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Pronto blitz per legge elettorale, in aula il 4 ottobre

cms_7270/camera_fg_2607.jpgIn aula già il 4 ottobre. E’ questa la richiesta, a quanto si apprende, che avanzeranno martedì in capigruppo a Montecitorio Pd-Fi-Ap e Lega, le forze che sostengono il Rosatellum bis. Tempi rapidi, rapidissimi per l’esame degli emendamenti in commissione Affari costituzionali.

Il termine per la presentazione scade mercoledì 27 alle 17. Una manciata di giorni, insomma, a disposizione per la discussione. Del resto, già ieri, lo stesso presidente Andrea Mazziotti aveva ipotizzato un esame non troppo lungo: “Ci sono importanti modifiche ma si tratta di un testo, il Rosatellum, su cui abbiamo già lavorato”. Un blitz, dunque, motivato anche dalla consapevolezza che, se il testo sarà approvato alla Camera, probabilmente verrà modificato al Senato richiedendo quindi un nuovo passaggio a Montecitorio.

Intanto, comunque, c’è prima da superare l’esame della Camera. Sul fatto che il Rosatellum bis possa passare indenne dall’aula prevale la cautela anche tra gli stessi sottoscrittori del patto. I voti segreti, come quello sulle preferenze, potrebbero fare da catalizzatori per le aree di malumore che si registrano sia nel Pd che in Fi. Francesco Paolo Sisto garantisce sulla tenuta degli azzurri: “Una volta chiariti alcuni punti rispetto al nuovo testo presentato dal Pd, Forza Italia sarà leale e manterrà in aula l’atteggiamento responsabile che sempre l’ha caratterizzata nei passaggi più importanti”.

Non ci sono solo i malumori che attraversano componenti dei partiti sottoscrittori dell’accordo sul Rosatellum bis. Sulla legge elettorale incombe anche l’incognita del voto in Sicilia, il prossimo 5 novembre, che potrebbe innescare reazioni anche a livello nazionale. Di certo, al momento, c’è la ferma opposizione al testo da parte di Fdi, M5S e sinistra.

Stamattina si sono confrontati anche su questo punto Roberto Speranza e Andrea Orlando. Un incontro che ha confermato le distanze sulla questione. La minoranza Pd infatti, pur avanzando la richiesta di rendere più maggioritaria la legge, sostiene il tentativo. Da Mdp, Sinistra Italiana e Campo Progressista di Giuliano Pisapia, al momento, è unanime la critica al testo depositato ieri in commissione.

“Perchè? Perchè aumenta il numero dei nominati e perchè prospetta delle coalizione farlocche -argomenta Speranza- si tratta di dichiarazioni di apparentamento senza programma comune nè candidato premier comune. Per questo, e anche per altri dettagli, l’abbiamo soprannominato l’Imbrogliellum”.

Nel versante del centrodestra, la legge divide anche Fdi da Lega e Fi. Distanze che si sono confermate oggi all’apertura della festa di Atreju con Giorgia Meloni e gli ospiti Matteo Salvini, Paolo Romani e Giovanni Toti. “Noi -dice Meloni- da sempre chiediamo una legge elettorale che faccia due cose: che dia agli italiani un governo chiaro frutto di una loro scelta e non un governo fatto nel palazzo. Questo il Rosatellum non lo garantisce perché non garantisce una maggioranza nè che i parlamentari siano scelti dai cittadini”.

“Non so come si faccia, dopo che tutti i partiti sono andati in televisione a dire ’basta con le liste bloccate’, a ripresentarsi con le liste bloccate….”, dice la leader di Fdi. Per Toti invece sebbene ci sia “del lavoro da fare” perchè “manca un pezzo di strada sull quota di proporzionale”, “qualcosa sul tavolo c’è”. E Romani ribatte a Mdp che parla di ’coalizioni farlocche’: “Non ritengo che il Rosatellum bis porti a coalizioni ’farlocche’, perche’ un terzo dei deputati e senatori sara’ eletto con il sistema maggioritario di collegio e di coalizione”.

E in serata dalla festa di Sinistra Italiana a Reggio Emilia arriva l’invito del presidente del Senato, Pietro Grasso, a una legge che spazzi via gli elementi di disomogeneità tra le due Camere, prodotti dalle sentenze della Consulta. La seconda carica dello Stato mette in guardia però il Parlamento dal ripetere gli errori del passato: approvare leggi che suscitano le perplessità della Corte costituzionale.

Fuoco di Sant’Antonio, in arrivo l’antidoto per ’spegnerlo’

cms_7270/vaccino_siringa_fg.jpgIn Italia si stima che più di 150.000 persone ogni anno si ammalino di Herpes Zoster, il virus responsabile della varicella, causa di forti dolori noti anche come ’Fuoco di Sant’Antonio’. Il rischio aumenta con l’età, i due terzi dei casi si concentrano infatti sopra i 50 anni. Più di una persona su tre rischia di sviluppare l’infezione nel corso della vita, una persona su due sopra gli 85 anni.

Nel Piano nazionale di prevenzione vaccinale del ministero della Salute tra le vaccinazioni rilevanti per gli anziani, oltre all’imprescindibile anti-influenzale, quella contro l’Herpes Zoster è fortemente raccomandata: da questo fronte arrivano novità incoraggianti da ’Shingrix’, il candidato vaccino di Gsk per prevenire l’infezione e le sue complicanze.

Gli studi clinici effettuati su ’Shingrix’, infatti, hanno rilevato come il vaccino sia in grado di prevenire il virus e le sue complicanze con un’efficacia del 97% nella popolazione di età uguale o superiore ai 50 anni e del 91,3% in quella ultrasettantenne. “Il vaccino è attualmente in corso di valutazione da parte delle autorità sanitarie – spiega all’AdnKronos Salute Thomas Breuer, Senior Vice President, Chief Medical Officer Gsk, in occasione di una visita agli stabilimenti dell’azienda di produzione dei vaccini a Wavre, vicino a Bruxelles – Si prevede che poterebbe essere autorizzato all’uso in Europa all’inizio del 2018”.

Dopo i 50 anni il pericolo di avere l’Herpes zoster aumenta progressivamente per il processo di senescenza del sistema immunitario, “ed è importante rinnovare la vaccinazione – aggiunge Breuer – perché si tratta di un’infezione che spesso comporta forti dolori e disagi per chi ne è colpito”.

L’infezione provoca la formazione di arrossamenti e bolle che si localizzano spesso su un lato del corpo, seguendo il percorso di un nervo. Dopo che le lesioni cutanee si sono risolte, in circa il 30% dei casi purtroppo i pazienti vanno incontro a nevralgia post-erpetica, che induce un dolore che può permanere anche più di tre mesi. Gli studi condotti su ’Shingrix’ hanno dimostrato la capacità del vaccino di ’spegnere’ il ’Fuoco di Sant’Atonio’, con un’efficacia dell’88,8% nella popolazione ’over 70’.

L’imunizzazione dell’adulto e dell’anziano oggi rappresenta una priorità per la salute pubblica – ricordano gli esperti – Vaccinare la popolazione over 65 è fondamentale per la prevenzione di gravi malattie e limitare la circolazione di ceppi virali e batterici. Con l’invecchiamento, infatti, ’invecchia’ anche il sistema immunitario: si tratta del fenomeno di immunosenescenza, che comporta una ridotta capacità di rigenerazione delle cellule immunitarie e una perdita progressiva della capacità di memoria immunologica in caso di contatto con agenti patogeni.

I motivi che spiegano l’importanza di una corretta immunizzazione nell’adulto e nell’anziano sono molteplici, evidenziano: nel corso degli anni con l’immunosenescenza si assiste a un declino nel numero e soprattutto nella capacità di diversificarsi dei linfociti T, con evidenti ripercussioni sulla capacità di risposta a nuovi patogeni e una compromissione della funzione di eliminazione delle cellule infette prevenendone la replicazione virale.

Ogni patogeno, inoltre, è caratterizzato dalla presenza di antigeni specifici, veri e propri ’sistemi’ di segnalazione che possono essere riconosciuti dalle cellule difensive e quindi scatenare una risposta immunitaria. Questa risposta si fa via via sempre meno efficace con il passare del tempo. Inoltre, nell’età adulta la capacità del sistema immunitario di ricordare un’avvenuta infezione tende a sfumare progressivamente, e questo determina una maggiore difficoltà del corpo a rispondere ad un’infezione. La copertura vaccinale della popolazione anziano-adulta “è dunque fondamentale – conclude Bauer – perché con l’avanzare dell’età tutto il corpo invecchia, così come il nostro sistema immunitario. Di conseguenza diventiamo più esposti alle infezioni di ogni tipo”.

Aprite gli ombrelli, ecco le piogge

cms_7270/pioggia_estate_fg.jpgPeggioramento del tempo nel corso del weekend. Secondo la redazione web del sito www.iLMeteo.it domani le precipitazioni riguarderanno soltanto l’arco alpino, prealpino e velocemente la Sardegna centrale. Domenica avremo due situazioni diverse: al Sud un intenso fronte nuvoloso seminerà rovesci e temporali dalla Sicilia verso Calabria e Puglia, al Centro-Nord una perturbazione europea porterà precipitazioni su Triveneto, Emilia Romagna, Lombardia centro-orientale, Toscana, Umbria e regioni adriatiche. Le temperature non subiranno sostanziali variazioni.

Antonio Sanò, direttore e fondatore del sito www.iLMeteo.it annuncia che “l’ultima settimana di settembre sarà decisamente instabile al Centro-Sud e localmente al Nord, con precipitazioni sparse e localmente temporalesche sui settori meridionali. Da confermare un più esteso peggioramento del tempo a partire da giovedì 28 quando una bassa pressione potrebbe influenzare il tempo su tutte le regioni”.

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23 Settembre 2017