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PRIMARIE DEM USA: ANCHE IN ALASKA VITTORIA PER BIDEN, SENZA PIÙ AVVERSARI

Le primarie del Partito Democratico americano non fanno quasi più notizia, e hanno smesso di occupare le pagine principali dei quotidiani già dalla roboante vittoria di Biden nel Super Tuesday, ed ancor di più da quando il socialdemocratico Bernie Sanders, che a inizio corsa sembrava avere chances di successo, ha riconosciuto la sconfitta e fermato la campagna elettorale.

Tuttavia, il senatore del Vermont non si è ritirato ufficialmente, in modo tale da continuare a raccogliere delegati che potranno servirgli nella convention Dem prevista per quest’estate (virus permettendo), in modo da avere maggiore forza contrattuale per un programma più progressista, soprattutto sulla questione della sanità pubblica, la cui fondamentale importanza è stata resa ancor più evidente dall’attuale emergenza.

Così, nonostante la vittoria di Joe Biden e la sua conseguente candidatura alle presidenziali contro Trump siano ormai una certezza, si continua a votare negli Stati che ancora mancano all’appello.

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Col lockdown in corso, le preferenze vengono espresse per posta. Questa volta è toccato all’Alaska, dove l’ex vicepresidente dell’Amministrazione Obama ha ottenuto il 55% delle preferenze contro il 45% di Sanders, che corrisponde ad un punteggio di 9 delegati ad 8.

Che gli Stati Uniti, dove assurdità come il Maccartismo sono state perpetrate in un passato non così tanto lontano, non fossero pronti ad un candidato che si definisce orgogliosamente socialdemocratico era risultato evidente sin da quando, a seguito delle iniziali vittorie nette di Sanders, i candidati minori si erano uno ad uno ritirati per appoggiare il liberista Joe Biden. Negli USA, un po’ per ignoranza e un po’ per malafede, si continua a confondere la socialdemocrazia con il comunismo: così chi non ha abbastanza soldi per pagarsi l’assicurazione sanitaria privata viene tutt’ora lasciato a morire in nome degli interessi economici capitalisti e del “libero mercato”. Alla faccia della civiltà.

In ogni caso, la mossa del Partito Democratico di spingere con forza per la candidatura di Biden potrebbe alla fine rivelarsi vincente. Complice anche la sconsiderata gestione dell’emergenza Coronavirus da parte del Presidente in carica, infatti, Joe Biden sta volando nei sondaggi: la CNN lo posiziona addirittura 11 punti percentuali davanti a Trump.

La sfida, però, è apertissima, sia per la peculiare legge elettorale vigente in USA, che può anche premiare il candidato che ottiene il minor numero di voti (come successo proprio a Trump nel 2016), sia perché le elezioni di novembre sono lontanissime e il periodo molto complicato e soggetto ad evoluzioni imprevedibili. Donald Trump, tra l’altro, a prescindere da come la si pensi su di lui, ha già ampiamente dimostrato di essere un uomo capace di ribaltare anche il più scontato dei pronostici.

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Data:

14 Aprile 2020