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Putin loda Kim e Trump

Putin loda Kim e Trump

cms_9386/putin_v_afp.jpgIl presidente russo Vladimir Putin auspica che il vertice fra Kim Jong-un e Donald Trump possa avere successo e loda i due leader per la loro scelta di incontrarsi la prossima settimana a Singapore. Nel frattempo, la Corea del Nord ha invitato Putin a Pyongyang, ha reso noto l’agenzia Kyodo, citando l’ex deputato giapponese Muneo Suzuki, coinvolto negli sforzi dello sviluppo delle relazioni fra Mosca e Tokio e inviato non ufficiale del premier Shinzo Abe per la Russia.

Secondo il presidente russo, Trump e Kim devono essere lodati per la loro decisione di incontrarsi per la prima volta a Singapore, ha sottolineato in un’intervista a media ufficiali cinesi, in vista del suo arrivo a Pechino venerdì. “La leadership nordcoreana ha fatto passi francamente inattesi e senza precedenti per alleviare le tensioni” e “Donald Trump ha preso una decisione matura e coraggiosa nel decidere di incontrare il leader nordcoreano”, ha detto Putin.

Il vertice si terrà e “ci aspettiamo risultati positivi” ha aggiunto, sottolineando le “garanzie di assoluta sicurezza” necessarie a Pyongyang per decidere di procedere al disarmo nucleare. Nel suo incontro con Kim a fine maggio a Pyongyang, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov aveva invitato il leader nordcoreano a Mosca, visita che potrebbe svolgersi a Vladivostok a settembre, in occasione del Forum economico dell’estremo oriente russo.

Tunisia, premier silura ministro Interno

cms_9386/Migrante_repertorio_afp.jpgIl primo ministro tunisino Youssef Chahed ha rimosso il ministro degli Interni Lotfi Braham tre giorni dopo il naufragio di migranti irregolari al largo della costa della Tunisia costato la vita ad almeno 112 persone. Lo rende noto il governo di Tunisi con un comunicato.

Si tratta del più grave naufragio, in termini di vittime, di quest’anno nella pericolosa rotta che collega il Nord Africa con l’Europa attraverso il Mar Mediterraneo. L’Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim) ha confermato la morte di almeno 60 persone, mentre 52 risultano ancora disperse e 68 sono state tratte in salvo (tra cui 61 tunisini).

Il premier Chahed aveva in precedenza affermato che le guardie della sicurezza tunisina non erano riuscite a fermare l’imbarcazione di migranti irregolari, partita dalla costa tunisina. Braham aveva oggi annunciato di aver licenziato dieci uomini della sicurezza, tra cui responsabili della polizia e di agenzie locali, nella città costiera di Sfax e nell’isola di Krekennah.

Secondo dati delle Nazioni Unite, sono almeno 660 i migranti che hanno perso la vita quest’anno cercando di attraversare il Mar Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l’Europa. Durante i primi quattro mesi del 2018, sono 22.439 i migranti che hanno raggiunto le coste dell’Europa.

Argentina-Israele, è scontro sul match annullato

cms_9386/messi_argentina_israele_afp.jpgDall’ambasciata argentina in Israele è arrivata la conferma ufficiale: per motivi di sicurezza è stata cancellata l’amichevole di calcio tra l’Argentina e Israele in programma sabato a Gerusalemme dopo le proteste palestinesi. La sede diplomatica riferisce di avvertimenti e minacce da parte di gruppi palestinesi contro la squadra e il suo capitano Lionel Messi. Sul suo account Twitter, l’ambasciata parla di “minacce e provocazioni” dirette a Messi esprimendo “rincrescimento” per la cancellazione della partita in programma per sabato.

In un comunicato, come riporta il portale di notizie israeliano Ynet, la Federcalcio palestinese ha ringraziato i calciatori argentini capeggiati da Messi, per “essersi rifiutati di prestarsi a un obiettivo che non aveva nulla a che fare con lo sport”. “Dalla Palestina, grazie Messi“, ha affermato il capo della Federcalcio Jibril Rajoub, ringraziando l’Argentina e i calciatori della nazionale per aver “seguito la loro coscienza”. “Mi congratulo con i palestinesi per la grande vittoria dello sport e per il duro colpo all’occupazione – ha aggiunto su Facebook Abdel-Salem Haniyeh dell’Alto consiglio palestinese per lo Sport – Ringraziamo tutti i liberali tra gli sportivi e tutti coloro che sono stati dalla nostra parte nel chiedere l’annullamento della partita a Gerusalemme tra l’Argentina e l’occupazione”.

LE PROTESTE PALESTINESI – Le ire dei palestinesi per l’amichevole tra Argentina e Israele nascono dalla decisione dei leader israeliani di “politicizzare” la partita scegliendo di spostare l’evento da Haifa a Gerusalemme: è quanto ha sostenuto il capo della Federcalcio palestinese, Jibril Rajoub, in dichiarazioni al Times of Israel dopo che il match è stato annullato. “Se la partita in programma tra Argentina e Israele si fosse giocata a Haifa”, come inizialmente previsto, “non avremmo mai immaginato di contestare” il match, ha affermato Rajoub, convinto che l’annullamento della partita sia una “vittoria per lo sport”.

Per il capo della Federcalcio palestinese, tutto è cominciato con la decisione del ministro israeliano della Cultura e dello Sport, Miri Regev, di spostare la partita a Gerusalemme (che gli Stati Uniti hanno da poco riconosciuto come capitale di Israele) e “trasformarla così in un evento politico”. In dichiarazioni alla tv palestinese Rajoub ha esultato per lo “schiaffo al razzismo israeliano” arrivato dal fuoriclasse Lionel Messi. Nei giorni scorsi era stato lo stesso capo della Federcalcio palestinese a invitare i palestinesi a bruciare maglie e foto di Messi qualora il fuoriclasse fosse sceso in campo a Gerusalemme.

“Gli israeliani stavano cercando di usare Messi in quanto star internazionale – ha aggiunto Rajoub alla tv palestinese – Il governo israeliano sfrutta lo sport per coprire i suoi crimini“. La decisione di annullare la partita, ha incalzato, è uno “schiaffo al governo israeliano che ha speso milioni affinché si tenesse a Gerusalemme” e per il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro Regev che si volevano “fare le foto con Messi”.

LA REPLICA DI ISRAELE – La Federcalcio israeliana ha annunciato di aver denunciato alla Fifa la Federcalcio palestinese a seguito della cancellazione dell’amichevole Israele-Argentina, in preparazione della Coppa del Mondo, a causa – secondo Tel Aviv – delle “minacce” nei confronti dei giocatori argentini. “Abbiamo a che fare con un atto di terrorismo calcistico da parte della Federazione calcistica palestinese e del suo presidente”, ha detto alla stampa il vicepresidente della Federazione israeliana Rotem Kamer, parlando di “minacce contro i giocatori di calcio che vengono in Israele”.

Il ministro della Difesa israeliano Avigdor Lieberman ha contestato duramente la decisione di annullare il match: si tratta “di una vergogna il fatto che le star del calcio argentino abbiano ceduto alle pressioni di coloro che odiano Israele e il cui unico scopo è nuocere al diritto di Israele all’autodifesa e causare la sua distruzione”. “Non ci piegheremo alle voci di chi appoggia l’antisemitismo e il terrorismo”, ha aggiunto.

La decisione di cancellare la partita è stata oggetto di due telefonate tra il premier Benjamin Netanyahu e il presidente argentino Mauricio Macri la notte scorsa: il premier israeliano ha chiesto a Macri di convincere la squadra a non rinunciare all’impegno e stando a quanto trapelato dall’ufficio del premier israeliano Macri avrebbe detto di non avere potere di influenza sulla scelta. Secondo un funzionario, le possibilità che l’incontro si facesse erano poche dato che Macri non può costringere i giocatori a recarsi in Israele. “Macri può esercitare una certa influenza, ma la decisione è loro ed hanno paura di venire con questo clima”.

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7 Giugno 2018