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“Premier sia espressione centrodestra”

“Premier sia espressione centrodestra”

cms_8881/Meloni_Berlusconi_Salvini_fg.jpg“Quasi il 40 percento degli italiani ha scelto di dare la propria fiducia ai partiti del centrodestra ai quali oggi spetta, indubbiamente, il compito di formare il governo”. E’ quanto si legge in una nota del centrodestra diffusa al termine del vertice di Arcore tra Berlusconi, Salvini e Meloni, riuniti ad Arcore per concordare “la linea comune da sottoporre all’attenzione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella in merito alla formazione del prossimo governo”.

“Gli elementi dai quali i tre leader non intendono prescindere sono: un presidente del Consiglio espressione dei partiti di centrodestra, l’unità della coazione e il rispetto dei principali punti del programma sottoscritto prima del voto, quali il taglio delle tasse, incentivi al lavoro, il blocco dell’immigrazione clandestina, garanzie per la sicurezza dei cittadini e sostegno alle famiglie”.

“I tre leader – conclude la nota – rivendicano la necessità che dopo anni di governi nati da giochi di palazzo, il prossimo esecutivo sia rispettoso della volontà espressa dai cittadini nelle elezioni dello scorso quattro marzo”.

Di Maio: “L’ammucchiata no”

cms_8881/dimaio_auto_fg.jpg“Capisco che Salvini abbia difficoltà a sganciarsi da Berlusconi, ma da Arcore non può partire nessuna proposta di cambiamento”. Lo ha detto il capo politico M5S Luigi Di Maio ad un’iniziativa del Movimento per le Regionali della Valle D’Aosta del 20 maggio.

“Non è un governo di cambiamento che immaginiamo quello che chiede Salvini: cioè, un governo ammucchiata con dentro Meloni, Salvini, Berlusconi e il Movimento 5 Stelle”, ha aggiunto durante una diretta Facebook. “Se stanno immaginando questo film per noi non esiste perché il nostro obiettivo è mandare avanti le lancette, non mandarle indietro”.

E ancora, sempre sul social network, ha scritto: “Vedo che la Lega ha promesso il cambiamento, ma preferisce tenersi stretto Berlusconi e condannarsi all’irrilevanza. Adesso per completare l’opera, consiglio a Salvini di chiedere l’incarico di governo al presidente Mattarella e di dimostrare come possa governare con il 37%. Da noi la grande ammucchiata non avrà un solo voto. Quando Salvini vorrà governare per il bene dell’Italia ci faccia uno squillo, gli diremo se saremo ancora disponibili a lavorare con lui al contratto di Governo”.

Renzi: “Politica ferma al chiacchiericcio”

cms_8881/renzi_primopiano_1_fg.jpg“La politica italiana da un mese è ferma al chiacchiericcio, agli accordi, ai retroscena inventati. Noi lo avevamo detto: se non passa il referendum, torneremo agli accordi vecchio stile. E purtroppo è andata così. Parleremo di questo il 21 aprile, all’Assemblea del Pd”. Lo scrive l’ex segretario del Pd, Matteo Renzi, in un passaggio di un suo post su Facebook dedicato alla scuola.

“Ciò che più mi colpisce leggendo i quotidiani – scrive l’ex premier – è il fatto che in alcune zone del nostro Paese vi siano genitori che picchiano i professori. Mi domando: ma che cosa è successo, di profondo, nella società italiana per arrivare a questo punto? Non è solo un problema legato alla violenza fisica, che ovviamente va condannata senza se e senza ma. Ma proprio al rispetto sociale della figura dell’insegnante”.

“Quando noi eravamo piccoli e la maestra ci rimproverava a scuola – continua Renzi – i nostri genitori davano ragione a lei. La nostra generazione spesso fa il contrario: tendiamo a dare ragione più ai nostri figli che agli insegnanti. Ci è stato spiegato che nella nostra società ogni figura che rappresenta l’autorità viene messa in discussione, a prescindere”. “Ma penso che non possiamo accettarlo. Venticinque anni fa quando un professore entrava in un bar o in parrocchia o al circolo era il professore. Aveva una sua dignità riconosciuta, in ogni comunità. Era colui al quale consegnavi ciò che di più prezioso una persona possa considerare: i propri figli. Quando siamo stati al governo, abbiamo investito molte risorse nella scuola, nell’edilizia scolastica. Più di chiunque altro negli ultimi decenni”. “Abbiamo lavorato sulla Buona Scuola – prosegue Renzi – con tutte le polemiche che ricorderete per l’alternanza scuola lavoro, per il ruolo del preside, per i bonus agli insegnanti, per il rinnovo del contratto. Ma forse non abbiamo chiarito innanzitutto a noi stessi – e forse nemmeno ai prof – che la priorità è la centralità della funzione educativa nella società di oggi”. “Il valore sociale dell’insegnante come educatore, come sostegno alla libertà personale dei nostri ragazzi. Dovremmo insegnare ai nostri figli che in un contrasto tra loro e i prof noi stiamo dalla parte degli educatori, anche se non ci viene naturale. Mi rivolgo soprattutto ai miei coetanei genitori quarantenni: voi che dite? Vi leggo volentieri”, conclude Renzi.

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8 Aprile 2018