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POPOLAZIONE PRIVA DI ADEGUATO RISCALDAMENTO DOMESTICO IN EUROPA

L’Eurostat calcola la percentuale della popolazione che non è in grado di mantenere la casa adeguatamente calda. I dati per questo indicatore vengono raccolti nell’ambito delle statistiche dell’Unione Europea sul reddito e sulle condizioni di vita per monitorare lo sviluppo della povertà e dell’inclusione sociale in Europe. La raccolta dei dati si basa su sondaggi.

Ranking dei paesi per valore della popolazione priva di adeguato riscaldamento domestico in Europa nel 2021. La Bulgaria nel 2021 è al primo posto della classifica per percentuale della popolazione priva di adeguato riscaldamento domestico con un valore pari a 23,7%, seguita dalla Lituania con un valore di 22,5%, e da Cipro con un ammontare di 19,4%. A metà classifica vi è la Lettonia con un valore di 4,9%, seguita dal Belgio con 3,5% e dalla Germania con un valore di 3,3%. Chiudono la classifica Austria, Slovenia e Svezia con un valore pari a 1,7%, seguite dalla Finlandia con un valore di 1,3%. Nel 2021 in media il 7,3% della popolazione europea ha avuto delle difficoltà economiche che le hanno impedito di tenere l’abitazione sufficiente calda.

Ranking dei paesi europei per valore della variazione percentuale del valore della popolazione priva di adeguato riscaldamento domestico in Europa tra il 2005 ed il 2021. Il Lussemburgo è al primo posto con una crescita della percentuale della popolazione priva delle risorse per riscaldare adeguatamente l’abitazione domestica pari ad un valore di 177,78%, seguito dalla Spagna con un valore di 51,06% e dalla Svezia con un ammontare di 21,43%. A metà classifica vi èla Lituania con -35,34%, seguita da Malta con -38,1%, e Cipro con -42,43%. Chiudono la classifica la Repubblica Ceca con -76,34%, seguita dalla Lettonia con -83,56%, e dalla Polonia con un valore pari a 90,48%. Tra il 2005 ed il 2021 il valore della percentuale della popolazione priva di adeguato riscaldamento domestico in Europa è diminuito da un valore del 15,36% fino ad un valore di 7,32% ovvero pari ad un valore di -8,03 unità pari a -52,29%.

Clusterizzazione con algoritmo k-Means. Di seguito viene presentata una clusterizzazione con algoritmo k-Means ottimizzato con il coefficiente di Silhouette. I dati mostrano la presenza dei seguenti clusters:

  • Cluster 1: Cipro, Portogallo, Lituania, Grecia;
  • Cluster 2: Germania, Austria, Slovenia, Repubblica Ceca, Estonia, Francia, Paesi Bassi, Svezia, Finlandia, Danimarca, Irlanda, Slovacchia, Lussemburgo, Belgio, Spagna, Ungheria, Malta, Italia, Polonia, Lettonia.

Dal punto di vista della mediana risulta che il valore di C1 è pari ad un ammontare di 19,4 mentre il valore di C2 è pari ad un ammontare di 3,2 unità. Ne deriva il seguente ordinamento C1>C2.

Network analysis con la distanza euclidea. Di seguito viene presentata una cluster analysis con l’utilizzo della distanza euclidea. Viene ad essere individuata una unica struttura a network complessa ovvero:

  • Il Lussemburgo ha una connessione con la Svezia per un ammontare di 0,24 unità;
  • La Svezia ha una connessione con i Paesi Bassi per un ammontare di 0,24 unità, con l’Estonia per un ammontare di 0,26 unità e con l’Islanda per un valore di 0,15 unità;
  • L’Estonia ha una connessione con la Svezia per un ammontare di 0,26 unità, con i Paesi Bassi per un valore di 0,22 unità, con l’Austria per un ammontare di 0,26 unità;
  • L’Austria ha una connessione con l’Estonia per un ammontare di 0,26 unità, e con i Paesi Bassi per un ammontare di 0,26 unità;
  • I Pasi Bassi hanno una connessione con la Svezia per pari ad un ammontare di 0,24 unità, con l’Estonia per un valore di 0,22 unità, con l’Austria per un valore di 0,26 unità, e con l’Islanda per un ammontare di 0,25 unità;
  • L’Islanda ha una connessione con la Svezia per un valore di 0,15 unità e con i Paesi Bassi pari ad un valore di 0,25 unità.

La presenza di relazioni all’interno della network analysis non implica relazioni di tipo causa-effetto. Si tratta al contrario di una analisi orientata ad offrire una idea di come potrebbero diffondersi gli effetti da un paese all’altro. Per esempio, se la percentuale della popolazione priva della capacità di garantire un adeguato riscaldamento all’abitazione dovesse aumentare in Austria allora aumenterebbe anche in Estonia e nei Paesi Bassi. Tali valori stanno quindi a rappresentare la presenza di connessioni tra gli andamenti di serie storica dei paesi analizzati.

Conclusioni. La percentuale della popolazione che nei paesi europei ha difficoltà a riscaldare adeguatamente la propria abitazione è diminuita del 52% tra il 2005 ed il 2021. Si tratta di andamento assai positivo che mette in evidenza un miglioramento complessivo della condizione socio-economica della famiglie. Tuttavia, la serie storica analizzata non prende in considerazione né il periodo 2021-2022 né il 2022-2023, ovvero due esercizi nei quali l’aumento del prezzo del gas dovuto alla guerra Russo-Ucraina potrebbe aver generato una crescita della percentuale della popolazione con difficoltà a riscaldare adeguatamente la propria abitazione. Infatti, la crescita del prezzo del gas potrebbe annullare anche la crescita del reddito pro-capite. Infine, l’andamento significativamente inflattivo delle economie europee nel post Covid potrebbe ulteriormente peggiorare la situazione soprattutto delle famiglie povere tra il 2022 ed il 2023. In ogni caso nel 2021 il 7,3% della popolazione europea ha avuto delle difficoltà a riscaldare la propria abitazione mettendo in evidenza una condizione diffusa di povertà ed indigenza che potrebbe essere ancora più preoccupante in caso di manifestazione di una recessione economica.

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Data:

1 Maggio 2023