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Pentagono annuncia politica di riarmo nucleare

Pentagono annuncia politica di riarmo nucleare

cms_8331/pentagono.jpgIl Pentagono ha diffuso oggi le linee guida di una nuova politica di rafforzamento dell’arsenale nucleare, annunciando l’introduzione di due nuovi tipi di armi. I cambiamenti riflettono “la necessità di guardare la realtà in faccia” e “vedere il mondo come è, non come vorremmo che fosse”, ha affermato il segretario alla Difesa Jim Mattis.

La nuova dottrina mette fine allo sforzo dell’ex presidente Barack Obama di ridurre l’arsenale nucleare. La politica presentata ora dal Pentagono prevede l’introduzione di ordigni nucleari tattici a bassa intensità e il reinserimento nell’arsenale di missili balistici nucleari lanciati da sottomarini (Slcm). L’amministrazione di George Bush padre aveva messo fine al dispiegamento degli Slcm, mentre quella di Obama ne aveva ordinato la rimozione dall’arsenale.

Brexit, May frena sui diritti dei cittadini Ue

cms_8331/may_ue.jpgLa premier britannica Theresa May è contraria a garantire ai cittadini dell’Unione europea che arriveranno nel Regno Unito durante la fase di transizione post Brexit gli stessi diritti di residenza concessi finora.

Nel corso della sua visita in Cina, May ha precisato: “Quando a dicembre abbiamo raggiunto l’accordo sui diritti dei cittadini (con Bruxelles), l’abbiamo fatto sulla base che le persone che arrivavano nel Regno Unito quando eravamo membri dell’Ue avevano determinate aspettative”. Dunque, ha continuato, “era giusto che facessimo un accordo per assicurare che avrebbero potuto continuare a vivere nel modo in cui volevano”.

Ma, ha quindi argomentato la premier, “adesso, per quelli che arriveranno dopo il marzo del 2019, sarà diverso perché arriveranno in un Regno Unito che sarà fuori dalla Ue”.

I dettagli sul periodo di transizione – che la Ue ha fissato al dicembre del 2020, periodo entro il quale dovrebbe restare in vigore lo ’status quo’ sulla libertà di movimento e i diritti dei cittadini – saranno “oggetto di negoziato, ma sono stata chiara nel dire che c’è una differenza tra quelli che sono arrivati prima che noi lasciassimo e quelli che arriveranno quando sanno che stiamo uscendo” dalla Ue.

Polonia approva legge sui lager

cms_8331/campoconcentramento.jpgApprovato dal Senato polacco il disegno di legge che vieta di parlare di ’lager polacchi’. Lo riporta l’agenzia di stampa PAP, ricordando che il provvedimento, approvato dalla Camera bassa la settimana scorsa e che ora dovrà essere firmato dal presidente, aveva sollevato un’ondata di critiche in Israele, al punto da essere definito dal premier Benjamin Netanyahu “un tentativo di riscrivere la storia”.

La legge prevede ammende o pene di reclusione fino a tre anni per chiunque definisca i lager nazisti in Polonia “campi di sterminio polacchi”.

IL GOVERNO – Per il Partito di governo ’Diritto e Giustizia’, il provvedimento ha il solo scopo di difendere la reputazione del Paese e impedire l’uso di formulazioni non corrette per descrivere la sua storia, ma da molti la legge è vista come strumento utilizzabile per negare casi di complicità da parte polacca in crimini di guerra.

Il presidente del Senato, Stanislaw Karczewski, ha assicurato l’intenzione del Paese di portare avanti il dialogo con Israele e spiegare cosa abbia motivato la messa a punto della legge.

INDIGNAZIONE – Ma Israele ha accolto con indignazione l’approvazione, considerando “della massima gravità ogni tentativo di mettere in dubbio la verità storica. Nessuna legge cambierà i fatti”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Emmanuel Nahshon, mentre il ministro per l’Intelligence Yisrael Katz ha chiesto il richiamo dell’ambasciatore a Varsavia, scrive il sito di Haaretz.

L’indignazione è condivisa anche dall’opposizione. Secondo l’ex ministro degli Esteri Tzipi Livni di Unione Sionista, la legge è “un doppio sputo in faccia ad Israele, sia come nazione del popolo ebraico che contro il primo ministro che ha detto di aver raggiunto un accordo con i polacchi”. “Israele – ha aggiunto – deve rispondere con fermezza e porre immediatamente in agenda la documentazione dei crimini dei polacchi durante l’Olocausto”.

Fincantieri compra metà Stx

cms_8331/fincantieri.jpgFincantieri ha firmato con lo Stato francese rappresentato dall’Agence des Participations de l’Etat (Ape), tramite la propria controllata Fincantieri Europe, l’accordo di compravendita per l’acquisizione del 50% del capitale di Stx France.

La firma avviene a valle della risoluzione del share purchase agreement sottoscritto da Fincantieri e Stx Europe il 19 maggio scorso, a seguito dell’esercizio del diritto di prelazione sul totale del capitale di Stx France da parte dello Stato francese in data 28 luglio, nonché della firma dell’accordo tra lo Stato francese ed Stx Europe.

L’acquisizione da parte di Fincantieri sarà soggetta al closing della transazione tra lo Stato francese ed Stx Europe. Per Fincantieri, l’accordo prevede un prezzo di acquisto per la quota oggetto dell’operazione di 59,7 milioni di euro, pagabili tramite risorse finanziarie disponibili. Al closing dell’operazione tra Fincantieri e Stx verrà firmato il contratto di prestito a Fincantieri dell’1% del capitale azionario di Stx France i cui termini sono già stati concordati, comunica l’azienda in una nota.

La firma si inquadra nell’ambito dell’accordo annunciato il 27 settembre scorso dal governo francese e dal governo italiano sulla futura struttura dell’azionariato di Stx France, che prevede anche la partecipazione di Naval Group come azionista di Stx France, e che rappresenta “un importante primo passo per la creazione di una futura alleanza sia nel settore civile che in quello della difesa navale”.

Secondo tali accordi, al closing dell’operazione verrà implementata la seguente struttura del capitale di Stx France: Fincantieri (Fincantieri Europe) 50% (un ulteriore 1% sarà dato in prestito da Ape); Stato francese (Ape) 34,34% (di cui l’1% sarà dato in prestito a Fincantieri); Naval Group 10% (o 15,66% nel caso in cui il piano di partecipazione offerto ai dipendenti e l’acquisizione da parte di un gruppo di società locali non possano essere implementati allo stesso tempo); dipendenti di Stx France fino al 2,40%; gruppo di imprese locali fino al 3,26%.

Il consiglio di amministrazione di Stx France sarà così composto: 4 membri nominati da Fincantieri (compreso il presidente e l’amministratore delegato); 2 membri nominati dallo Stato francese; un membro nominato da Naval Group e un membro nominato dai dipendenti. Il presidente del cda avrà il cosiddetto ’casting vote’.

Con oltre 150 anni di storia, Stx France con sede a Saint-Nazaire ha circa 2.600 dipendenti e una rete di oltre 500 fornitori. Nel 2016 ha generato ricavi per circa 1,4 miliardi di euro. “La perfetta complementarietà delle attività crocieristiche e dei prodotti di Fincantieri e di Stx France – si legge nella nota del gruppo triestino – consentirà alle due società di servire tutti i clienti e i mercati finali, generando valore non solo per gli azionisti, ma anche per i dipendenti e i rispettivi network di fornitori”.

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3 Febbraio 2018