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PER QUESTO MI CHIAMO GIOVANNI – LUIGI GARLANDO

Giovanni falcone 18 maggio avrebbe compiuto 85 anni: Ricordarlo e’ doveroso

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“La tua classe è una piccola città di ventisette abitanti, guidata dalla maestra, che detta le regole, dice cosa bisogna fare, dà buoni voti a chi fa bene i compiti, punisce chi arriva in ritardo o non si comporta bene. Tutte le classi hanno una maestra, che dipende dal preside… È lui che ha la responsabilità di tutta la scuola, deve mantenere l’ordine e curarsi che le lezioni si svolgano in modo corretto. Quindi, riassumendo: presidi e maestre hanno il compito di far rispettare la legge. … Mettiamo il caso che un giorno uno studente, chiamiamolo Tonio, si presenta da te e ti ordina: – Dammi i soldi che hai in tasca-.

Non è giusto. Quei soldi sono tuoi, è la tua mancia e tra l’altro ti serve per comprare le figurine dei calciatori. Allora tu vai dalla maestra per farti difendere. La maestra ne dice quattro a Tonio. Tonio ci riprova. Tu torni dalla maestra. La maestra porta Tonio dal preside che lo sospende per una settimana dalla scuola. È stata applicata la legge e tu sei stato difeso giustamente? … Mettiamo invece che tu non vada dalla maestra, ma, spaventato dal coltellino di Tonio, gli dia i tuoi cinque euro. E tutti i tuoi compagni di classe fanno lo stesso. Tutti, tranne uno, che chiamiamo Simone. Lui non ha paura, non paga, ma un giorno Tonio, che è più grande e più forte, gli lega le stringhe delle scarpe, lo spinge giù dalle scale e Simone si rompe un braccio. Tonio dovrebbe essere punito, ma la maestra non può farlo perché non ha visto la scena e chi l’ha vista sta zitto per paura. Così Tonio può continuare a mettersi in tasca soldi non suoi. Il risultato è che nella tua classe ora esistono due leggi: quella giusta, della maestra e del preside, l’unica che dovrebbe valere; e quella di Tonio, illegale, la legge del più forte…

Sai cosa succederebbe se Tonio per un secolo intero continuasse a intascare le mance dei compagni in classe? Tra cento anni, dare quei soldi a Tonio non ti sembrerebbe più un’ingiustizia, ma una cosa normale. Pensaci. Abituato a farlo ogni giorno, ti sembrerebbe una cosa giusta, come dare i soldi al bidello in cambio della pizzetta all’intervallo. Non ricorderai più che la richiesta di Tonio era nata come una prepotenza e non ti verrà più in mente di andare dalla maestra per farti difendere. A forza di accettare l’ingiustizia, non vedrai più l’ingiustizia. Non vedrai più due leggi diverse in classe: quella della maestra, giusta, e quella di Tonio, ingiusta. No, ne vedrai una sola: quella della maestra, del preside e di Tonio. E ubbidirai allo stesso modo. Anzi, siccome Tonio usa il coltellino e la maestra no, ubbidirai alla legge di Tonio anche a costo di andare contro la legge della maestra. È quello che è successo nella nostra Sicilia…

Accanto alla legge giusta, quella dei sindaci, della polizia, dei giudici, che regola la vita delle città, se n’è formata un’altra, di prepotenti che, ad esempio, entrano in un negozio e dicono al proprietario: – Tu ogni mese devi darci dei soldi. In cambio noi ti proteggiamo. Se non accetti, mettiamo una bomba e ti salta in aria il negozio. Se provi a rivolgerti alla polizia, te ne pentirai-. E come voi non andate dalla maestra e fate finta di non vedere Simone che rotola dalle scale, così il negoziante non andrà alla polizia, starà zitto e ogni mese pagherà per paura di saltare in aria col suo negozio. A forza di pagare, alla fine gli sembra una cosa normale, giusta, come pagare il canone della televisione.”

Il 18 maggio Giovanni Falcone avrebbe compiuto 85 anni. Ricordarlo è doveroso. Spiegare la mafia ai più giovani è un modo per onorare il suo ricordo. Non avrei saputo trovare parole più efficaci di quelle di Luigi Garlando, nel suo libro dedicato a Giovanni Falcone, “Per questo mi chiamo Giovanni”, 2004, Bur. Un libro da far leggere a bambini e ragazzi. Ma anche agli adulti.

 

Data:

21 Maggio 2024