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PET THERAPY

Gli amanti degli animali stanno crescendo in maniera smisurata. Nella stessa misura aumentano coloro che vivono con uno o più di loro. Siamo consapevoli del fatto che un animale è in grado di donare amore senza chiedere nulla in cambio, se non un po’ di cibo e qualche coccola. Il rapporto che si viene a creare è decisamente unico. Una relazione diversa rispetto a quella che solitamente si instaura nei confronti di un’altra persona e, spesso, considerata altrettanto importante per molti. Ti permette di capire la profondità e la consistenza dell’amore.

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Significa prendersi cura di un essere indifeso che diventa poi totalmente dipendente dalle tue cure. Nasce così un sentimento che non abbandona nemmeno nei momenti di difficoltà. Il primo che ne riconosce il valore profondamente lenitivo rispetto ai mali dell’esistenza, è lo psichiatra Boris Levinson. Il suo lavoro riguarda principalmente i bambini. Tuttavia attraverso il vincolo paziente-animale lo studioso intuisce il potere insito in questa relazione. Levinson percepisce le opportunità curative che intimamente celano queste creature. La passione per gli animali non è solo consolatoria nei periodi bui ma addirittura guaritiva.

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Lo scopo della terapia è quello di creare un feeling particolare tra animale e persona affinchè quest’ultima possa affrontare al meglio i problemi della vita o i disturbi della mente che appesantiscono e influenzano gravemente la quotidianità. L’obiettivo è terapeutico. Gli animali aiutano a superare lo stress, l’ansia e i disagi interiori come la depressione. Gli animali coinvolti nella terapia sono diversi. I trattamenti più diffusi comprendono il convolgimento di cani e gatti. Però ne esistono anche di altri tipi. L’onoterapia, ad esempio, è rivolta a chi soffre di disturbi della personalità o disagi psichici.

cms_1831/asino_e_persona.jpgL’asino infatti, per la sua caratteristica calma e lentezza nei movimenti, dona al paziente conforto e tranquillità. Morbido al tatto, consente di essere accarezzato dolcemente. Ciò comporta notevoli benefici per il soggetto.

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L’ippoterapia invece, è utilizzata sia per il reinserimento sociale che per il raggiungimento della massima autonomia possibile da parte di soggetti che soffrono di disabilità. Comprende diverse fasi e gli interventi sono diretti sia a livello psicomotorio che intellettivo. Da un lato si cerca di aiutare il paziente affetto da disabilità a migliorare la coordinazione motoria, dall’altro a sviluppare le sue capacità di ragionamento e di problem solving. E’ un tipo di terapia usata anche per combattere il decadimento tipico della terza età. Inoltre, aiuta ad aumentare il grado di consapevolezza e di autostima nelle persone affette da disagio psichico.

cms_1831/delfino_terapia.jpgUn altro animale che regala grandi vantaggi al cuore e alla testa dell’uomo, è il delfino. Aiuta a sviluppare l’area psicoaffettiva del cervello. Non a caso è utilizzato con evidente tornaconto positivo per curare malattie quali l’autismo, la sindrome di down e anche i problemi di concentrazione e di apprendimento. Ovviamente la pet therapy richiede l’ausilio di un staff di esperti ciascuno competente nel proprio ambito. Non appoggio l’idea che la terapia “usi” gli animali per risolvere le complicazioni dell’uomo. L’animale non è un oggetto e non viene usato. In realtà quello che si viene a creare è un legame potentissimo e bidirezionale tra uomo e animale. Un complesso di sensazioni ed emozioni eccezionali. Bisogna solo ricordare che il metodo di cura fondamentale è l’amore ossia quello su cui dovrebbe basarsi ogni rapporto.

Data:

11 Febbraio 2015