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Pronti per il voto? 10 cose da sapere

Pronti per il voto? 10 cose da sapere

cms_8598/schede_elettorali.jpgPoche ore al voto. OGGI, urne aperte dalle 7 alle 23 per oltre 46 milioni e mezzo di italiani. In ballo il rinnovo del Parlamento. Ma come si vota? E con quale legge elettorale? Quando avrà inizio lo scrutinio? E’ possibile esprimere la preferenza? Per chiarire gli ultimi dubbi, ecco un breve vademecum.

CORPO ELETTORALE – Gli elettori sono per la Camera oltre 46 milioni e mezzo e per il Senato quasi 43 milioni. Ci sono poi gli elettori residenti all’estero (oltre 4 milioni per la Camera e quasi 3,8 milioni per il Senato) il cui voto per essere valido deve essere pervenuto al Consolato entro le ore 16 di giovedì 1 marzo.

ELECTION DAY – Urne aperte domenica anche le elezioni del Presidente e del Consiglio regionale di Lombardia e Lazio.

LO SCRUTINIO – Lo scrutinio avrà inizio al termine delle operazioni di voto, cominciando dallo spoglio delle schede per l’elezione del Senato. Successivamente, dalle ore 14 di DOMANI,lunedì 5 marzo si svolgeranno gli scrutini per le elezioni regionali.

L’AFFLUENZA – Dal ministero dell’Interno comunicheranno i dati ufficiali di chi si è recato alle urne per la Camera alle ore 12, 19 e 23 e per il Senato solo alle 23 orario di chiusura dei seggi elettorali.

TESSERA ELETTORALE – Chi avesse smarrito la propria tessera elettorale potrà chiederne il duplicato agli uffici comunali per tutta la durata delle operazioni di voto.

COME FUNZIONA IL ROSATELLUM– La nuova legge prevede un sistema elettorale misto sia alla Camera sia al Senato: un terzo dei seggi è assegnato con il sistema maggioritario e due terzi con il sistema proporzionale. Con il sistema maggioritario in ciascun collegio viene eletto un solo candidato: quello che ottiene più voti. Con il sistema proporzionale a ciascuna lista o coalizione di liste sono assegnati i seggi in proporzione ai voti ottenuti, calcolati a livello nazionale e poi redistribuiti nelle singole circoscrizioni territoriali. Ogni candidato che concorre con sistema maggioritario è identificato sulla scheda elettorale perché il suo nome è scritto dentro un rettangolo che non presenta simboli ed è collocato in alto rispetto alla lista o alle liste collegate. Ogni lista o coalizione di liste è collegata a un solo candidato.

I SEGGI – Con il sistema maggioritario sono assegnati 232 seggi alla Camera e 116 seggi al Senato. L’assegnazione dei restanti seggi del territorio nazionale (386 alla Camera e 193 al Senato) avviene con il metodo proporzionale in collegi plurinominali.

LE SCHEDE – Per l’elezione della Camera (per i cittadini che hanno compiuto 18 anni) la scheda è rosa. Per l’elezione del Senato (per gli elettori che hanno compiuto 25 anni) la scheda è gialla. Quest’anno, per la prima volta all’interno della scheda è inserito un tagliando antifrode. Ciascuna scheda – in un rettangolo – ha il nome e il cognome del candidato nel collegio uninominale. Nel rettangolo o nei rettangoli sottostanti, sono riportati il simbolo della lista o delle liste, collegate al candidato uninominale, con a fianco i nomi e i cognomi dei candidati (da un minimo di 2 a un massimo di 4) nel collegio plurinominale, secondo il rispettivo ordine di presentazione.

COME SI VOTA – L’elettore potrà votare apponendo un segno sulla lista prescelta e il voto si estenderà anche al candidato uninominale collegato; oppure potrà apporre un segno su un candidato uninominale e il voto si estenderà alla lista o alle liste collegate in misura proporzionale ai voti ottenuti nel collegio da ogni singola lista. Il voto è valido anche se si appone il segno sia sul candidato uninominale sia sulla lista o su una delle liste collegate.

NIENTE VOTO DISGIUNTO – Non è possibile il voto disgiunto, cioè votare un candidato uninominale e una lista collegata a un altro candidato uninominale. E’ vietato anche scrivere sulla scheda il nominativo dei candidati e qualsiasi altra indicazione.

Cosa si aspettano i mercati

cms_8598/mercati_finanziari.jpgIl voto di OGGI, Domenica 4 marzo non preoccupa i mercati finanziari. A Milano l’indice Ftse Mib si è mosso in linea, o meglio, degli altri indici europei, e lo spread dei Btp decennali con i Bund tedeschi è rimasto stabile. E neanche dopo le elezioni sono attesi scossoni in borsa, anche se analisti e i gestori si interrogano sulla capacità del nuovo governo, probabilmente di coalizione, di continuare sul sentiero delle riforme.

Gli scenari – “Il mancato raggiungimento di una maggioranza al Parlamento sembra essere lo scenario di base degli analisti politici”, sottolineano Lionel Melin, senior Cross asset strategist, e Jeanne Asseraf-Bitton, a capo della Cross Asset Research di Lyxor Asset Management. “La regola suggerirebbe un secondo round ma, come spesso succede in Italia, un accordo parlamentare debole dovrebbe bastare a formare un nuovo governo. Questo scenario non dovrebbe provocare perturbazioni di rilievo, anche se non offrirebbe opportunità di riforme fondamentali”, spiegano.

Per Silvia Dall’Angelo, senior economist di Hermes Investment Management, “sebbene i rischi nel breve termine siano contenuti, nel medio termine ci sono alcune sfide da affrontare. Il Paese ha bisogno di riforme strutturali per riacquistare competitività”. Esito difficile visto che “gli elettori sono divisi” e che “il nuovo sistema elettorale non ancora collaudato tende a favorire le coalizioni”. Le elezioni “condurranno probabilmente a una coalizione di governo con un mandato debole”, incapace di proporre le riforme necessarie, ma ciò implicherebbe anche “una sostanziale continuità politica”, consentendo “una graduale riduzione del rapporto debito/Pil”.

La grande coalizione – Il risultato atteso per Willem Verhagen, senior economist, macro & strategy di NN Investment Partners, è “una ’grande coalizione’ instabile o uno stallo prolungato, che a tempo debito condurrà a nuove elezioni. Il principale punto controverso non sarà più l’adesione all’Ue o all’euro, ma le prospettive di politica fiscale”.

Per Richard Flax, chief investment officer di Moneyfarm, le soluzioni più probabili sono “un governo di grande coalizione oppure un governo del presidente che accompagni il Paese verso una seconda tornata elettorale prima della fine dell’anno”. Anche Alessandro Allegri, ad di Ambrosetti Asset Management Sim, vede come “scenario più plausibile” un governo “di coalizione molto ampia, con il dubbio circa la capacità di garantire quella stabilità sufficiente per consentire un proseguimento della ripresa in atto nel Paese”.

I rischi – Il trend di crescita “dovrebbe continuare ad alimentare l’andamento del mercato, a meno che dall’esito delle elezioni politiche non emerga una grande sorpresa negativa”, secondo Patrice Gautry, chief economist Union Bancaire Privée – Ubp. Un rischio per l’azionario potrebbe arrivare con una “coalizione di partiti minori”, tipo Lega-M5S, che avrebbe “un impatto negativo” sui listini europei, osserva Antoine Lesné, responsabile strategia Emea di Spdr Etfs (State Street Global Advisors).

Qualche effetto potrebbe esserci su azioni e obbligazioni nel caso di stallo politico. Sui mercati obbligazionari “gli spread potrebbero allargarsi in quanto servirà tempo ai partiti per formare una coalizione”, evidenzia Filippo Alloatti, senior credit analyst di Lyxor Am. Mentre Lewis Grant, senior portfolio manager Global equities di Lyxor Am sottolinea che, “nonostante un panorama politico frammentato e un nuovo sistema elettorale di voto non testato, i mercati rimangono per ora calmi. Ciò potrebbe cambiare subito dopo i risultati, in quanto gli investitori dovranno assimilare il risultato”.

Lo spread – Il pericolo di un governo “euroscettico rimane sotto controllo”, spiegano i market strategist di Ig, Vincenzo Longo e Filippo Diodovich. “Non ci aspettiamo una forte volatilità nel breve termine, a parte qualche scossa all’indomani del voto, destinata comunque a rientrare nell’arco di qualche seduta”, assicurano. “Più preoccupante potrebbe essere lo scenario di un governo guidato dal M5S, che potrebbe far affiorare delle vendite più importanti su Piazza Affari e sui BTp, con conseguente allargamento dello spread”. Nel lungo periodo, invece, la mancanza di una maggioranza forte “potrebbe compromettere l’agenda delle riforme, rendendo il Paese più vulnerabile a un eventuale shock dell’economia”.

Per Marco Piersimoni, senior investment manager di Pictet Asset Management Italia, “Solo la creazione di un asse anti europeista con la saldatura tra M5S e Lega potrebbe generare instabilità. Ma a mettere sotto pressione gli spread dei periferici potrebbe essere, proprio il 4 marzo, il mancato via libera alla formazione del governo di Berlino”. In Italia, per l’esperto l’ipotesi più probabile “è la vittoria delle elezioni del centrodestra ma senza una maggioranza in parlamento in grado di esprimere un governo”. L’intesa che potrebbe essere guidata “da Gentiloni o da Tajani: non sarebbe una soluzione invisa all’Europa. Anzi, una volta formato il governo, lo spread potrebbe portarsi verso quota 100”.

La vittoria del centrodestra con i numeri per fare un governo sarebbe vista “nel segno della stabilità: lo spread Btp-Bund si muoverà poco”. Con un numero di preferenze a favore di Matteo Salvini premier, lo scenario sarebbe “meno gradito ai mercati che potrebbe creare un certo grado di instabilità, con spread in salita di almeno 30/40 punti base”. L’esito, “più pericoloso” che potrebbe portare lo spread “sopra quota 200” è “la creazione di un asse anti-europeista con i 5S che trovano l’accordo di governo a destra con Lega e Fratelli d’Italia”.

Pioggia gelata

cms_8598/autostrada_neve_Fg.jpgDisagi sulle autostrade per il maltempo nel Centro-Nord in particolare per il rischio di pioggia gelata. Dalle prime ore di questa mattina, una nuova ondata di precipitazioni, comunica Autostrade per l’Italia, ha interessato il nord Italia, con coinvolgimento della A1 tra Milano e Bologna, della A26 Genova-Gravellona e della A7 Serravalle-Genova.

Attualmente le tratte di competenza di Autostrade per l’Italia sono tutte regolarmente percorribili, con unica limitazione sulla A26, tra l’allacciamento con la A10 e Casale Monferrato e sulla Diramazione Predosa-Bettole, dove l’intensa nevicata in atto ha reso necessario applicare il provvedimento di divieto temporaneo di circolazione per i veicoli con massa complessiva a pieno carico superiore a 7,5t.

Sono invece terminate le precipitazioni di pioggia gelata che da ieri mattina hanno reso necessario l’attuazione, sulla A1 e sulla A26, di operazioni di navettaggio (Safety Car) effettuate con le pattuglie della Polizia Stradale e i mezzi operativi di Autostrade per l’Italia. Il piano antineve di Autostrade per l’Italia è pienamente operativo con oltre 600 mezzi che lavorano senza sosta nelle zone interessate per garantire la percorribilità dei tratti autostradali.

“Come noto, la pioggia gelata – spiega Autostrade per l’Italia – non può essere contrastata con le operazioni di salatura del manto stradale. La chiusura è pertanto l’unico provvedimento atto a garanzia della sicurezza e viene attuata con le modalità e nei tempi previsti dai piani neve vigenti”.

Disagi si registrano anche in Emilia Romagna. Anas comunica che, a seguito del maltempo e dei fenomeni di gelicidio, in Emilia Romagna è provvisoriamente chiuso al traffico il tratto della Tangenziale Nord di Modena SS274/diramazione per Sassuolo compreso tra il km 0,000 ed il km 2,000. Il traffico viene deviato lungo viabilità alternativa. Riaperta al traffico, invece, la Tangenziale di Reggio Emilia (SS722), precedentemente chiusa al transito a partire dalla prima mattinata sempre a causa delle rigide temperature. Attualmente è presente un restringimento della carreggiata – in direzione di Parma – dal km 0,000 al km 1,200, per permettere la messa in sicurezza di un tratto di barriere divelte da un mezzo pesante intraversatosi.

Infine si segnala che sulla strada statale 3/bis (E45) è provvisoriamente interdetto al transito il tratto compreso tra Canili e Verghereto (dal km 162,850 ed il km 168,150), in provincia di Forlì-Cesena, per lavori urgenti di ripristino della pavimentazione. Mezzi Anas sono in azione lungo l’intera tratta per consentire la regolare circolazione, compatibilmente con l’evolversi delle condizioni meteo.

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4 Marzo 2018