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Pd, Martina è segretario

Pd, Martina è segretario

cms_9645/martina_tende_pd_fg.jpgL’Assemblea del Pd ha eletto Maurizio Martina segretario con 7 voti contrari e 13 astenuti. La quadra sul nome del reggente è arrivata dopo un’estenuante mediazione tra le anime del partito. Martina si è impegnato nel suo intervento a convocare il Congresso “entro le elezioni europee”. Non è stata fissata una data per le primarie ma dovrebbero svolgersi entro febbraio, il 24 probabilmente. Intanto, a inizio settimana si sapranno i nomi della nuova segreteria condivisa.

“Questo partito – ha detto Martina nel suo intervento prima dell’elezione – deve scuotersi e mettersi alla ricerca fuori di qui di persone, idee e disponibilità. Questa apertura a tutte le energie democratiche penso vada ben oltre il Pd, a queste forze sbattiamo la porta in faccia o apriamo porte e finestre? Io sono per aprire”, ha proseguito. “Non si tratta di guardare al passato o costruire nuove formule che non guardano al presente, non si tratta di fare una discussione tra gruppi dirigenti. Bisogna dare un messaggio alle tante persone distanti e disilluse che devono trovare in noi una strada credibile”, ha spiegato. ” Sarà un lavoro difficile, lungo appassionante, rigenerante che – ha concluso ci aprirà nuovamente per trovare la forza per l’alternativa”.

Matteo Renzi ha infiammato l’Assemblea con il suo intervento andando all’attacco dei 5 Stelle: “Il M5s è la vecchia destra, non ho dubbi. Cari amici M5S, possiamo perdonarvi gli insulti ma mai di aver trasformato lo scontro politica in Italia in una rissa e una zuffa personale che incita all’odio. Avete inquinato le falde della democrazia”. “Quelli del M5s sono una corrente della Lega, il ’Vaffa day’ si è fermato a Pontida“, ha aggiunto il senatore del Pd. “Io credo e continuo a credere – ha detto – che sia il Pd l’argine al populismo, non sono andato via quando conveniva e non vado via”, ha sottolineato Renzi. “Chi in questi ultimi 4 anni anziché dare una mano al progetto ha cercato di demolire il Pd – ha sottolineato – ha distrutto non il Pd ma l’alternativa al populismo. Hanno picchiato contro l’argine del sistema, sul web e con divisioni assurde che hanno fatto il male del Pd”.

“La ripartenza non può essere un simil Pds o una simil Unione. Deciderà il Congresso, lo rispetto, se qualcuno pensa che la nostalgia è la chiave di sviluppo del Pd lo rispetterò da militante ma non coglie le novità di una destra che sta governando a colpi di tweet”, ha detto ancora l’ex premier secondo il quale “a forza di fare la guerra a noi arriva un governo che va da Casaleggio a Casa Pound. A forza di fare la guerra al Matteo sbagliato arriva il governo Salvini”. “Ora ci aspetta una traversata nel deserto, e la cosa non mi piace”, ha sottolineato affermando: “Oggi non siamo alla terza Repubblica, vedendo Salvini e Di Maio siamo alla terza media”.

“Non so cosa proporrà Martina, ho letto che proporrà un percorso. Io aggiungo il mio contributo: se fai le primarie e chiami 2 mln a votare non puoi pensare che dal giorno dopo 200 appartenenti e una corrente cercano di mettere in discussione il risultato delle primarie”, ha continuato Renzi aggiungendo: “Dico questo per chi verrà, fate il percorso che volete, io ci sono, ma se il giorno dopo si riparte daccapo il problema non è quando si inizia ma quando si chiude il Congresso”, ha proseguito Renzi.

Reddito di cittadinanza entro l’anno, Di Maio non molla

cms_9645/dimaio_mani_fg.jpg“Il mio motto è reddito di cittadinanza subito“. Così Luigi Di Maio, ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, ospite de ’L’intervista’ su SkyTg24. “Lavoriamo notte e giorno affinché il reddito di cittadinanza” venga varato entro “quest’anno”, ha aggiunto il vicepremier. Il ministro dell’Economia “Giovanni Tria non ha mai detto che non ci sarà reddito di cittadinanza e flat tax. Tra di noi – ha spiegato Di Maio – c’è massima unità d’intenti”.

TAGLIO PENSIONI D’ORO – “Questa settimana in commissione Lavoro al Senato – ha annunciato – calendarizzeremo la proposta di legge” sul taglio delle “pensioni d’oro: chi prende una pensione sopra i 4-5mila euro netti e non ha versato i contributi avrà una pensione per quanti contributi ha versato”. “Si tratta di un’operazione di giustizia sociale”, ha sottolineato il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico.

DL DIGNITA’ – Sul dl dignità “il Parlamento è libero di apportare modifiche” ma “noi – ha assicurato – non siamo disposti ad arretrare sui principi di questo decreto”.

PARTITE IVA – Alla domanda se sia vero che stia lavorando a un ampliamento della platea che può accedere al forfait per le partite Iva alzando il tetto a 80 mila euro, Di maio ha risposto: “Stiamo lavorando su tutti i fronti: imprese, partite Iva, lavoratori, pensioni”. “C’è chi pensa che la prossima legge di bilancio sarà la stessa legge di bilancio degli ultimi anni. Ma noi – ha spiegato il vicepremier – siamo in un momento in cui l’atteggiamento dell’Italia ai tavoli sulla migrazione, sarà l’antipasto di quello che avverrà sui tavoli dell’economia”.

VITALIZI – “Credo che questa settimana alla Camera – ha confermato – si aboliranno i vitalizi agli ex parlamentari e spero che il Senato si muova il prima possibile”.

MAGLIETTE ROSSE – Sull’iniziativa delle magliette rosse “abbiamo assistito a un festival dell’ipocrisia – ha detto -: ci sono associazioni coerenti ma vedere il Pd che ha bombardato la Libia, ha preso i soldi del business dei migranti, ha mandato militari a promuovere guerre… dovevano metterla 10 anni fa e tenerla per 10 anni” la maglietta rossa.

Quello di agosto “sarà un mese impegnativo, non so se ci saranno vacanze, vedremo”, ha continuato il vicepremier. “Secondo me questo governo – ha concluso Di Maio può durare 5 anni, c’è tanto da fare”.

“Maglietta rossa & Rolex”, Salvini contro Lerner

cms_9645/salvini_interni_afp_6.jpg“Maglietta rossa & Rolex, fantastico”. Il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini in un post su Facebook punta il dito contro il giornalista Gad Lerner che, aderendo all’iniziativa lanciata da Libera, Legambiente, Arci e Anpi, per ricordare i migranti morti in mare, ha postato una foto in cui, oltre alla camicia rossa, indossa anche un orologio di marca. La replica del giornalista non si è fatta attendere. “Il ministro Matteo Salvini – scrive Lerner sempre su Facebook – si è unito al coro dei creduloni che mi attribuiscono una villa a Portofino (!) e un ’costosissimo orologio d’oro’ al polso (!!). Tranquillo, il mio vecchio Rolex – assicura – costa sicuramente meno dei suoi numerosi cambi d’abito quotidiani #magliettarossa”.

Botta e risposta sull’iniziativa per Salvini anche con il fondatore di Libera don Ciotti. Il titolare del Viminale, approfitta di un ’post scriptum’, che inserisce nel post dedicato all’appuntamento che avrà lunedì con Mattarella, per scrivere: “Che peccato, in casa non ho trovato neanche una maglietta rossa da esibire oggi…”. Don Ciotti dalla piazza gli risponde così: “Gliela porto molto volentieri una maglietta al Viminale, un piccolo gesto, fatto con rispetto”. “Credo che dobbiamo poter incontrarci, per metterci nei panni un po’ degli altri – aggiunge -, perché importante è riflettere, porsi delle domande, anche nelle diversità”. Intanto l’hashtag #maglietterosse scala i trending topic di Twitter

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8 Luglio 2018