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POLONIA, GREEN DEAL: PRESENTATO RICORSO

cms_31203/0.jpegQuando si pensa ad un Paese europeo che si pone frequentemente in contrasto con le scelte di Bruxelles, il pensiero vola subito all’Ungheria. Invece, ancora una volta, è la Polonia a non concordare con le scelte dell’Ue, quest’oggi, in particolare, con il regolamento sull’uso del suolo e la silvicoltura (Lulucf), rientrante nel più ampio pacchetto del Green Deal. Il progetto Green Deal dell’Unione Europea, ambizioso, promette di creare “il primo continente al mondo ad impatto climatico zero”, entro il 2050. Primo step il 2030, quando si dovrà centrare l’obiettivo di riduzione delle emissioni nette di gas ad effetto serra di almeno il 55% rispetto ai livelli del 1990. Lo scorso 5 luglio la Commissione ha adottato un nuovo pacchetto di misure, appartenenti all’accennato Green Deal, relative ad “un uso sostenibile delle principale risorse naturali, destinato anche a rafforzare la resilienza dei sistemi alimentari e dell’agricoltura dell’UE”, si legge nel comunicato stampa. Una normativa sul monitoraggio dei suoli, sul progresso tecnico nelle colture, una serie di misure che prendono atto di come, al momento, una percentuale compresa tra il 60 e il 70% dei suoli dell’UE sia insalubre.

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Sono state pertanto effettuate scelte, di natura tecnica, sulle quali la Polonia non concorda o per le quali, quantomeno, rivendica l’esclusività legislativa. “La lotta per gli interessi polacchi nell’UE continua!”, si legge in un tweet del ministro polacco per il clima Anna Moskwa. “In linea con le nostre precedenti dichiarazioni, oggi noi come Polonia abbiamo presentato il nostro primo ricorso alla Cgue [Corte di Giustizia, ndr] in merito a una delle misure del pacchetto Fit for 55”. Il “Fit for 55”, che si traduce in “pronti per il 55%”, è il pacchetto climatico del Green Deal e si compone di 12 direttive e vari regolamenti, concernenti in particolare l’uso del suolo e la silvicoltura (Lulucf), oggi oggetto delle invettive polacche. “Nel nostro ricorso”, ha continuato il ministro, “sottolineiamo che il regolamento Lulucf è stato adottato su una base giuridica sbagliata, violando inoltre le competenze degli Stati membri, interferendo nel modo in cui viene effettuata la gestione delle foreste, nonostante l’assenza di competenza dell’Ue in questo settore”. Quindi, sostanzialmente, una doglianza procedurale che, chiaramente, si ripercuote sulle scelte concrete.

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L’iter procedurale prevede, al netto di questo ricorso, che le norme dovranno ora essere esaminate dal Parlamento europeo e dal Consiglio secondo la procedura legislativa ordinaria. “Il Green Deal europeo è imprescindibile per la salute dei nostri cittadini e del nostro pianeta e, dalla sua presentazione nel dicembre 2019, ha messo in moto una profonda e olistica trasformazione della nostra società e della nostra economia”, si legge ancora nel comunicato Ue. “La natura è il nostro miglior alleato nella lotta contro i cambiamenti climatici”. L’impatto del Green Deal è a 360 gradi e si lavora nell’ambito non solo climatico, come visto, ma anche nel settore energetico (su tutti il noto REPowerEU), in quello dell’ambiente e degli oceani, in agricoltura, nel settore dei trasporti, industriale, di ricerca. Il calendario è fitto e non si può più perdere tempo.

Data:

16 Luglio 2023