.

Dietro, nel retropalco, i big dem, tranne Michele Emiliano, ci sono tutti. Un gruppo è destinato a distinguersi, nelle prossime settimane, nel congresso ormai alle porte. Ma per oggi va in scena la tregua. C’è Matteo Renzi che abbraccia Paolo Gentiloni a favore delle telecamere, dopo le voci sulla rottura tra i due. Si abbracciano pure Renzi e Martina, Martina e Gentiloni e poi Renzi nega di aver definito “inadatto” a guidare il Pd Nicola Zingaretti. E nella ’galleria’ degli abbracci oggi a piazza del Popolo c’è anche quello tra Zingaretti e il suo potenziale sfidante: Graziano Delrio. Molti nell’area renziana contano di convincerlo nelle prossime settimane a scendere in campo superando le resistenze mostrate fin qui.

“Serve un nuovo Pd per una nuova sinistra”, dice Martina dal palco. “Lo dico senza arroganza ma senza il Pd non ci sarà una nuova sinistra in questo Paese e allora non servono tifosi, serve una comunità di destino che senta su di sé il peso e la bellezza di questa sfida, senta la gravità del momento. Vi chiedo questo impegno, vi prego, insieme” prosegue il segretario dem mentre la piazza continua a intonare il coro ’unità, unità’.

“Io non pronuncerò una sola parola sull’unità perché quando sei un dirigente ci sono cose che non puoi dire agli altri, ma che devi praticare”. Quindi, si rivolge agli elettori: “Abbiamo capito, abbiamo capito ma adesso ci date una mano? Perché l’Italia non può andare a sbattere perché questi governano in modo folle. Ci avete dato una lezione, abbiamo capito. Allora più unità, più ascolto, meno arroganza e meno vanità”. Quanto al governo, Martina e tutti i dirigenti dem si scagliano innanzitutto sulla manovra approvata venerdì a palazzo Chigi. “Noi non tifiamo per lo spread ma abbiamo a cuore il futuro degli italiani, in particolare i più giovani”. Lega-M5S “sono ladri di futuro. Una giovane coppia con un figlio e un mutuo non avrà nulla per il figlio, per il lavoro. Sulla rata del mutuo sì: potrebbe aumentare”.

E poi il ’balcone’ che ricorre nelle dichiarazioni dei dirigenti dem. Per Martina una roba da repubblica delle banane quella inscenata da Di Maio e i suoi. Mentre Salvini restituisca i 49 milioni perché “la legge è uguale per tutti”. E la piazza fa il verso ai 5 stelle: ’Onestà, onestà”.

“Chi pensava di aprire le bottiglie di champagne – perché loro brindano a champagne – per brindare al fallimento del Pd, rimetta quelle bottiglie a posto e si prepari perché il Pd combatterà dalla Val d’Aosta alla Sicilia per salvare l’Italia”, è il commento di Zingaretti. E sulla sua candidatura aggiunge: “Contribuirò a questo confronto con idee vere, non con delle critiche contro. Ce lo dice anche questa piazza”.

“Questa giornata dimostra che il Pd è indispensabile. Ora bisogna confrontarsi, costruire uno spirito unitario e costruire un’alternativa. Ci sono argomenti intorno ai quali si potrà sviluppare un dibattito sereno”, aggiunge il governatore del Lazio. Andrea Orlando, tra i suoi sostenitori, apprezza che Renzi abbia negato di aver definito Zingaretti inadatto a fare il segretario. Mentre l’ex premier, da parte sua, parla di governo e poco, pochissimo di congresso.

“E’ una piazza che chiede unità ma che soprattutto dice che c’è chi dice no al governo dei condoni e dei sussidi. Certo, loro sono probabilmente ancora maggioranza nei sondaggi, però c’è una parte del Paese che dice no, che dice no alle misure del balconcino, che dice no all’assistenzialismo. Questa piazza è bella e ora la scommessa è dimostrare che Di Maio non ha abolito la povertà. Siamo in presenza di irresponsabili e cialtroni che mettono a rischio la tenuta dei conti“.

Salvini: “Manovra? Andiamo fino in fondo”

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“Noi ascoltiamo tutti però il Parlamento è sovrano, c’è un governo che rappresenta la maggioranza assoluta degli italiani, siamo convinti della bontà delle nostre scelte e andiamo fino in fondo”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, a margine delle celebrazioni per i 50 anni dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato rispondendo a una domanda sull’eventuale correzione della manovra focalizzata al 2,4%.

Ripeto al presidente Mattarella, agli analisti, ai finanzieri, ai burocrati di Bruxelles, che possono stare tranquilli perché io voglio lasciare ai miei figli un’Italia migliore, non un’Italia più indebitata” ha ribadito il vicepremier.

“I mercati sono preoccupati e lo spread sale? Noi abbiamo fatto una manovra per crescita e sviluppo, è una reazione iniziale poi anche i signori dello spread si tranquillizzeranno…” ha aggiunto Salvini. “I richiami alla Costituzione? Noi rispettiamo tutte le Carte”, ha poi affermato il ministro.

“Da 4 mesi – ha detto il leader della Lega – siamo vittime di pregiudizi: decreto sicurezza, dignità, manovra economica giudicati da gente che non ha neanche letto cosa c’è scritto, quando leggeranno quanto investiamo in scuola, sviluppo, detassazione, capiranno che abbiamo disegnato un’Italia che cresce”.

Di Maio attacca opposizione: “Terrorismo mediatico”

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Il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio va all’attacco di Pd e Forza Italia definendoli degli “irresponsabili nemici dell’Italia”. “Non riescono a fare un’opposizione politica e quindi con i loro giornali – scrive sul Blog delle Stelle – creano terrorismo mediatico per far schizzare lo spread sperando in un altro colpo di Stato finanziario“. Nonostante il loro”cinico impegno“, “lo spread non è schizzato – continua – perché gli investitori tutto questo lo sanno. In Italia – sottolinea – c’è un governo forte, compatto e destinato a durare che ha il consenso popolare più alto d’Europa e che fa gli interessi del Paese”.

“Noi abbiamo stravolto tutto – afferma – e abbiamo messo al primo posto l’interesse dei comuni cittadini, andando a intaccare gli interessi di partito che ormai restano difesi soltanto dai tecnocrati piazzati dai partiti all’interno dei ministeri. La nostra manovra – conclude – è per la crescita della ricchezza dell’Italia”.

Poi interviene in diretta Facebook. “C’è chi scende in piazza per protestare contro la pensione di cittadinanza, il reddito di cittadinanza, il superamento della Fornero, il rimborso ai truffati delle banche. E’ legittimo – dice il vicepremier – però tutti devono sapere che anche chi ha votato quei partiti che scendono in piazza a protestare contro queste misure, se ne avrà diritto, sarà destinatario del reddito di cittadinanza, della pensione di cittadinanza, si potrà pensionare grazie al superamento della Fornero, potrà essere rimborsato dopo essere stato truffato dal decreto salva padre della Boschi”.

“Abbiamo mantenuto la promessa senza sacrificare i bisogni degli italiani sull’altare dello spread” rivendica parlando della manovra. E “quel numerino 2,4 non è una sfida all’Europa, né a nessuno ma semplicemente mantenere le promesse. E’ una grande manovra espansiva, che tra l’altro farà un sacco di miliardi di euro investimenti in strade, autostrade, ferrovie che ci consentiranno di far crescere il pil”.

“Si dice – continua Di Maio in diretta Facebook – che questa manovra stia pesando sulle spalle dei giovani ma il reddito di cittadinanza è un percorso dedicato a tanti ragazzi che in questo momento, anche oggi, stanno lavorando a 300-400 euro al mese in un centro commerciale, in un negozio. Noi gli vogliamo dare una nuova chance”. E aggiunge: “Ma che ne sa tutta sta gente che tifa solo per lo spread, che tifa soltanto per le banche, che tifa solo per le borse della sofferenza di questi ragazzi?”.

LE REAZIONI – “Di Maio deve giustificare il flop della manovra di bilancio e parla di terrorismo mediatico. Andiamo con ordine Gigino: quella dei media si chiama informazione – scrive su Twitter Matteo Renzi in risposta al vicepremier – Il terrorismo è quello dei brigatisti e degli estremisti. La tua invece si chiama solo cialtronaggine“.

“Terrorismo mediatico? Luigi Di Maio eviti di scomodare cose troppo serie e guardi piuttosto agli esiti sconfortanti dei suoi provvedimenti, ai licenziamenti dovuti al Decreto Dignità – replica in una nota Mara Carfagna, vice presidente della Camera e deputato di Forza Italia – Ad agitare i mercati non sono i rilievi delle opposizioni, ma i propositi devastanti della maggioranza e le immagini stucchevoli di metà governo che festeggia sul balcone della Presidenza del Consiglio l’aumento del debito pubblico. Vuole fare qualcosa per mettere al riparo l’Italia e i risparmi degli italiani? Faccia sue le numerose proposte che noi di Forza Italia abbiamo depositato, finalizzate a migliorare un Def sbagliato, pericoloso e nemico del lavoro”.

Toti contro Toninelli: “Vogliamo impegni veri”

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“Dignità fa rima con verità. Genova e la Liguria vogliono ascoltare impegni veri” scrive su Facebook Giovanni Toti, presidente della regione Liguria, dopo che il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, ha elencato in un post le misure principali del decreto per Genova.

E’ dal 14 agosto che sto lavorando duro e senza sosta per ridare a Genova e ai Genovesi la dignità che meritano. E soprattutto un ponte solido il più presto possibile. Nel decreto in vigore c’è molto per il monitoraggio e la sicurezza delle infrastrutture, di cui lo Stato non si è mai davvero fatto carico. Ma ci sono soprattutto tante misure concrete per la città, per i suoi abitanti, per le imprese e per il porto. Misure che rafforzeremo ulteriormente in Parlamento” scrive su Facebook il ministro delle Infrastrutture.

In particolare, evidenzia Toninelli, ricordando le misure più significative, “il commissario straordinario avrà pieni poteri e risorse per ricostruire il ponte saltando le normali pastoie burocratiche. E grazie al decreto sarà blindato dal punto di vista giuridico, per cui potrà agire senza il timore di possibili ricorsi; vista l’emergenza, quest’anno e il prossimo gli enti locali potranno assumere a tempo determinato fino a 250 persone; sulle case sgomberate i cittadini non pagheranno praticamente alcuna tassa. E naturalmente non saranno tassati nemmeno gli indennizzi ricevuti; vengono sospese le cartelle esattoriali fino alla fine del 2019; imprese, artigiani e professionisti coinvolti vengono ristorati del fatturato perso”.

“Nel territorio della Città metropolitana di Genova c’è la Zona franca con forti agevolazioni ed esenzioni fiscali per le aziende che hanno perso almeno un quarto del fatturato dal 14 agosto 2018 al 30 settembre 2018 – ricorda ancora Toninelli – Ci sono oltre 23 milioni di euro per il Trasporto pubblico locale e altri 20 milioni alla Regione per il rinnovo del parco mezzi della Città metropolitana; sono previsti 20 milioni già quest’anno per le spese affrontate dagli autotrasportatori che sono costretti dalle difficoltà logistiche ad allungare i loro percorsi. Ma abbiamo un chiaro impegno del Mef a stanziare molti più soldi nel 2019”.

E ancora: “Sono disponibili 30 milioni di euro per agevolare al meglio i flussi in ingresso e in uscita dal porto di Genova e per realizzare il varco di ingresso di Ponente; c’è la Zona logistica semplificata per il porto e il retroporto. E procedure anch’esse semplificate per le imprese che vi operano”. Insomma, conclude il ministro, “con il decreto e il commissario daremo a Genova e all’Italia tutte le risposte che meritano nel minor tempo possibile”.

LA REPLICA DI TOTI– “Dignità fa rima con verità. Genova e la Liguria vogliono ascoltare impegni veri” scrive su Facebook Giovanni Toti. “Caro Ministro Toninelli, se come scrive su Facebook vuole davvero ridare dignità ai genovesi, cominciamo evitando di proporre ponti dove giocare a bocce e fare grigliate – si legge nel post – Secondo, diciamo la verità: il Decreto non mette per nulla al sicuro da ricorsi e lentezze burocratiche. Anzi, proprio per come è scritto li temiamo tantissimo. Terzo, è la prima volta nella storia che invece di far riparare il danno a chi lo ha fatto, si prevedono addirittura 300 milioni dei contribuenti per anticipare i soldi necessari. Quarto: troviamo soldi veri per il Porto, si parlava di 100 milioni all’anno, ne sono previsti 15. Troviamo i soldi per l’autotrasporto, previsti solo per gli ultimi tre mesi di quest’anno. Troviamo i soldi per le imprese e per gli sfollati”.

Infine, prosegue, “perché il Decreto non contiene i fondi per il Terzo Valico ferroviario? Anzi, perché sono bloccati anche i fondi già stanziati? I liguri si sono espressi e vogliono quell’opera, così come la vogliono tutte le imprese del nord-ovest. Caro Ministro come si permette di metterla in discussione? E, se posso ancora una domanda: chi pagherà la Gronda di Ponente? Quel cantiere, dopo anni, avrebbe dovuto partire nei primi tre mesi del 2019, quindi tra 120 giorni da oggi. Stiamo aspettando il suo impegno affinché i tempi vengano rispettati”.

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1 Ottobre 2018