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Promuoviamo la nostra cultura a Milano: Capo Verde ha molto da mostrare al mondo”

A settembre, durante la Afro Fashion Week Milano, tra gli sgargianti colori e i modelli proposti da stilisti provenienti (o ispirati) dal Continente nero, è stato possibile incontrare i rappresentanti di istituzioni che lavorano a Milano per conto dei loro Paesi di appartenenza.

Una di loro spiccava per il suo sorriso contagioso e per i suoi capelli ricci e biondi, come lunghi raggi di sole. Era sempre in movimento per accertarsi che tutto stesse andando per il meglio, fin quando non sono riuscita ad intercettarla.

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“Lei è la nuova Console di Capo Verde?” le chiedo. Mi risponde di sì, rivolgendomi un grande sorriso, e si mostra disponibile a rispondere ad alcune domande relative al Paese che rappresenta.

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Lei è Edna Lopes, prima Console di Capo Verde a Milano. Perché si trova qui oggi?

Per promuovere i giovani talenti provenienti dall’Africa amazzonica. Quest’anno siamo riusciti a coinvolgere stilisti provenienti da Capo Verde e Angola.

Quando ha aperto il primo consolato del vostro Paese a Milano?

Dopo l’Expo 2015, si è resa necessaria la presenza di una rappresentanza del nostro Paese in una città come Milano, così importante per la sua economia, la multiculturalità e l’importanza industriale in Italia e nel mondo. Il nuovo consolato è stato inaugurato il 16 giugno di quest’anno, a 12 anni dalla chiusura del primo.

Chi ha contribuito maggiormente affinché l’apertura del Consolato andasse in porto?

È stata l’associazione “Casa di Capo Verde”, con sede in Lombardia, il promotore di questa iniziativa. Essa ha infatti lanciato una petizione per avere una rappresentanza istituzionale a Milano, raccogliendo 2000 firme. A Milano risiedono 7000 capoverdiani, che confluiscono nella terza comunità più grande dopo quella di Roma e Napoli.

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Con quale obiettivo nasce l’associazione “Casa di Capo Verde”?

Nasce con l’obiettivo di organizzare eventi culturali e promuovere la cultura del nostro Paese a Milano e in tutta la Lombardia, che serve ai giovani ragazzi nati da genitori di Capo Verde a costruire un legame – altrimenti inesistente – con il Paese di origine.

Devo dire che i capoverdiani sono pressoché invisibili per la società italiana! Non è certamente colpa loro, perché i nostri cittadini in Italia si amalgamano molto bene nella società ricevente, sono molto integrati e tanti di loro nella maggior parte dei casi sono sposati con italiani/e. L’associazione sarà così un ponte tra i cittadini di Capo Verde e il loro Paese di origine, dando la possibilità di esplorare cultura, storia, tradizioni e lingua di un Paese ancora poco conosciuto in Italia.

Cosa offre Capo Verde, oltre al suo splendido mare?

Abbiamo la musica, i piatti tipici, gli autori e i libri… Con gli attivisti dell’associazione “Casa di Capo Verde” possiamo fare grandi cose, per esempio celebrare le nostre feste tradizionali, come nel caso della celebrazione della festa dell’Indipendenza che si tiene ogni 5 luglio. L’associazione promuove il turismo non solo a Capo Verde, ma anche nelle isole limitrofe, e propone di aprire scuole di lingua creola per i bambini di seconda generazione attraverso il libro di illustrazioni in bianco e nero “La Principessa Creola”.

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Data:

31 Ottobre 2018