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Raggi: “Rinvio a giudizio? Farò quello che prevede il codice etico”

cms_6538/raggi.jpgSe fossi rinviata a giudizio ’’farò quello che prevede il codice etico”. Così la sindaca di Roma Virginia Raggi ospite a ’’Carta Bianca’’ su Raitre. “Qui non stiamo parlando del fatto che io abbia rubato soldi, che abbia corrotto o sia implicata in vicende, stiamo parlando di una firma messa su un documento che è in contestazione e parliamo di una procedura di nomina, quella di Romeo, che era già avvenuta negli anni precedenti e che non era mai stata contestata’’, sottolinea.

“Io sono abbastanza tranquilla – aggiunge – hanno detto i miei avvocati che depositeremo degli atti con i quali sono certa di riuscire a farmi ascoltare e a spiegare le motivazioni che mi hanno condotto ad agire in quel modo”. E alla domanda se il codice etico preveda anche le dimissioni Raggi continua: “Dipende dalla gravità dei reati’. Per falso e abuso di ufficio no’’.

Marco Prato suicida in cella

cms_6538/prato_marco.jpgMarco Prato, accusato insieme a Manuel Foffo dell’omicidio di Luca Varani, ucciso a marzo 2016 durante un festino a base di sesso e droga a Roma, si è suicidato nel carcere di Velletri dove era detenuto. L’udienza del processo nei suoi confronti era prevista per domani.

Prato ’’è morto all’interno della sua cella stringendosi un sacchetto della spazzatura nella testa e inalando il gas della bomboletta che legittimamente i detenuti posseggono per cucinarsi e riscaldarsi cibi e bevande”, fanno sapere Donato Capece, segretario generale del Sindacato autonomo di polizia penitenziaria Sappe, e Maurizio Somma, segretario nazionale Sappe per il Lazio.

La Procura di Velletri che indaga sulla morte di Prato procede per istigazione al suicidio. L’indagine contro ignoti è coordinata dal procuratore Francesco Prete. Si dovrà verificare anche se il suo stato di detenzione fosse compatibile con le sue condizioni psicofisiche.

Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha chiesto al Dap, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, un rapporto dettagliato sul suicidio di Marco Prato per verificare il rispetto del protocollo di prevenzione dei suicidi.

Prato aveva tentato di togliersi la vita almeno altre tre volte. I primi due tentativi nel 2011 e il terzo nel marzo del 2016, qualche ora dopo l’omicidio di Varani.

Una vita è una vita. Sono scioccata per quanto accaduto”, ha scritto su Fb Marta Gaia Sebastiani, la ragazza legata da una lunga relazione a Luca Varani.

Statali, avanti tutta su 85 euro: soldi in busta

cms_6538/Lavoratrice_statale_fg.jpgNon sembra esserci alcun punto di rottura tra governo e sindacati sull’aumento degli 85 euro medi lordi previsti nel rinnovo dei contratti del pubblico impiego. Secondo quanto apprende l’AdnKronos da fonti sindacali, non c’è alcun dubbio che la somma, uno dei punti cardine dell’accordo raggiunto tra l’Esecutivo e i sindacati il 30 novembre scorso, sia ’tabellare’ ossia inclusa nella parte fissa dello stipendio e non erogata come premio legato alla performance.

Lo sblocco dei contratti, fermi da 7 anni, è una partita che in termini di cifre si gioca sull’aumento degli 85 euro, come stabilito dall’accordo firmato tra la ministra della Funzione pubblica Marianna Madia e Cgil Cisl e Uil. Dopo l’emanazione dell’atto di indirizzo sui rinnovi contrattuali, l’Aran, l’agenzia che rappresenta le pubbliche amministrazioni italiane nella contrattazione collettiva, dovrebbe convocare a breve le parti per iniziare la trattativa.

Ma se è vero che il confronto rischia di diventare complesso, perché le risorse scarseggiano, come ha sottolineato la stessa Madia qualche mese fa, sindacati e governo non dovrebbero però scontrarsi nella computazione degli 85 euro, che come prevede l’accordo, saranno tabellari. Quanto alle risorse, finora, al rinnovo del contratto degli statali è stata destinata una cifra, che ad oggi non permette di raggiungere gli 85 euro. Per giungere a tale importo è necessario un ulteriore intervento nella prossima legge di bilancio. Risorse, spiegano i sindacati, che sono stimate attorno ai due miliardi di euro, oltre quelle già allocate.

A marzo il Dpcm ha stanziato risorse per 3 anni, ripartite tra il 2016 e il 2018, e che permettono di raggiungere un aumento medio di circa 35 euro. La parte mancante per arrivare a quota 85 euro dovrebbe trovarsi nella prossima legge di bilancio. La partita, da questo punto di vista, è quindi rimandata a ottobre.

Sembra essersi risolta, invece, la questione legata al salario accessorio e ai trattamenti correlati alla performance. La norma sul salario accessorio prevedeva infatti che tutti i trattamenti accessori fossero legati alla performance. Su questo aspetto i sindacati hanno ribadito che non tutta la quota può essere destinata alla performance, ma solo quella variabile. Le cosiddette ’parti fisse e ricorrenti’, invece, sono quindi escluse. In parole povere, non tutto il salario accessorio va destinato alla performance ma solo la parte variabile.

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21 Giugno 2017