Traduci

Quell’Unità sulla carta che ancora non si è trovata

Si fa un gran parlare di Europa quando l’Italia non ha ancora sanato quella ferita profonda della divisione che non guarì con la promulgazione della legge n. 4671 del Regno di Sardegna in quel lontano 17 marzo 1861.

Dialetti, abitudini, linguaggi legati a uno specifico territorio, spesso inconciliabili tra loro. Italiani, ma con genetiche diverse quelli del Nord, Centro e Sud. Allora come oggi. Se un tempo il brigantaggio era espressione della resistenza all’annessione al Regno d’Italia, oggi Napoli si ritrova coesa contro la venuta del segretario leghista Matteo Salvini, capeggiata dal sindaco De Magistris.

“Salvini a Napoli? La città si sta difendendo da un’evidente provocazione. Non ce l’ho personalmente con il leader della Lega Nord, ma lui rappresenta una politica profondamente razzista e antimeridionale che in questi anni ha fatto di tutto per farci morire politicamente ed economicamente, per non parlare dei cori su Vesuvio e colera”. Queste le parole di Luigi de Magistris in un’intervista rilasciata a Mattina 9, il programma in onda sull’emittente Canale 9 – 7 Gold.

Se all’epoca erano state le guerre d’Indipendenza a piegare l’economia, esponendo la Nazione a un forte debito, oggi è stata la cattiva e prolungata gestione della spesa a generare la crisi. Sono passati 156 anni e, sarà per la famosa teoria dei corsi e ricorsi, la situazione non è poi così difforme. C’è un Sud che respinge il Nord, dal quale in passato si è sentito offeso in più di un’occasione. Ma d’altro canto c’è un Nord che il Sud l’ha sempre accolto come forza lavoro quando nei territori del Mezzogiorno il lavoro non c’era.

cms_5744/2.jpgNel quindicennio tra il 1861 e il ’76 le politiche economiche erano quelle liberiste che esponevano alla concorrenza internazionale l’agricoltura prima protetta dal Regno delle Due Sicilie. Doveva decidersi il modello di Stato da adottare.Oggi, siamo chiamati a fare la stessa cosa. A ripensare il ruolo dello Stato in economia per invertire la recessione. Come allora ci troviamo a dover risolvere la separazione, superando l’acredine maturata tra le piaghe delle differenze.Nessuno dice che debbano essere dissolte in uno stereotipo italiano. Le identità sono ricchezza e come tale vanno custodite, incastonate in un complesso unitario che si chiami finalmente Nazione.

cms_5744/3.jpg

“Lo schieramento non è Salvini contro i centri sociali – ha detto ancora De Magistris – ma Salvini contro la città di Napoli, basti pensare anche alla bellissima canzone scritta da tantissimi artisti che uscirà in occasione del corteo: la gente del Sud è unita per dimostrare che qua c’è amore e non violenza. In questo contesto il Sindaco è con il popolo napoletano tutto, quotidianamente offeso dall’azione di Salvini che è contro i napoletani e i meridionali”.Promulgata l’Unità d’Italia, a prendere il sopravvento fu una politica di rialzo delle tasse per raggiungere il pareggio di bilancio. Si applicò quella sul macinato che colpì l’alimento primario della popolazione povera: il pane. Oggi abbiamo una tassazione altissima che ha gettato sull’orlo della povertà intere famiglie che prima appartenevano al ceto medio.

cms_5744/4.jpgÈ singolare che quel Salvini, che avrà pure tanti difetti, abbia da tempo sostenuto una politica concreta di sgravio fiscale per tutti, Nord e Sud.

Allora mancava l’idea di un possibile futuro industriale nel quale investire. Non si era capita l’importanza del processo di industrializzazione nello sviluppo. Molti territori, come quello sabaudo, intrattenevano autonomamente rapporti commerciali con l’estero. Si pensi, nel caso di specie, ai francesi.

Oggi, se fossimo una Nazione veramente unità nelle idee, non ostacoleremmo il dialogo. E non è una questione di colore politico.Certo, la Lega deve decidere da che parte stare e deve farlo adesso. Perché, aprendosi veramente a un discorso politico nazionale, deve accantonare le idee di chi in favore del secessionismo ha militato per anni. È a questo che si riferisce il sindaco di Napoli quando parla di offesa, anche se sarebbe stato più corretto prendersela con i leghisti di prima, non con chi quelle differenze, effettivamente, sta cercando di superarle.

Data:

11 Marzo 2017