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Polonia, Duda vince le presidenziali (Altre News)

Polonia, Duda vince le presidenziali

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Il presidente conservatore polacco Andrzej Duda resterà in carica per un secondo mandato di cinque anni dopo aver vinto il ballottaggio di ieri con il 51%. Il dato definitivo è stato diffuso dalla commissione elettorale. Il suo sfidante, il liberale sindaco di Varsavia Rafal Trzaskowski, ha ottenuto il 49%. L’affluenza è stata del 68,2%, la più alta degli ultimi 25 anni.

Il voto ha fotografato un Paese spaccato in due, con i giovani, le grandi città e la Polonia occidentale che hanno scelto il sindaco europeista di Varsavia. Populista, nazionalista e ultraconservatore, Duda ha vinto grazie agli elettori più anziani, le piccole città, le aree rurali e la parte meridionale e orientale del Paese. La sua vittoria mantiene il controllo delle leve del potere nelle mani del partito Diritto e Giustizia (Pis).

L’affluenza alle urne è stata particolarmente alta al termine di una campagna elettorale aspra e divisiva, dove non sono mancati da parte del Pis toni omofobici e antisemiti. Trzaskowski è stato accusato di minare la famiglia, a causa delle sue aperture ai diritti Lgbt, e di favorire interessi stranieri ed ’ebraici’.

Duda ha puntato molto sui valori tradizionali e il nazionalismo, ma molti voti sono anche dovuti ai sussidi economici del Pis in favore di famiglie con bambini e anziani. La vittoria di Duda permette al Pis di consolidare il suo potere in vista delle prossime elezioni politiche del 2023. Se avesse vinto, Trzaskowski avrebbe avuto il potere necessario per bloccare le riforme giudiziarie del Pis, che secondo l’Unione Europea minano l’indipendenza dei giudici e sono un attentato allo stato di diritto.

Tuttavia alcuni analisti notano che la vittoria di Duda è stata solo di misura, malgrado il forte sostegno di tutte le istituzioni e i media pubblici. Secondo Ewa Marciniak, dell’università di Varsavia, non è stata certo “una vittoria spettacolare”. E questo, sostiene, potrebbe riaprire rivalità interne in seno al Pis, che covano sotto la guida dell’autoritario leader del partito Jaroslaw Kaczynski. Inoltre alcuni osservatori notano che Duda, non potendo correre per un terzo mandato, potrebbe dimostrarsi più indipendente rispetto al Pis che lo sostiene. “Possa questo mandato essere diverso”, si è augurato Trzaskowski su Twitter.

Bisognerà dunque vedere se, nel contesto delle conseguenze economiche della crisi del coronavirus, il Pis continuerà una politica aggressiva di scontro con la magistratura e controllo dei media o cercherà una linea più conciliante verso l’altra metà della Polonia. Per quanto riguarda l’Europa, la vittoria di Duda, nota Marciniak, significherà la prosecuzione della linea di “pragmatismo freddo”: abbracciare i vantaggi economici dell’Ue, ma segnare al tempo stesso una dicotomia artificiale fra valori “europei” e “polacchi”.

Infine il buon risultato di Trzaskowski consolida il ruolo politico del sindaco di Varsavia e del suo partito centrista Piattaforma Civica (Po), che si conferma la principale forza di opposizione. “E’ un trionfo del Po rispetto al resto dell’opposizione – nota lo storico e analista politico Antoni Dudek – il Po mantiene lo status di maggiore forza dell’opposizione. Nessuno sforzo per creare una nuova entità politica di centro ha possibilità di successo”.

Usa respingono rivendicazioni marittime di Pechino

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Gli Stati Uniti hanno respinto una serie di rivendicazioni territoriali di Pechino nel mar meridionale della Cina con un ampio comunicato formale, la cui diffusione alza ulteriormente il livello del confronto con il gigante asiatico.

Nel documento, il segretario di Stato Mike Pompeo definisce “illegali” le rivendicazioni di Pechino sulle risorse marittime in acque internazionali, accusando la Cina di una “campagna di intimidazioni” contro i Paesi rivieraschi. “L’America è a fianco dei nostri alleati e partner del Sud est asiatico nel proteggere i loro diritti sovrani alle risorse offshore, nell’ambito dei loro diritti e obblighi sotto la legge internazionale”, afferma Pompeo. Il documento fa esplicito riferimento a rivendicazioni della Cina su isolotti o banchi di sabbia sui quali avanzano diritti Filippine, Vietnam, Malaysia, Brunei e Indonesia. E ricorda una sentenza del Tribunale arbitrale costituito sulla base della Convenzione internazionale del mare, che nel 2016 ha dato ragione alle Filippine in una di queste dispute territoriali.

Il comunicato appare dopo che Washington ha condotto esercitazioni navali nel mar meridionale della Cina, irritando Pechino. La Cina si è impadronita di una serie di scogli nell’area per costruirvi isolotti artificiali con installazioni militari.

Ue, Conte: “Crisi epocale, serve risposta forte”

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“Ho sempre sottolineato le difficoltà” di un negoziato “molto difficile”, ma “ho sempre cercato, in modo ambizioso, di rappresentare il comune obiettivo” per una risposta “solida, forte, coordinata, all’altezza della crisi che stiamo vivendo, una crisi epocale, simmetrica e che ci coinvolge tutti e ci accomuna in questo destino di recessione, molto spinta come testimoniano” i dati al riguardo. Lo ha rimarcato il premier Giuseppe Conte, in conferenza stampa a Berlino.

“E’ essenziale – ha sottolineato – che il Consiglio europeo dica sì subito a uno strumento e faccia in modo che la proposta sul Next generation Eu sia una risposta effettiva adeguata”.

“Questo è il tempo della responsabilità e della solidarietà – ha detto Conte – Noi dobbiamo mantenere alto il livello dell’ambizione politica, non dividerci su visioni nazionalistiche perché l’Europa deve offrire soluzioni ai propri cittadini, non illusioni e paure. Quelle le lasciamo ai movimenti nazionalisti”.

Per il presidente del Consiglio “la proposta Michel è un buon punto di partenza, recepisce il livello di ambizione politica che questa proposta deve contenere. Ci sono criticità che affronteremo a partire da venerdì in Consiglio europeo. Io sono per criteri di spesa chiari, trasparenti, non stiamo chiedendo fondi per un uso arbitrario, sicuramente discrezionale ma non arbitrario, sono due concetti diversi”.

“I tempi sono importanti, una risposta adeguata non tempestiva diventa essa stessa inadeguata – ha scandito ancora il premier – Se non riusciamo a chiudere in questo scorcio d’estate che resta, rischiamo di trovarci in grande difficoltà. Non dobbiamo mai dimenticare che non ci confrontiamo solo in una logica di mercato unico, ma sullo scenario globale”.

“Se lasciassimo correre questa crisi come si sta manifestando, in poco tempo avremmo distruzione del mercato unico, e questo non conviene a nessuno”, ha rimarcato Conte, “in gioco ci sono interessi e valori comuni” perché “la frammentazione del mercato Ue sarebbe una distruzione di valori negativa per tutti”.

Inoltre, introdurre condizionalità troppo rigorose nel negoziato per il Recovery Fund “non è interesse di nessuno, nemmeno dei Paesi che non ne beneficeranno perché meno colpiti da pandemia o ben resilienti. Introdurre della condizionalità al fine di compromettere l’effettività del sostegno e l’efficacia di questo programma sarebbe follia”.

“Sono criteri di razionalità – ha osservato il presidente del Consiglio rispondendo alla domanda di un cronista – se stiamo elaborando una risposta solida e coordinata ma poi in concreto non praticabile allora vorrebbe dire perdere tempo, illudere i cittadini e lasciare un’Europa meno competitiva. E’ un contraddizione intrinseca che nessuno può assecondare nell’interesse di nessuno. E’ invece nell’interesse di tutti una pronta risposta per far tornare l’Ue prontamente competitiva”.

In conferenza stampa il premier ha ringraziato poi “ancora una volta Angela Merkel perché il dialogo tra Italia e Germania è sempre molto intenso e lo dobbiamo anche al fatto che i nostri Paesi tradizionalmente sono molto legati, le economie sono molto integrate. Ringrazio la cancelliera Merkel e la Germania per l’aiuto che ci è stato offerto, per il sostegno morale e concreto”.

“Oggi lo scambio italo-tedesco è molto intenso con filiere molto integrate e uno scambio alla pari – ha aggiunto – Vorrei anche ricordare che la Germania resta il primo Paese al mondo per numero dei turisti in Italia e mi fa piacere che ci sia una ripresa su questo fronte”.

“Io oggi chiudo il tour delle visite alle Capitali europee prima del Consiglio europeo. E’ un passaggio importante che coincide anche con l’inizio della presidenza tedesca del Consiglio Ue e ho formulato i migliori auguri ad Angela da parte dell’Italia per una presidenza che coincide con un momento storico di estrema importanza, non solo per l’Italia, per la Germania ma per l’Europa intera” ha rimarcato il premier.

A quanto si apprende da fonti di palazzo Chigi, Conte ha consegnato a Merkel una lettera indirizzatale dai familiari delle vittime del rogo della Thyssenkrupp, che il 6 dicembre 2007 uccise sette operai a Torino, dopo che ai due manager tedeschi condannati per omicidio ed incendio colposo, Harald Espenhahn e Gerald Priegnitz, è stato concesso dalla procura di Essen, in Germania, un regime di semilibertà.

Conte lo scorso 26 giugno aveva promesso ai familiari delle vittime che avrebbe consegnato personalmente la missiva alla cancelliera. I familiari erano intenzionati a recarsi in Germania, per chiedere un incontro con Merkel e con il giudice che ha autorizzato la semilibertà ai due manager tedeschi. Nel corso di un incontro a palazzo Chigi, Conte consigliò loro di scrivere una lettera indirizzata a Merkel, che avrebbe recapitato lui stesso alla cancelliera, cosa che ha fatto oggi.

Sulla vicenda Aspi, in conferenza stampa il premier ha spiegato: “Domani avremo questo Cdm, discuteremo, ci sarà un’informativa e come ho detto” la decisione su Aspi “deve coinvolgere tutto il governo, tutto il governo deve conoscere i dettagli. Io ho già anticipato alcune valutazioni, domani tutti i ministri saranno nelle condizioni di conoscere i dettagli. C’è la necessità di adottare una soluzione ad una vicenda che si trascina da troppo tempo: l’incertezza non giova allo Stato, alla concessione e al concessionario” ha detto Conte.

Libia, Saleh a Roma: “Italia sostenga cessate il fuoco”

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All’Italia “chiederemo il sostegno per una soluzione della crisi libica, per arrivare al cessate il fuoco, perché non vogliamo che la Libia sia teatro di una guerra militare, e per evitare che siano colpiti gli impianti petroliferi”. E’ quanto ha detto il presidente del Parlamento di Tobruk, Aguila Saleh, in un’intervista esclusiva all’Adnkronos che sarà pubblicata domani, giorno degli incontri che avrà a Roma con la presidente del Senato Elisabetta Casellati, della Camera Roberto Fico, con il premier Giuseppe Conte e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. “Se non ci sarà il cessate il fuoco, ci sarà una guerra violenta, che è un male che nessuno vuole”, ha ammonito.

Patrick Zaki rimane in carcere, detenzione rinnovata per 45 giorni

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’’Gli attivisti vicini a Patrick Zaki hanno reso nota la decisione del giudice: rinnovo della detenzione preventiva per 45 giorni. Una decisione assurda, atroce, arbitraria e crudele’’. Lo ha scritto su Twitter Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, a proposito dello studente e attivista egiziano dell’Università di Bologna, arrestato al suo ritorno al Cairo il 7 febbraio scorso.

Oggi è il “158esimo giorno di prigionia per Patrick Zaki”, sottolinea l’ong Eipr (Egyptian Initiative for Personal Rights) in un tweet diffuso prima dell’esito dell’ultima udienza con la notizia – diffusa da Amnesty – degli altri 45 giorni di detenzione preventiva. Udienza in cui, secondo l’Eipr, “dopo 157 giorni, la difesa ha presentato la richiesta di scarcerazione”. “Attendiamo tutti il suo rilascio”, aggiunge il tweet.

“Grande sconforto e grande tristezza”. Così all’Adnkronos Mirko Degli Esposti prorettore vicario dell’università di Bologna, ha commentato la notizia della proroga. “Altri 45 giorni di detenzione senza sapere quasi siano i contorni della vicenda, senza sapere con chiarezza le reali accuse mossegli – continua Degli Esposti – Noi, nel rispetto di tutte le prerogative del caso, continuiamo a chiedere il rispetto dei diritti umani, un giusto processo per Zaki e di rendere pubbliche le accuse in modo che il giovane possa difendersi”.

“Noi, da parte nostra, continueremo a chiedere alle istituzioni, al governo e a tutti gli organi governativi di interesse a far sentire la propria voce a favore della liberazione di Zaki – ha detto ancora Degli Esposti – non ci fermeremo perché vogliamo rivedere presto Zaki all’Università di Bologna.

Germania, caccia all’uomo nella foresta: ha aggredito agenti ed è armato di frecce e pistole

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La polizia del Baden-Wuerttemberg, nel sudovest della Germania, dà la caccia a un uomo armato di arco, frecce e un pugnale che si è rifugiato nella foresta dopo aver aggredito 4 agenti ed essersi impossessato delle loro pistole. Scuole e asili sono chiusi nella città di Oppenau e ai residenti è stato chiesto di restare in casa mentre le ricerche del 31enne proseguono per il secondo giorno. La polizia è stata chiamata ad intervenire dopo che un abitante ieri mattina aveva visto un uomo sospetto aggirarsi in tenuta da combattimento. Due auto pattuglia con 4 agenti hanno raggiunto il posto.

In un primo momento il sospetto ha cooperato con i poliziotti, poi ha improvvisamente estratto una pistola, minacciato gli agenti ed è fuggito rifugiandosi nella foresta dopo essersi impossessato delle loro armi dotate in totale di 64 pallottole, secondo quanto riporta oggi la Bild. Le forze dell’ordine sono intervenute con tre elicotteri e un’unità cinofila, hanno cercato l’uomo per tutta la giornata di ieri quindi oggi hanno diramato una foto. Il 31enne sarebbe senza fissa dimora e avrebbe in passato scontato una condanna per aver scagliato una freccia contro una ex.

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14 Luglio 2020