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PROPOSTE DI LETTURA – FRANCESCO PETRARCA, UN SONETTO

cms_19793/1.jpgL’edizione delle Rime di Francesco Petrarca (1304-1374) che vi proponiamo questa settimana incute rispetto. Un’amplissima “nuova presentazione” di Gianfranco Contini (ed. 1978) ripropone la storica edizione curata da Giosuè Carducci e Severino Ferrari. Francesco Petrarca, amico di Boccaccio, probabilmente conobbe e incontrò almeno una volta Dante Alighieri. Latinista, bibliofilo, filologo, umanista, Petrarca fu forse il primo letterato rinascimentale antropocentrico anziché teocentrico. Viaggiatore instancabile, fu ordinato chierico nel periodo avignonese, il che gli consentì un’indipendenza economica affrancata dal mecenate di turno. Ebbe due figli, frutto probabilmente di due relazioni diverse. Perché Petrarca “ebbe” una sola donna: Laura. Difficile pensare, come ritengono alcuni, che non sia neppure esistita. Il dove e il quando ce lo dice lui stesso nel Secretum, e come sia morta pure (ogni approfondimento personale è bene accetto). Quello che conta è il Canzoniere, che “per” Laura ci ha lasciato. Lasciamo al lettore la facoltà di tradurre in francese quel “per” con “pour” o con “par”.

CCXCII.

Gli occhi di ch’io parlai sí caldamente,
et le braccia et le mani et i piedi e ’l viso,
che m’avean sí da me stesso diviso,
et fatto singular da l’altra gente;

le crespe chiome d’òr puro lucente
e ’l lampeggiar de l’angelico riso,
che solean fare in terra un paradiso,
poca polvere son, che nulla sente.

Et io pur vivo, onde mi doglio et sdegno,
io rimaso senza ’l lume ch’amai tanto,
in gran fortuna e ’n disarmato legno.

Or sia qui fine al mio amoroso canto:
secca è la vena de l’usato ingegno,
et la cetera mia rivolta in pianto.

Data:

2 Novembre 2020