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Presidenti Camera e Senato

Arriva la svolta durante le elezioni per il Presidente di Palazzo Madama, sede del Senato della repubblica. La Lega vota Annamaria Bernini, senatrice di FI, rompendo il Patto con Berlusconi. Il Cd risulta dunque scisso, almeno per le prime due votazioni. Nella terza votazione a Palazzo Madama, che avverrà stamattina o probabilmente nel pomeriggio, la strategia potrebbe cambiare e si potrebbe ricucire lo strappo Lega/FI.

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Stando alle voci che si rincorrono nelle compagini dei partiti, sarebbe poco probabile, in ogni caso, che possa tornare il sereno tra Salvini e Berlusconi. Salvini e i suoi – tranne Umberto Bossi, che ha invalidato il voto alla Bernini andando contro le indicazioni del partito – si sono rifiutati di votare Paolo Romani, il candidato prescelto da Berlusconi, come Presidente di tutta la coalizione di Cdx. Salvini cambia a sorpresa ed indica la Bernini per venire incontro al M5S: lo stesso movimento si era mostrato contrario alla candidatura del senatore Romani, a causa della sua condanna per peculato.

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“Un tradimento del patto di coalizione da parte della Lega –incalza il berlusconiano Renato Brunetta – che mette a rischio la tenuta di tutta la coalizione di centro destra”. “La Lega, non votando Romani, esce allo scoperto e sceglie di avvicinarsi al M5S per un accordo futuro di governo” prosegue il Cavaliere contro il partito di Matteo Salvini.

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Alla Camera, invece, è ancora fumata nera. Ricordiamo che il meccanismo di voto nelle prime votazioni per il presidente della Camera prevede la maggioranza ampia dei due terzi per poi arrivare al quorum del 50%+1 nelle ultime votazioni. Riprende stamani la strategia per le votazioni. I lavori sono ancora in alto mare e, come spesso è accaduto nella storia delle elezioni dei presidenti di Camera e Senato, potrebbe emergere un nome “nuovo” come possibile presidente, in grado di raccogliere maggioranze trasversali e differenti rispetto alle prime consultazioni. Il voto a palazzo Madama diventa cruciale sia per le future alleanze di governo sia per il possibile accordo per la presidenza della Camera.

Data:

24 Marzo 2018