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Pd, scontro in direzione su alleanze: sì a Renzi ma volano ’stracci’

cms_6664/renzi_mano_alzata_fg.jpg“Ognuno vada dove vuole andare, ognuno invecchi come gli pare, ma non raccontare a me che cos’è la libertà”. Si intitola ’Quattro stracci’, l’ha scritta Francesco Guccini e Matteo Renzi l’ha citata per rispondere metaforicamente a chi lo ha criticato in Direzione. La riunione senza streaming, blindata da Matteo Orfini che ha intimato no a tweet e post, non è stata quella della annunciata tregua e ha invece registrato un muro contro muro tra i dem sul tema alleanze.

Alla fine, la Direzione ha votato all’unanimità la relazione di Renzi, con il sì dei franceschiniani. Ma l’area di Andrea Orlando e quella di Michele Emiliano non hanno partecipato al voto. In serata, Renzi e tutti i partecipanti vicini al segretario si dicono soddisfatti (“Noi siamo lontani dalle coalizioni ma vicini a problemi della gente”), ma nel dibattito non sono mancate le ’scintille’ tra il segretario, Dario Franceschini e Andrea Orlando.

“Voi parlate di coalizione, io starò sulle cose concrete”, ha detto Renzi nella sua relazione invitando gli altri a fare squadra, parlare alla gente e evitare liti: “La mia missione è portare in alto il Pd”. Però, annunciando il suo tour per l’Italia in treno da settembre, ha chiarito: “Io rispondo ai 2 milioni che hanno votato alle primarie e non ai capicorrente”. Ma Franceschini ha subito replicato, prendendo la parola poco dopo Renzi.

“Un partito per fare quello che dice ha bisogno di vincere le elezioni e senza alleanze non si vince”, ha detto il ministro della Cultura rivendicando la necessità di affrontare il tema coalizioni. “Il segretario eletto dalle primarie non è in discussione, ma un segretario ascolta senza vedere tradimenti o complotti”, ha detto ancora Franceschini.

A stretto giro, è arrivato anche l’intervento di Andrea Orlando: “Dobbiamo aiutare Pisapia e chi in quel campo non ha una posizione antirenziana”. Il ministro della Giustizia ha chiesto rispetto: “Basta additare chi pone una questione”; non vogliamo “che ci sia qualcuno che ci debba dire di che cosa si può o non si può discutere”. Renzi ha incassato e, nella replica, ha subito rintuzzato: “Non passerò i prossimi mesi a parlare di coalizioni”. E ancora: “Orlando vuole aiutare Pisapia? Io il Pd”. Il segretario non ha risparmiato nemmeno Franceschini: “Lui dice che di coalizioni si può parlare nelle sedi di partito, c’è da chiedersi se ’Repubblica’ sia una sede di partito”. A questo punto, le minoranze hanno annunciato che non avrebbero preso parte al voto, mentre i franceschiniani mantenevano la posizione assunta dallo stesso Franceschini in apertura del suo intervento. Poi, il voto all’unanimità e la ’voce’ di Guccini hanno chiuso la Direzione.

Cresce la spesa mensile delle famiglie

cms_6664/Supermercato_carrello_spesa_Fg.jpgNel 2016 continua a crescere la spesa media mensile familiare. Secondo quanto diffuso dall’Istat, il dato in valori correnti è stimato a 2.524,38 euro, in aumento dell’1,0% rispetto al 2015 e del 2,2% nei confronti del 2013, anno di minimo per la spesa delle famiglie e ultimo anno di calo del Pil.

Si consolida “ad un ritmo moderato – spiega l’istituto di statistica nazionale – la fase di ripresa dei consumi delle famiglie avviatasi nel 2014, in un quadro macroeconomico caratterizzato dal quarto anno consecutivo di aumento del loro reddito disponibile, da un lieve incremento della propensione al risparmio e dal consolidamento della ripresa del Pil”.

Nonostante ciò, prosegue l’Istat, la spesa media mensile familiare rimane al di sotto dei 2.639,89 euro del 2011, valore raggiunto prima di due anni consecutivi di calo.

Un quadro analogo si registra anche per la spesa in termini reali: la variazione dei prezzi al consumo è infatti risultata prossima allo zero sia nel 2016 (-0,1%), sia nel 2015 (+0,1%) e nel 2014 (+0,2%).

Al netto del costo (stimato mediante i cosiddetti affitti figurativi) che le famiglie dovrebbero sostenere per prendere in affitto un’unità abitativa con caratteristiche identiche a quella in cui vivono e di cui sono proprietarie, usufruttuarie o che hanno in uso gratuito, la spesa media familiare è pari a 1.935,09 euro, in aumento dell’1,3% rispetto al 2015.

Il livello medio della spesa alimentare è pari a 447,96 euro mensili (era 441,50 euro nel 2015). Quella per carni, pur restando la componente alimentare più importante, torna a diminuire, attestandosi a 93,53 euro mensili (da 98,25 nel 2015). Le spese per frutta e vegetali aumentano entrambe del 3,1% rispetto al 2015, salendo rispettivamente a 41,71 euro e a 60,62 euro mensili. Pesci e prodotti ittici sono la voce con il maggiore aumento (+9,5%, fino a 39,83 euro mensili). I consumi alimentari sembrano quindi confermare una crescente attenzione a una più corretta alimentazione.

La spesa per beni e servizi non alimentari (2.076,41 euro al mese) cresce dello 0,9%. Tornano ai livelli pre-crisi le spese per servizi ricettivi e di ristorazione (+4,8%, da 122,39 a 128,25 euro) e salgono per il terzo anno consecutivo quelle per beni e servizi ricreativi, spettacoli e cultura (+2,9%, fino a 130,06 euro).

Pur permanendo ampie differenze strutturali sul territorio, legate ai livelli di reddito,ai prezzi e ai comportamenti di spesa , il gap tra i più elevati valori del Nord-ovest (2.839,10 euro) e quelli più bassi delle Isole (1.942,28 euro) si riduce, passando da quasi 945 a circa 897 euro nel 2016.

Si amplia nel 2016 il divario tra le città metropolitane e i comuni periferici delle aree metropolitane e quelli sopra i 50mila abitanti (circa 376 euro in media al mese da poco meno di 100 euro del 2015) e tra città metropolitane e altri comuni fino a 50mila abitanti (poco più di 491 euro da meno di 200 del 2015). La causa principale di questa dinamica è nella marcata crescita della spesa media mensile per beni e servizi non alimentari delle famiglie residenti nelle città metropolitane.

Anche nel 2016 si conferma che le famiglie di soli stranieri spendono in media ogni mese circa 1.000 euro in meno rispetto alle famiglie di soli italiani (1.582,94 contro 2.590,59). Il 49,8% della spesa delle famiglie di soli stranieri (era il 54,1% nel 2015) è destinata a prodotti alimentari e bevande analcoliche e ad abitazione, acqua, elettricità, gas e combustibili (al netto degli affitti figurativi); questa quota rimane stabile al 29,2% per le famiglie di soli italiani.

La spesa media mensile, si legge ancora nel rapporto, aumenta al variare del titolo di studio della persona di riferimento: ammonta a 3.550,31 euro quando questa è laureata o con titolo di studio superiore alla laurea, oltre il doppio di quella delle famiglie la cui persona di riferimento ha la licenza elementare o nessun titolo di studio (1.725,35 euro).

Tra le famiglie di occupati dipendenti, conclude l’Istat, la spesa media mensile è pari a 2.231,18 euro se la persona di riferimento è operaio e assimilato mentre sale a 3.164,45 euro se è dirigente, quadro o impiegato. Tra gli occupati indipendenti, la spesa media è di 3.586,18 per imprenditori e liberi professionisti e di 2.805,12 euro per gli altri lavoratori indipendenti.

Vaccini obbligatori, cambia il decreto: le novità

cms_6664/Vaccino_Siringa_2ftg.jpgI vaccini obbligatori per l’iscrizione a scuola passano da 12 a 10, mentre per altri 4 è prevista un’offerta attiva e gratuita. Per i genitori che non vaccinano ci saranno inoltre sanzioni più basse (il tetto massimo scende da 7.500 euro a 3.500 euro, il minimo resta a 500 euro e l’entità della ’multa’ cambia in base al numero delle vaccinazioni omesse) e cade il riferimento al rischio di perdere la patria potestà. Queste le principali novità contenute negli emendamenti al decreto Lorenzin approvati dalla Commissione Igiene e Sanità del Senato.

Le 10 vaccinazioni obbligatorie sono quelle contro poliomielite, tetano, difterite, epatite B, Haemophilus influenzae B, pertosse, morbillo, parotite, rosolia e varicella; le 4 offerte attivamente sono quelle contro meningococco B, meningococco C, pneumococco e rotavirus. In questo modo diventano 14 i vaccini inseriti nel decreto.

L’emendamento proposto dalla presidente della Commissione Emilia Grazia De Biasi, ha precisato nei giorni scorsi la stessa esponente dem, prevede 6 vaccini obbligatori (formulazione esavalente contro poliomielite, tetano, difterite, epatite B, Haemophilus influenzae B e pertosse) e 4 vaccini obbligatori (tetravalente contro morbillo, parotite, rosolia e varicella) per 3 anni con verifica del raggiungimento della copertura di sicurezza. Inoltre, sulla base delle indicazioni dell’Istituto superiore di sanità e secondo il Piano vaccinale nazionale, i vaccini contro il meningococco B, il meningococco C, lo pneumococco e il rotavirus sono in carico alle Regioni con una forte raccomandazione.

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7 Luglio 2017