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Putin svela le sue armi

Putin svela le sue armi

cms_8579/Putin_armi.jpgL’Occidente non è riuscito a contenere la Russia, come cerca di fare da 15 anni. Lo ha rivendicato, a uso interno, Vladimir Putin nel discorso che, a 18 giorni dalle elezioni, oggi ha pronunciato di fronte all’Assemblea della Federazione (Duma di Stato e Consiglio della Federazione) nella sala del Maneggio a Mosca. Alle sue spalle schermi giganti con le simulazioni, con grafica da videogame datati, delle nuove armi in grado di penetrare il sistema anti missile americano messe in cantiere dopo il ritiro degli Stati Uniti dal Trattato ABM nel 2002, fra cui una nuove versione del missile intercontinentale multi testata Sarmat.

“Nessuno ci ha ascoltato allora, adesso dovete farlo”, ha affermato Putin, accolto da una standing ovation del pubblico, ricordando che nel 2004 aveva anticipato, nel disinteresse di Washington e dei suoi alleati, l’accelerazione di Mosca in risposta ai programmi del Pentagono in Europa.

Putin ha detto di rivolgersi a “tutti coloro che hanno alimentato la corsa agli armamenti negli ultimi 15 anni, provato a sottrarre unilateralmente terreno alla Russia, introdotto sanzioni con l’obiettivo di frenare lo sviluppo del nostro Paese”, per dire: “Tutto quello che volevate impedire con le vostre politiche è in realtà già accaduto, non siete riusciti a contenere la Russia”.

Oltre al nuovo Sarmat, Putin ha presentato un missile da crociera alimentato a nucleare (che nella simulazione proiettata mentre parlava raggiungeva l’Occidente evitando i sistemi anti missile americani) e un drone sottomarino più veloce di qualsiasi siluro in grado di essere armato con una testate nucleare e di colpire portaerei e infrastrutture sulle coste. “Nessuno al mondo ha sistemi di questo tipo. Prima o poi lo faremo vedere, ma a quel punto staremo già sviluppando qualcosa di nuovo”, ha affermato il presidente.

A poco più di due settimane dalle elezioni presidenziali, Putin ha usato il discorso al Parlamento durato quasi due ore, un appuntamento che tradizionalmente cade a dicembre e nella Sala di San Giorgio al Cremlino, per illustrare il suo programma per il prossimo mandato da presidente, il quarto. Sul fronte dell’economia, ha fatto promesse tanto ambiziose quanto vaghe riguardo alla loro possibilità di essere attuate (nei prossimi sei anni la Russia diventerà una delle cinque economie più forti al mondo, il tasso di povertà sarà dimezzato, come già fatto dal 2002, raddoppiata la spesa per la sanità al quattro per cento del pil) mentre su quello degli armamenti Putin ha assicurato che i nuovi missili sono già stati sperimentati.

I prossimi anni, ha sottolineato il presidente, “saranno decisivi” per la Russia. “Rimanere indietro a livello tecnologico è la minaccia maggiore, il nostro principale nemico”, ha affermato, precisando che “per andare a avanti e sviluppare il Paese in modo dinamico abbiamo bisogno di estendere le libertà in tutti i settori”. “La persecuzione ingiustificata di esponenti del mondo degli affari, anche da parte dei servizi di sicurezza, è del tutto inaccettabile”, ha dichiarato il presidente che per l’ennesima volta ha promesso “graduale la diminuzione della quota” di imprese controllate dallo stato. La Russia in questi anni è stata costretta a modernizzare il suo arsenale nucleare dall’aggressività degli Stati Uniti, per questo sono stati messi in cantiere questi nuovi missili, ha ribadito Putin che ha dedicato alle nuove armi la seconda parte del suo discorso, quella che ha raccolto gli applausi e l’entusiasmo del pubblico.

Schiave del sesso su carri bestiame

cms_8579/tratta_africa.jpgDovranno rispondere di tratta di persone e riduzione in schiavitù aggravate dal fatto di essere dirette allo sfruttamento della prostituzione sette nigeriani, quattro uomini e tre donne, arrestati dai carabinieri di Genova al termine di un’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Torino e denominata Epa, dal nome dello stregone-santone a cui alcuni indagati commissionavano in patria riti e preghiere voodoo per assicurarsi che le loro ‘ragazze’ godessero sempre di ottima salute.

L’inchiesta ha preso avvio nell’estate del 2016 a Genova con la ricerca di un nigeriano che doveva scontare 4 anni di carcere per lesioni personali aggravate commesse nel carcere genovese ai danni di un altro detenuto. Dal monitoraggio finalizzato alla localizzazione del nigeriano sono emersi contatti di questo con alcuni connazionali che hanno permesso agli investigatori di accertare l’attività di reclutamento, trasporto e riduzione in schiavitù di ragazze nigeriane costrette alla prostituzione.

In particolare, i primi riscontri si sono concentrati su una coppia di nigeriani che obbligavano due connazionali maggiorenni a prostituirsi in strada in due comuni torinesi. Gli sviluppi dell’indagine hanno consentito di individuare un gruppo di appartenenti alla comunità nigeriana torinese che dopo aver acquistato per 16-20 mila euro giovani connazionali nel Paese di origine e attirandole con la promessa di un lavoro, le facevano giungere in Italia attraverso i flussi migratori nel Mar Mediterraneo in partenza dalle coste libiche.

Molte di loro, però, affrontando un lungo viaggio verso le coste libiche a bordo di camion per il trasporto di bestiame, venivano picchiate e violentate, oltre ad essere costrette ad assistere alle feroci esecuzioni di chi si ribellava. Giunte in Italia e accolte presso i C.A.R.A, le donne venivano prelevate dai loro compratori o fatte prelevare. Quindi, arrivate a Torino e nell’hinterland, venivano segregate nelle abitazioni dei loro sfruttatori che le avviavano alla prostituzione, obbligandole, dietro minaccia di riti voodoo, a consegnare i proventi dell’attività sia per riscattare i documenti d’identità, sia per pagare l’affitto mensile della porzione di strada occupata per prostituirsi.

Nel corso delle indagini, è emerso anche il ruolo di tre ‘madam’ nigeriane che gestivano a vario titolo le prostitute. Delle tre donne, di cui due arrestate in appartamenti torinesi, una è stata rintracciata a bordo di un treno sulla tratta Napoli-Venezia. L’indagine ha consentito di stroncare lo sfruttamento da parte dei sette di cinque prostitute poco più che ventenni.

Emma fa paura

cms_8579/GbMaltempomacchine_afp.jpgUn’allerta rossa, che significa pericolo di vita, è stata emessa in diverse zone dell’Inghilterra sudoccidentale e del Galles meridionale in vista dell’arrivo della tempesta Emma. Lo riferisce la Bbc. La perturbazione porterà forti venti e bufere di neve sull’intera Inghilterra, parte del Galles e l’Irlanda del Nord, dopo che la Gran Bretagna è stata già investita negli ultimi tre giorni dal gelo siberiano della ’Beast of the East’, con particolari disagi nel nord del Paese.

Particolarmente difficile è la situazione dei trasporti, con strade bloccate, treni e voli cancellati, mentre centinaia di scuole sono state chiuse nel sud del Galles, il sud dell’Inghilterra e la Scozia, riferisce la Bbc. Più di 300 persone sono bloccate da oltre 18 ore su una strada della Scozia a causa della neve.

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1 Marzo 2018