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Propositi per il nuovo anno…

Com’è difficile a volte, per timore di deludere l’altro, dire di “no”. Eppure è così semplice articolare questo monosillabo. In realtà la ragione che ci spinge ad evitare lo scacco di sentirsi in colpa per aver pronunciato ciò che determinerebbe quello strano disagio di sentirsi poco empatici è che è più semplice mostrare la propria accondiscendenza dicendo “sì”. Lo sbaglio che commettiamo, però, consiste nel ritenere una relazione più stabile quando siamo disposti ad adattarci alle situazioni rinunciando alle nostre esigenze, dunque il nostro “sì”, a malincuore, rappresenta quell’espediente per stare in pace con gli altri, ma non con noi stessi. Bisogna cercare pertanto di non confondere la buona educazione con qualcosa di controproducente, che ci allontana dai nostri reali bisogni.

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Facciamo luce pertanto dentro di noi, cercando di assecondare più spesso il nostro rifiuto – che non vuol dire essere egoisti – e smettiamo di esaltare quel nostro mostrarci spesso accondiscendenti nei confronti di chi ci sta intorno. “Essere assertivi significa rispettare se stessi e gli altri, dare valore alle proprie opinioni ed ai propri sentimenti, riconoscendo anche i propri limiti. L’autostima è essenziale per l’assertività poiché conferisce la sensazione di adeguatezza ed efficacia personale e la capacità di sentire i propri bisogni come importanti, al pari di quelli dell’altro. Chi possiede una buona immagine di sé riesce a riconoscere le qualità altrui, non nutrendo nei loro confronti sentimenti di inferiorità o superiorità” sostiene Edoardo Giusti, fondatore e presidente dell’ASPIC, Associazione per lo Sviluppo Psicologico dell’Individuo e della Comunità, e coordinatore del Gruppo ASPIC a livello nazionale.

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Saper dire “no” non significa essere cattivi e insensibili nei confronti di chi ci sta intorno, così come il “sì” non è automaticamente sinonimo di bontà e generosità. A volte per il bene di se stessi è più opportuno evitare di mostrare la propria disponibilità, perché tutelarsi con un bel “no” ci permette di rendere più stabili le relazioni. Così facendo non solo non deludiamo gli altri, ma risulteremo più credibili. Smettiamo di voler a tutti i costi essere apprezzati dagli altri perché in questo modo si evitano le divisioni. L’assertività non implica dunque il rinunciare alle proprie idee ed a se stessi divenendo passivi, ma al contrario offre l’opportunità di relazionarsi in modo più equilibrato stabilendo un confine tra le proprie esigenze e quelle del mondo esterno.

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Gli spazi per se stessi sono la linfa che alimenta e genera autostima. Naturalmente ci saranno i momenti in cui bisogna mostrarsi caritatevoli con le persone a cui teniamo. Si presenta spesso l’opportunità di dover scegliere di voler fare qualcosa perché un’attività ci sembra più costruttiva ed utile rispetto ad un’altra. Essere leali, spiegando il proprio rifiuto, implica tenerci non solo a se stessi, ma anche agli altri. Le relazioni diventano più solide quando vengono posti dei paletti. Non è necessario litigare, basta solo far capire agli altri che siamo persone da considerare e da rispettare. Cambiamo prospettiva per dare avvio a questo nuovo anno. Benvenuto 2019!

Data:

1 Gennaio 2019