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PRANDELLI: “ITALIA COME AGLI EUROPEI”

L’Italia si è addormentata sul più bello. Dopo aver dominato il girone eliminatorio con forza e personalità ed aver conseguito, con due giornate d’anticipo, la qualificazione al campionato mondiale che si svolgerà in Brasile nel 2014, gli azzurri si son fermati per via di due pareggi (peraltro in rimonta) sia contro la Danimarca che contro l’Armenia. Sarebbe bastato vincere l’ultima partita del San Paolo, contro l’Armenia, per entrare come testa di serie nei Magnifici 8 . Ed invece il 2-2, maturato al termine della gara, ha declassato l’Italia( per via del complesso calcolo che definisce la graduatoria del nuovo ranking Fifa ) alla seconda fascia. Non accadeva dal mondiale argentino del 1978 . Ma vediamo in sintesi come si sviluppa il punteggio del ranking Fifa che determina le graduatorie delle squadre nazionali di calcio.

I punteggi di ogni nazionale sono definiti sulla base dei risultati conseguiti dalle squadre negli ultimi 4 anni, tenendo conto che le partite non hanno lo stesso valore. Infatti, le partite giocate nell’ultimo anno, valgono al 100%; da 12 a 24 mesi il 50%; da 24 a 36 mesi il 30% e infine quelle di quattro anni prima solo il 20%. La formula è tuttavia complessa e tiene conto di una serie di fattori quali l’importanza della partita, la forza dell’avversario, il risultato della gara. A fronte di questi calcoli, quindi, l’Italia non è riuscita ad entrare nella fascia A e, pertanto, le teste di serie sono: Brasile( paese ospitante), Spagna, Germania, Argentina, Belgio, Svizzera, Colombia e Uruguay.

Le squadre certe, di seconda fascia, invece, sono oltre alla già citata Italia, anche Inghilterra, Olanda, USA, Bosnia e Cile. Le altre da definire potrebbero essere Portogallo e Grecia (dipende dal risultato dei playoff), altrimenti Costa d’Avorio (anche in questo caso dipende dall’esito dei playoff) ed Ecuador.

Russia, Francia e Croazia sono, invece, le tre squadre sicure della terza fascia. Clienti scomodi se, nel sorteggio di Salvador de Bahia, dovessero capitare nel girone dell’Italia. Il ct Prandelli, dal canto suo, non fa drammi e dispensa saggezza e tranquillità: “Non eravamo teste di serie nemmeno agli Europei… e poi vedete come è andata a finire. Perciò non mi preoccupa questa situazione”. Continua il coach italiano– intervistato dall’Ansa –“Non mi spaventa il rischio di trovare subito Brasile o Spagna. Probabilmente, è meglio così ed è’ preferibile partire con umiltà”. Sarà anche vero quanto dice il CT azzurro, ma la storia ci dice che, nelle ultime dieci edizioni dei Mondiali, dal 1974 ad oggi, soltanto l’Argentina di Maradona, nel 1986, ha vinto senza essere partita come testa di serie.

Facendo un passo indietro, tuttavia, al di la di essere testa di serie o meno, il problema è che una Nazionale demotivata, imprecisa e imbarazzante (termine utilizzato dallo stesso Prandelli) come quella vista contro l’Armenia, non va avanti a prescindere. Quindi, farebbe bene l’Italia a recuperare quelle motivazioni e quella cattiveria agonistica che l’avevano caratterizzata fino a quel momento.

Per il resto, una citazione a parte merita Mario Balotelli. Da solo ha provato a vincere la partita ed è mancato poco che ci riuscisse. Questo fa capire che la Nazionale ha bisogno di Balotelli, non a caso, oggi, considerato uno dei migliori bomber a livello mondiale, con dei limiti, tuttavia, dal punto di vista caratteriale . Già, ma questa è tutta un’altra storia.

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Data:

1 Giugno 2014