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Pericolo cimici asiatiche

Il mercato ortofrutticolo è a rischio. A lanciare l’allarme è la Coldiretti. La cimice marmorata asiatica sta letteralmente distruggendo i raccolti di frutta e verdura. Si tratta di un’invasione consistente, causata da un autunno particolarmente caldo, che ha visto moltiplicare il numero di esemplari provenienti dal continente asiatico. Nei campi ortofrutticoli italiani – soprattutto quelli del Nord Italia – si registrano perdite e svalutazione nel raccolto. A peggiorare la situazione il fatto che la cimice determini una notevole percentuale (in alcuni casi superiore al 50%) di frutti deformi e oscurati, con una deprezzamento e una non commerciabilità del prodotto. Secondo la Coldiretti, oltre a essere pericoloso, l’insetto asiatico sarebbe anche molto prolifico: pare che possa infatti dar vita ad almeno due depositi di uova ogni anno, con 300-400 esemplari per volta. Questa consistente riproduzione di sempre nuovi esemplari ne rende molto difficile l’eliminazione da parte degli agricoltori.

cms_7552/2.jpgL’insetto adulto può percorrere lunghe distanze per rifornirsi di cibo; si nasconde in anfratti ed edifici nel periodo invernale, per poi ricomparire nei periodi più caldi e aggredire i raccolti. Quest’anno la situazione è particolarmente drammatica soprattutto nel Nord Est, tra Friuli e Veneto, anche se non mancano riscontri in altre regioni, dalla Lombardia all’Emilia, fino al Piemonte. Se le cimici provocano vere e proprie stragi tra le coltivazioni, per l’uomo, oltre al fastidio provocato dagli sciami che si posano su porte, mura delle case e parabrezza delle auto, l’unico pericolo è costituito dal cattivo odore che gli insetti emanano se schiacciati. È del tutto evidente quanto questi rischi debbano mettere in moto la ricerca in ambito scientifico, per produrre un diserbante che possa proteggere i raccolti senza intaccare la genuinità e i processi di crescita del prodotto ortofrutticolo.

Data:

25 Ottobre 2017