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PROCIDA, ITALIAN CAPITAL OF CULTURE 2022 IN THE SIGN OF THE REBIRTH

The Minister for Cultural Heritage and Activities and Tourism, Dario Franceschini, at the end of the selection carried out by a jury of experts chaired by prof. Stefano Baia Curioni, proclaimed Procida the Italian Capital of Culture 2022.

“Congratulations to Procida who will accompany us in the year of the restart and rebirth” declared Minister Franceschini after reading the reasons for the choice.


Here are the reasons of the Jury read by the Minister “The cultural project presents elements of attractiveness and quality of an excellent level. The context of local and regional public and private support is well structured, the patrimonial and landscape dimension of the place is extraordinary, the laboratory dimension, which includes social aspects and technological diffusion, is dedicated to the Tyrrhenian islands, but is relevant for all the realities of the small Mediterranean islands. The project could determine, thanks to the combination of these factors, an authentic discontinuity in the territory and represent a model for sustainable development processes based on culture of the island and coastal realities of the country. The project is also capable of transmitting a poetic message, a vision of culture, which extends from the small reality of the island as a wish for all of us, to the town, in the months that await us. The Italian capital of culture 2022 is Procida”.

The current name of the island derives from that of the Roman Prochyta. According to a first hypothesis, this name derives from Prima Cyme, or “close to Cuma”, as the island must have appeared to the Greek colonists during the migration from the island of Ischia to Cuma. Another hypothesis derives the name from the Greek pròkeitai (πρόκειται), that is “lies”, in consideration of how the island appears, seen from the sea. Finally, Dionysius of Halicarnassus, in his Roman Archeology, wanted to derive the name from that of a nurse of Aeneas, buried here by him when she landed there.

According to Greek myth, the struggle between giants and gods also took place here, and as Tifeo and Alcioneo respectively ended up under Vesuvius and Ischia, so Mimante was placed under the island of Procida. During the Roman domination, Procida became the site of villas and settlements scattered throughout the territory; however, it seems that in this period there was no real inhabited center: the island was more likely a holiday resort for the Roman patricians and the cultivation of vines.

Juvenal, in the third of his Satires, speaks of it as a place suitable for a solitary and peaceful stay. Its coasts, in some low and sandy areas, elsewhere overlooking the sea, give life to several bays and promontories that offer shelter to small navigation and have allowed the birth of three small ports on the northern, eastern and southern sides of the island. Much of its coastline is protected by the Kingdom of Neptune marine protected area. Traditionally, the inhabited center is divided into nine districts, called grancìe: Terra Murata (the oldest village), Corricella (a characteristic fishing village), Sent’cò with the commercial port of Marina Grande, San Leonardo, Santissima Annunziata (also called Madonna della Libera), Sant’Antuono, Sant’Antonio and Chiaiolella (a tourist port in the southern part of the island).

Ischia and Nisida are part of the Flegrean islands with Vivara, to which it is connected by a bridge; its nine ancient districts host houses with colorful facades, in particular in the village of Marina Corricella which with its amphitheater of painted houses offers the most beautiful polychrome spectacle of the Gulf of Naples. It is a suggestive stretch of sea, often used as a location for advertising and cinema: Massimo Troisi and Michael Radford chose it to shoot the scenes of “Il Postino”; just as Anthony Minghella set the film “Mr Ripley’s talent” with Matt Damon and Nanni Loy, the drama “Detainee awaiting trial” with Alberto Sordi.

The rich program of cultural promotion and enhancement of the island consists of 44 cultural projects, 330 days of events, 240 artists who will perform with 40 original works in 8 completely renovated cultural spaces. It is possible to get to know Procida better by reading the novel “Arturo’s Island” by Elsa Morante, written in 1957, but set shortly before the outbreak of the Second World War. On the other hand, it was not only Morante who fell in love with Procida, but also Vasco Pratolini and Alberto Moravia loved the splendid view of the sea and the lemon garden of that hotel where the “Elsa Morante Literary Park” is now located.


cms_20680/italfahne.jpgPROCIDA, CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2022 NEL SEGNO DELLA RINASCITA

“La cultura non si isola”, questo lo slogan scelto

Il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, al termine della selezione svolta da una giuria di esperti presieduta dal prof. Stefano Baia Curioni, ha proclamato Procida Capitale Italiana della Cultura 2022. “Complimenti a Procida che ci accompagnerà nell’anno della ripartenza e della rinascita” ha dichiarato il ministro Franceschini dopo aver letto le motivazioni della scelta.

Ecco le motivazioni della Giuria lette dal Ministro:

Il progetto culturale presenta elementi di attrattività e qualità di livello eccellente. Il contesto di sostegni locali e regionali pubblici e privati è ben strutturato, la dimensione patrimoniale e paesaggistica del luogo è straordinaria, la dimensione laboratoriale, che comprende aspetti sociali e di diffusione tecnologica è dedicata alle isole tirreniche, ma è rilevante per tutte le realtà delle piccole isole mediterranee. Il progetto potrebbe determinare, grazie alla combinazione di questi fattori, un’autentica discontinuità nel territorio e rappresentare un modello per i processi sostenibili di sviluppo a base culturale delle realtà isolane e costiere del paese. Il progetto è inoltre capace di trasmettere un messaggio poetico, una visione della cultura, che dalla piccola realtà dell’isola si estende come un augurio per tutti noi, al paese, nei mesi che ci attendono. La capitale italiana della cultura 2022 è Procida”.

L’attuale nome dell’isola deriva da quello di epoca romana Prochyta.
Secondo una prima ipotesi questo nome deriva da Prima Cyme, ovvero “prossima a Cuma”, come doveva apparire l’isola ai coloni greci nella migrazione dall’isola d’Ischia a Cuma. Un’altra ipotesi fa derivare il nome dal greco pròkeitai (πρόκειται), cioè “giace”, in considerazione di come appare l’isola, vista dal mare.

Dionigi di Alicarnasso infine, nel suo Archeologia Romana volle far derivare il nome da quello di una nutrice di Enea, da lui qui sepolta quando vi approdò. Secondo il mito greco qui avvenne inoltre la lotta tra i giganti e gli dei, e come Tifeo e Alcioneo finirono rispettivamente sotto il Vesuvio e Ischia, così Mimante fu posto sotto l’isola di Procida.

Durante la dominazione romana, Procida divenne sede di ville e di insediamenti sparsi sul territorio; sembra comunque che in questa epoca non esistesse un vero e proprio centro abitato: l’isola fu più probabilmente luogo di villeggiatura dei patrizi romani e di coltura della vite. Giovenale, nella terza delle sue Satire, ne parla come di un luogo atto ad un soggiorno solitario e tranquillo.

Le sue coste, in alcune zone basse e sabbiose, altrove a picco sul mare, danno vita a diverse baie e promontori che offrono riparo alla piccola navigazione e hanno permesso la nascita di ben tre porticcioli sui versanti settentrionale, orientale e meridionale dell’isola. Gran parte del suo litorale viene tutelata dall’area marina protetta Regno di Nettuno.

Tradizionalmente, il centro abitato viene diviso in nove contrade, dette grancìe: Terra Murata (il borgo più antico), Corricella (un caratteristico borgo di pescatori), Sent’cò con il porto commerciale di Marina Grande, San Leonardo, Santissima Annunziata (anche detta Madonna della Libera), Sant’Antuono, Sant’Antonio e Chiaiolella (un porto turistico nella parte meridionale dell’isola).

Fa parte delle isole Flegree con Vivara, a cui è collegata da un ponte, Ischia e Nisida; le sue nove antiche contrade ospitano abitazioni dalle facciate coloratissime, in particolare nel borgo di Marina Corricella che con il suo anfiteatro di case tinteggiate offre lo spettacolo policromo più bello del golfo di Napoli. E’ un tratto di mare suggestivo, usato spesso come location per la pubblicità e per il cinema: Massimo Troisi e Michael Radford lo scelsero per girarvi le scene de “Il Postino”; così come Anthony Minghella vi ambientò la pellicola “Il talento di Mr Ripley” con Matt Damon e Nanni Loy il film drammatico “Detenuto in attesa di giudizio” con Alberto Sordi.

Il ricco programma di promozione culturale e valorizzazione dell’isola è costituito da 44 progetti culturali, 330 giorni di eventi, 240 artisti che si esibiranno con 40 opere originali in 8 spazi culturali completamente rinnovati. E’ possibile conoscere meglio Procida leggendo il romanzo “L’isola di Arturo” di Elsa Morante, scritto nel 1957, ma ambientato poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. D’altronde non fu solo la Morante a innamorarsi di Procida, ma anche Vasco Pratolini e Alberto Moravia amarono la splendida vista sul mare e il giardino di limoni di quell’hotel dove oggi ha sede il “Parco Letterario Elsa Morante”.

Data:

19 Gennaio 2021