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Prodi: “Non penso al Colle e i 101 sono ancora lì”

“Prima di andare in pensione a me piaceva fare il premier. Questo sì che mi piaceva, ma non ho mai puntato alla presidenza della Repubblica. E non ci penso certo ora”. Intervistato dal ’Corriere della Sera’, nega decisamente che possa esserci il suo nome tra i candidati alla successione di Sergio Mattarella. “Peraltro – aggiunge il Professore – quegli oltre 101 che in Parlamento votarono contro di me, ci sono ancora”.

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E ancora, rispondendo sulla tenuta del governo giallorosso, “razionalmente posso dire di sì: nelle votazioni parlamentari continua a vincere in modo netto. Però nelle cose umane c’è sempre l’imprevisto”. Se il Pd perde l’Emilia-Romagna cade il governo? “Penso che Bonaccini vincerà e in ogni caso – dice -, le ricadute del voto dipenderanno piuttosto dai possibili nuovi equilibri dentro le forze di maggioranza e di opposizione”.

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Tornando a Roma, Prodi spiega che “se prevale l’interesse particolare, può accadere la stessa cosa che successe a me con Bertinotti, il quale abbatté il governo e se stesso”. E aggiunge: “Questa alleanza è stata messa in piedi in grande velocità mentre richiedeva tempo, come è accaduto in Germania e in Austria. Si può passare dall’odio all’amore solo se si entra in una fase propositiva su nuovi temi”.

cms_15640/4.jpgPer l’ex premier “l’economia deve essere il vero campo da gioco. Prendiamo il costo del lavoro. Attualmente quello italiano è grandemente inferiore rispetto a quello tedesco e francese. E possiamo dire che è meno lontano da quello cinese: un tempo il nostro era 40 volte il costo orario del lavoro di Pechino, ora 2,5-3 volte. Non siamo a costo pari, ma ci stiamo avvicinando e bisogna preparare il futuro”.

(Fonte AdnKronos – Foto dal Web)

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Data:

11 Gennaio 2020