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PERCHE’ I GIOVANI ISLAMICI EUROPEI SCELGONO LA JIHAD!

Ci voleva l’ISIS , oggi la più violenta e temibile organizzazione del terrore, perché l’Europa scoprisse improvvisamente che migliaia di giovani islamici nati e cresciuti in Europa abbiano scelto e scelgono la via delle armi al fianco dei più spietati terroristi, quelli che con la proclamazione dello Stato islamico hanno fatto breccia nei loro cuori in modo così dirompente da indurli a scegliere persino la morte sul campo come è accaduto al giovane italiano Giuliano Ibrahim Delnevo morto in Siria nel 2013.

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Oggi l’ISIS torna a minacciare Roma e Gerusalemme, proprio mentre corre la notizia che Kobane è tornata nelle mani dei curdi. L’Europa democratica, oggi più vulnerabile che mai, con la caduta delle dittature filooccidentali in medio oriente dovrà purtroppo assistere impotente alle stragi quotidiane di cristiani ma anche di cittadini dei paesi liberi senza mai udire cori di condanna da parte di Governi e governanti teocratici come se una tacita intesa si fosse stabilita tra alcuni di questi e gli estremisti per rendere più agevole la marcia verso la conquista di Roma dove dovrebbe sventolare la bandiera dell’islam, quella che oggi impudentemente imam radicali oltre che guerriglieri dell’ISIS continuano apertamente a proclamare senza paura. Una ipotesi provocatoria forse ma che non elimina il dubbio di come e perché i veicoli pesanti dell’ISIS transitavano liberamente all’interno dei confini della Turchia (parola di reporter italiano), così come oggi navi carichi di immigrati partono anche dalle coste turche senza che quel Governo vigili sulle irregolarità di trasporto.

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L’Europa che ha sempre sottovalutato i segnali premonitori che venivano concretamente lanciati qua e là da islamici fanatici in tutti questi anni, sia pur in buona fede, ha contribuito ad accrescere le fila degli arruolati nell’esercito di Maometto , i quali la guerra , oltre che con le armi vere e le gole sanguinanti, l’hanno condotta indisturbati sul web , con un arma virtuale ancor più efficace di quelle tecnologicamente idonee alle stragi di massa. C’è da chiedersi cosa è mancato ai giovani islamici europei per indurne alcuni, forse migliaia, ad abbracciare la causa del terrore!! Al di fuori della famiglia islamica e delle moschee come punti importanti di riferimento culturale da cui apprendere, l’Europa non ha fornito agli islamici nati sul suo continente altre opportunità di ‘conoscenza’ , di scambio e di confronto culturale timorosa di invadere lo spazio ‘sacro’ degli islamici.

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Dunque oggi chiedersi cosa spinge i giovani islamici nati in Europa a soccorrere i propri fratelli di fede in guerra contro l’occidente potrebbe anche essere superfluo poiché le risposte sono evidentemente da ricercarsi nella politica estera che l’occidente ha adottato in questi ultimi anni, nella dipendenza decisionale dal fratello d’oltreoceano, nella incapacità di adottare una politica sociale e culturale di integrazione e nella ostinata volontà di permettere l’accesso ad una irregolare , esponenziale immigrazione da anni gestita da mafie italiane e straniere che rendono impossibile agli stati maggiormente interessati, di attuare anche solo le più elementari forme di solidarietà umana e civile oltre che programmi di integrazione per la scarsezza di mezzi e di fondi. Coloro che più di altri sentono che l’Europa abbia deluso le loro aspettative, trovano rifugio nelle illusorie promesse dei predicatori della morte che seguono Maometto e alcuni dei suoi discutibili comandamenti purtroppo non ancora rimossi ufficialmente dal Corano: ‘ Uccidi l’Infedele’.

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E’ sufficiente che i figli di immigrati nati in Italia o in altri paesi europei, sentano nel loro intimo la frustrazione per un livello di vita qualitativamente e spiritualmente insoddisfacente rispetto ai loro coetanei nati da famiglie europee perché il richiamo lontano a quei valori e costumi di cui egli è parte per averli appunto assimilati dalla propria famiglia , lo trasportino in un mondo idealmente superiore a quello in cui vive. Dunque navigando sul web, non avendo esperienza diretta di cosa sia una vera guerra, questi giovani islamici si lasciano ‘rubare la mente’ con le lusinghe dei terroristi che direttamente dal video predicano le loro lezioni persuasive per la lotta all’occidente. Un dovere oltre che un ordine di Allah per redimerlo dal capitalismo, dai costumi sfrenati e sottometterlo alla volontà del profeta Maometto con la sua ‘divina sharia’. Il giovane islamico, probabilmente credendosi discriminato anche per il sistema chiuso a cui l’islam confina le famiglie in Europa, si lascerà attrarre dalla lotta armata come paladino di giustizia sociale , quella che magari solo Maometto potrebbe ripristinare nel mondo contro un’Europa decadente e senza DIO o Allah..

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COSA FARE DUNQUE? Oggi più di ieri l’attuazione di una politica di integrazione sociale e culturale diventa imperativo. E’ inutile fingere che l’Islam non sia un problema. L’Europa ha creato una convivenza tra religioni storicamente opposte e continuamente in conflitto senza attuare politiche di vera integrazione culturale anche sul tema scottante delle religioni. Ma cosa significa INTEGRAZIONE ?… significa operare una sintesi tra le diverse parti della conoscenza; nella teosofia (dal greco:Sapienza di Dio) ‘una sintesi tra scienza, filosofia e teologia può racchiudere in se la verità integrale della conoscenza’. Quella conoscenza che trasforma ed eleva gli esseri umani al di sopra di ogni religione costituita. Dunque ai giovani islamici europei non è stata data l’ opportunità di scoprire una parte di quella conoscenza integrale che si completa solo attraverso lo studio, il confronto, la libertà d’espressione, la sperimentazione di altre religioni, di altri valori . Solo l’istituzione di una disciplina comparata come già sostenuto tantissime altre volte sulla Storia, la Filosofia,la Psicologia e la Scienza delle Religion con metodi educativi innovativi : olistici, integrali, transdisciplinari è la chiave verso una conoscenza più profonda che investe lo spirito aprendo i cuori alla tolleranza non solo da parte del cittadino europeo ma anche del cittadino islamico perché entrambi si riconoscerebbero nello Spirito Universale che è la Forza Vitale comune a tutti gli esseri viventi.

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Il ‘multiculturalismo’ termine sbandierato come un valore, una risorsa da politici, intellettuali e docenti, non ha prodotto cambiamenti straordinari ,almeno nelle società europee, anzi, ha aggiunto problemi irrisolti perché ciascuna cultura viene custodita nel proprio ambito etnico e religioso in netta separazione dalle altre.. Le culture diverse diventano risorse solo quando queste vengono comprese, integrate e attuano una trasformazione verticale della persona umana. Questo in Europa, anche se ci sono esempi lodevoli , non avviene sistematicamente. Questa mancanza di integrazione a cui l’Europa non ha provveduto in tempo con una adeguata istruzione scolastica basata su metodi innovativi fa della tanto decantata multi- cultura una marcia verso il medioevo. I giovani cercano Dio, cercano risposte alla loro esistenza e per gli islamici osservanti che vivono ogni aspetto della loro vita in conformità con il corano, gli eccessi dell’occidente non sono da imitare; dunque islamici nati in Europa si riconvertono all’islam perché quella volontà di entrare in contatto con la propria anima la trovano illusoriamente proprio in quell’ ’islam che fanatici hanno trasformato in ferocia . Agli occhi di un islamico psicologicamente fragile e socialmente discriminato, i terroristi dell’ISIS diventano espressione della volontà di Allah , proprio in accordo con il grido dei compagni terroristi che lo invocano mentre infieriscono con l’ascia sul capo della vittima sacrificale . I politici europei che accettarono senza riflettere le condizioni imposte dalla lega Araba sulla costruzione delle moschee, invece di liberare l’Europa dal dominio delle religioni fondamentaliste, (non escluse quelle nazionali ) per volare verso un nuovo Umanesimo dove spirito e ragione avrebbero aperto le loro ali verso civiltà libere nel pensiero e nella creazione , ha tradito e continua a farlo, l’anima stessa della sua civiltà fondata sui valori di un insegnamento filosofico che non ha eguali nella storia delle altre religioni; un insegnamento oggi avvalorato dalla fisica quantistica che fa proprio riferimento a quell’Uno di cui parlava un certo Maestro di nome Gesù.

cms_1781/wilber.jpgEssenziale a tal proposito è il pensiero del filosofo, biochimico e fisico Ken Wilber ,il quale in un suo scritto : Return to the ‘Heart of Christ Consciousness’, ’ Il ritorno alla coscienza del Cristo ‘ sostiene che la conquista della coscienza elevata come quella di Cristo appunto, sta nella unione delle due nature. Quella umana e quella divina..Un’affermazione scandalosa che se tollerata dai cristiani, proclamata di fronte ad un terrorista porterebbe alla morte immediata. Wilber, riconosciuto come un’autorità mondiale, nello studio della “Philosophia Perennis” , indica la strada da percorrere per il nuovo millennio e fornisce una nuova visione ‘integrale ‘ del mondo che pone la Coscienza Planetaria come obiettivo finale dell’uomo moderno. Secondo Wilber infatti In ogni grande religione ci sono due diversi aspetti: il primo definito mistico, o verticale , che tende alla trascendenza, a stabilire una relazione tra l’uomo e il mondo interiore, il mondo spirituale i cui principi sono espressi appunto nella “Filosofia Perenne, Il secondo definito “orizzontale” (ristretto) che consiste in un complesso di dogmi e di regole di comportamento collettivo, sociale e morale, a volte troppo rigidi. La prevalenza del secondo aspetto , orizzontale, ha messo in risalto differenze e generato conflitti che si ripetono ancora oggi distruggendo uomini e civiltà . Questa è una verità che se studiata da tutti i giovani rispettando la laicità che l’Europa ha saputo conquistarsi, dimostrerebbe come nel corso dei secoli alcune religioni hanno perso la via della verità integrale’ e modificato o interpretato concetti e messaggi secondo punti di vista soggettivi ritenute rivelazioni divine. A questo punto parlare di islam e delle sue farneticanti ambizioni di dominio mondiale da parte dell’ISIS è una follia che mai potrebbe essere in accordo con i tempi nuovi che vanno inevitabilmente verso una evoluzione dell’ uomo sempre più consapevole della sua natura divina. La crisi che tutto il mondo islamico sta affrontando con i sanguinari conflitti potrebbe essere anche un inevitabile stravolgimento che farebbe emergere dal caos un nuovo ordine proprio come il Nobel Ilya Prigogine sosteneva parlando delle strutture dissipative nel secondo principio della termodinamica. Se così fosse, l’occidente tutto non potrebbe che esserne sollevato e che nel mondo islamico ci siano masse silenziose pronte al cambiamento è intuibile dai tanti giovani e tante donne che coraggiosamente contestano nelle piazze o scappano dalla tirannia politica e religiosa.

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E’ confortante infatti leggere di giovani scrittori come Amir A. Nasr che nel 2013 ha visto il suo libro classificato tra i 25 libri più letti al mondo: “ My Isl@m: How Fundamentalism Stole my mind “ ( Il mio Islam: Come il Fondamentalismo ha Rubato la mia Mente”. Amir è un giovane pensatore sudanese cresciuto all’ombra dell’islam ma che attraverso internet riesce ad aprire gli occhi verso un mondo che va oltre le cospirazioni e il fondamentalismo religioso della sua adolescenza. Un islamico moderato? Niente affatto.! Come ha sempre sostenuto Magdi Allam non esiste un islam moderato almeno finchè non verranno rimossi i versi della violenza. Tuttavia inEuropa si continua ad invocare questo termine come una panacea. Ripeterlo nei talk show è come stringere tra le mani un amuleto che esorcizzi il male , che allontani il terrore e che dia psicologicamente coraggio a chi in fondo all’anima è invece invaso da incubi e paura di attacchi terroristici. Ci sono piuttosto , giovani islamici aperti alla conoscenza di altre culture , che fraternizzano con la gioventù europea e occidentale tramite il web e che hanno sviluppato la consapevolezza di chi sia Dio , o Allah proprio come il su citato giovane scrittore Amir Nasr il quale sostiene che per sconfiggere l’ISIS bisogna capire che questo movimento di morte è solo l’espressione di un Islam ancorato ad una visione medievale, anti-moderna del mondo che viene influenzato e favorito dalla politica e dalle rivalità regionali di oggi. Ora l’ultima parola spetta all’Europa. O si affronta il problema istruzione integrando le culture religiose per aprire le menti alla ‘ conoscenza integrale’o si va tutti verso un apocalittico futuro dove guerrieri armati accompagneranno gli europei al martirio a suon di kalashnikov.

Data:

28 Gennaio 2015