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Rachid sfida gli stereotipi e diventa ingegnere

“Voglio continuare a studiare”: queste le parole di Rachid Abdelmoula Khadiri, classe 1987, subito dopo il conseguimento della laurea triennale. E così ha fatto. Il giovane venditore ambulante di origini marocchine ha continuato a pagarsi gli studi vendendo gadget nel centro di Torino e agli studenti di Palazzo Nuovo. Nella mattinata di ieri, il 31enne è stato proclamato Dottore Magistrale in Ingegneria Civile nell’aula magna del Politecnico di Torino.

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La tesi di laurea, oggetto della discussione finale davanti alla commissione esaminatrice, ha avuto come titolo “Gli effetti dei nanomateriali di carbonio aggiunti ai compositi di cemento”. Un vero esempio di perseveranza quello del neo ingegnere, che non si è fermato di fronte ai luoghi comuni, agli stereotipi del migrante “che ruba il lavoro agli italiani”, alle difficoltà economiche.

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La storia di Rachid svela il volto buono dell’immigrazione e del multiculturalismo, che può farsi risorsa ed esempio di tolleranza verso l’altro. Auguri al neo dottore magistrale, che saprà certamente, durante il suo percorso professionale, raccontare ed illuminare una strada nuova di fratellanza e di umana solidarietà verso l’altro. L’università e la cultura possono essere gli strumenti migliori per unire, per costruire “ponti” tra mondi differenti. Un legame tra passioni e intelligenze insite nell’Io, che è essere umano prima di essere nero, bianco o giallo.

Data:

29 Marzo 2018