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Putin lancia missili nel Mar Baltico

Putin lancia missili nel Mar Baltico

cms_8862/Corea_Nord_Missili_Afp.jpgLa Russia ha avviato oggi un’esercitazione di lancio di missili nel Mar Baltico, appena fuori dalle acque territoriali di Paesi della Nato, proprio all’indomani del vertice alla Casa Bianca tra Donald Trump ed i leader dei Paesi Baltici.

“Noi la consideriamo una dimostrazione di forza”, ha dichiarato Janis Garison, sottosegretario alla Difesa della Lettonia che è stata costretta dalle esercitazioni di tre giorni a chiudere parzialmente il proprio spazio aereo, dal momento che per la prima volta la Russia ha testato munizioni reali nella sua zona esclusiva economica, cioè le acque internazionali più prossime a quelle territoriali.

“Quello che ci preoccupa è che è la prima volta che si esercitano così vicini ai nostri confini – ha aggiunto il sottosegretario lettone – non ci sono state provocazioni, ma dureranno ancora due giorni”.

Garison, comunque, è stato molto cauto nel creare un collegamento diretto tra l’avvio delle esercitazioni ed il vertice di ieri a Washington, organizzato per celebrare il 100esimo anniversario dell’indipendenza delle repubbliche Baltiche, che furono poi occupate dai tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale e dai Sovietici al termine della stessa, riacquistando la loro sovranità nel 1991.

“Possiamo collegarle a molte cose”, ha detto il sottosegretario riferendosi alle espulsioni di diplomatici russi avviate dalla maggior parte dei Paesi europei in risposta alla vicenda dell’avvelenamento di Sergei Skripal con il gas nervino.

Senza contare che domani è prevista la visita in Lettonia del generale Curtis Scaparrotti, il comandante delle forze Usa in Europa e vertice militare della Nato.

“Truppe Usa via da Siria”

cms_8862/trump_airforcebase_militari_afp.jpgDonald Trump ha dato disposizioni ai vertici militari di preparare il ritiro delle truppe americane dalla Siria. Lo scrive il Washington Post, citando una fonte dell’amministrazione e aggiungendo che il presidente non ha indicato una data.

In un meeting con i vertici dell’intelligence, ieri, Trump ha evidenziato che i militari americani possono essere coinvolti in attività di addestramento delle forze armate locali per garantire la sicurezza nelle aree liberate dall’Is.

Ma, secondo il presidente, l’impegno degli Stati Uniti non dovrebbe andare oltre la distruzione del sedicente stato islamico: Trump si aspetta che altri paesi, in particolare nazioni arabe dotate delle necessarie risorse, si assumano la responsabilità di finanziare la ricostruzione delle aree in questione e, in caso, inviino le proprie truppe.

Facebook: “87 milioni di profili usati da Cambridge Analytica”

cms_8862/Facebook_mano_afp.jpgFacebook ha ammesso che i dati di 87 milioni di utenti del social media sono stati “condivisi in modo improprio con Cambridge Analytica”. In precedenza si era stimato che fossero oltre 30 milioni i profili acquisiti dalla società di consulenze elettorali fondata nel 2013 con l’aiuto di Steve Bannon ed i fondi della famiglia Mecer, miliardari Usa grandi finanziatori dei conservatori americani.

L’enorme numero di utenti coinvolti – 87 milioni, cioè 37 milioni in più dei 50 milioni di cui si era parlato subito dopo che era scoppiato lo scandalo di Cambridge Analytica – figura nel penultimo paragrafo del ’blogpost’ pubblicato oggi dal “chief technology officer” di Facebook, Mike Schroepfer, per illustrare i cambiamenti che sta adottando il social media per proteggere in modo migliore informazioni e dati degli utenti.

Il fondatore e ceo di Facebook Mark Zuckerberg testimonierà di fronte alla Commissione energia e commercio della Camera dei rappresentanti Usa “per spiegare il ruolo della sua società” nelle violazioni delle norme sulla tutela della privacy da parte di Cambridge Analytica l’11 di questo mese. “L’audizione sarà una opportunità importante per gettare luce su questioni cruciali relative alla privacy dei dati dei consumatori e per fare in modo che gli americani comprendano meglio cosa accade alle loro informazioni personali quando sono online”, si legge in un comunicato della commissione.

Intanto Facebook rende più chiare le condizioni d’uso e la normativa sui dati e assicura che non venderà mai “le informazioni delle persone a nessuno”. In un post, i due manager Erin Egan, vicepresidente e responsabile dell’Ufficio Privacy e Policy, e Ashlie Beringer, Vice presidente e Consigliere Generale aggiunto, sottolineano che “è importante mostrare alle persone in modo chiaro come funzionano i nostri prodotti, in modo che possano prendere decisioni consapevoli in merito alla loro privacy” annunciando che per questo Facebook vuole “aggiornare le Condizioni d’uso, che comprendono il nostro impegno verso tutti coloro” che utilizzano il social network.

“Vogliamo spiegare, in un linguaggio più semplice, i servizi che offriamo. Inoltre -spiegano i due manager- stiamo aggiornando la nostra Normativa sui dati, per spiegare meglio quali dati raccogliamo e come li utilizziamo su Facebook, Instagram, Messenger e sugli altri prodotti”. Egan e Beringer chiariscono che “questi aggiornamenti hanno l’obiettivo di fare chiarezza. Non stiamo chiedendo nuovi diritti per raccogliere, usare o condividere i dati degli utenti su Facebook e non stiamo modificando nessuna delle scelte sulla privacy effettuate dalle persone in passato”.

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5 Aprile 2018