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Pisapia si ritira. Pd: avanti su coalizione

Pisapia si ritira. Pd: avanti su coalizione

cms_7888/Pisapia_serio_1_fg.jpgGiuliano Pisapia si ritira. E’ quanto viene riferito all’AdnKronos al termine della riunione di Campo progressista.

Il movimento animato dall’ex sindaco di Milano sarebbe così giunto al capolinea e, a quanto si spiega, la componente ex Sel dovrebbe avviare un percorso di avvicinamento a Piero Grasso e alla lista ’Liberi e Uguali’.

PD – “Dobbiamo prendere atto che non siamo riusciti nel nostro intento – dichiara Pisapia al termine della riunione dei vertici di CP -. La decisione di calendarizzare lo Ius Soli al termine di tutti i lavori del Senato, rendendone la discussione e l’approvazione una remota probabilità, ha evidenziato l’impossibilità di proseguire nel confronto con il Pd”.

CENTROSINISTRA – “Ci abbiamo provato, per molti mesi, con tanto impegno ed entusiasmo. Il nostro obiettivo, fin dalla nascita di Campo Progressista, è sempre stato quello di costruire un grande e diverso centrosinistra per il futuro del Paese in grado di battere destre e populismi. Oggi dobbiamo prendere atto che non siamo riusciti nel nostro intento”, prosegue Pisapia.

PARLAMENTO – “Ringrazio di cuore tutte le donne e gli uomini che hanno creduto e si sono impegnati in questo progetto e che ora si muoveranno secondo le proprie sensibilità, la cui diversità è sempre stata, a mio modo di vedere, una delle ricchezze e risorse più importanti di questa esperienza. In Parlamento e nel Paese – conclude – continuerà il nostro impegno per l’approvazione di norme di civiltà per il nostro Paese’’.

I DEM – Intanto, sottolineano fonti del Partito democratico, anche dopo la scelta di Pisapia e di non fare parte dell’alleanza, si va avanti con il progetto di coalizione di centrosinistra.

LISTE – Le stesse fonti spiegano che con il Pd ci sarà sicuramente una lista di sinistra con ex Sel come Massimo Zedda, Massimo Smeriglio, Luciano Uras, Michele Ragosta e Dario Stefano e una lista centrista con Pier Ferdinando Casini e Beatrice Lorenzin, mentre prosegue il dialogo con +Europa per chiudere l’intesa con la lista di Emma Bonino.

Istat: 1 su 3 a rischio povertà

cms_7888/poverta_clochard_ftg.jpgNel 2015 le famiglie italiane hanno registrato “una significativa e diffusa crescita del reddito disponibile e del potere d’acquisto delle famiglie” associata tuttavia “a un aumento della disuguaglianza economica e del rischio di povertà o esclusione sociale”. Lo sottolinea l’Istat presentando i dati da cui emerge come il reddito netto medio annuo per famiglia, esclusi gli affitti figurativi, fosse pari a 29.988 euro, circa 2.500 euro al mese (+1,8% in termini nominali e +1,7% in termini di potere d’acquisto rispetto al 2014).

Tuttavia, evidenzia l’istituto, la crescita del reddito è più intensa per il quinto più ricco della popolazione, trainata dal sensibile incremento della fascia alta dei redditi da lavoro autonomo, in ripresa ciclica dopo diversi anni di flessione pronunciata. Quindi, esclusi gli affitti figurativi, si stima che il rapporto tra il reddito equivalente totale del 20% più ricco e quello del 20% più povero sia aumentato da 5,8 a 6,3.

Metà delle famiglie residenti in Italia percepisce un reddito netto non superiore a 24.522 euro l’anno (circa 2.016 euro al mese: +1,4% rispetto al 2014). Il reddito mediano cresce nel Mezzogiorno in misura quasi doppia rispetto a quella registrata a livello nazionale (+2,8% rispetto al 2014), rimanendo però su un volume molto inferiore (20.557 euro, circa 1.713 mensili).

Nel 2016 l’Istat stima che il 30,0% delle persone residenti in Italia fosse a rischio di povertà o esclusione sociale, registrando un peggioramento rispetto all’anno precedente quando tale quota era pari al 28,7%.

Aumentano sia l’incidenza di individui a rischio di povertà (20,6%, dal 19,9%) sia la quota di quanti vivono in famiglie gravemente deprivate (12,1% da 11,5%), così come quella delle persone che vivono in famiglie a bassa intensità lavorativa (12,8%, da 11,7%). Il Mezzogiorno resta l’area territoriale più esposta al rischio di povertà o esclusione sociale (46,9%, in lieve crescita dal 46,4% del 2015). Il rischio è minore, sebbene in aumento, nel Nord-ovest (21,0% da 18,5%) e nel Nord-est (17,1% da 15,9%). Nel Centro un quarto della popolazione (25,1%) permane in tale condizione.

Le famiglie con cinque o più componenti si confermano le più esposte al rischio di povertà o esclusione sociale (43,7% come nel 2015), ma è per quelle con uno o due componenti che questo indicatore peggiora (per le prime sale al 34,9% dal 31,6%, per le seconde al 25,2% dal 22,4%).

Ilva, ecco la road map

cms_7888/Ilva_casco_Fg.jpgLa convocazione per l’Ilva di Taranto “è partita adesso”. Il tavolo con azienda ed enti locali è stato convocato “il 20 dicembre” e con i sindacati “nei giorni immediatamente successivi”. Così il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, a margine da un evento organizzato da ’Il Foglio’.

All’ordine del giorno, che l’AdnKronos ha potuto consultare, del tavolo per Taranto ci sono: analisi del piano ambientale; condivisione del cronoprogramma della copertura anticipata dei parchi minerari; gestione e valutazione del danno sanitario; gestione delle attività del fondo sociale per Taranto; provvedimenti per l’indotto; condivisione del piano di bonifiche; istituzione di un centro di ricerca e sviluppo sull’acciaio e tecnologie carbon free.

In considerazione dei temi, si legge nella convocazione, oltre a Calenda, saranno presenti alla riunione i ministri Lorenzin, Galletti e De Vincenti, oltre al viceministro del Mise Bellanova.

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7 Dicembre 2017