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Raid chimico su Duma: 100 morti

Raid chimico su Duma: 100 morti

cms_8882/douma_siria_AFP.jpgAlmeno 100 persone sono morte in un sospetto attacco chimico a Duma, roccaforte dei ribelli nella Ghuta orientale, in Siria. Lo ha reso noto l’associazione di beneficenza ’Medical Care and Relief Organizations’ (USOSSM). “Molte delle vittime erano donne e bambini – si legge in una nota – e presentavano sintomi consistenti con l’inalazione di gas tossico“.

Il portavoce dell’associazione Ari D’Souza ha raccontato che si è sentito un odore di cloro ma che i soccorritori credevano fosse stato usato il gas di sarin. “Alcune delle vittime hanno presentato i seguenti sintomi: cianosi, schiuma della bocca, irritazione della cornea e l’odore forte di una sostanza simile al cloro”.

“Si prevede che il bilancio dei morti salirà a ben oltre 100, dal momento che le squadre di protezione civile siriana hanno avuto difficoltà estreme a raggiungere le vittime a causa del continuo bombardamento su Duma”.

MOSCA – La Russia nega che gli alleati delle forze armate del regime di Damasco abbiano fatto uso di armi chimiche. “Le accuse che un barile bomba di cloro sia stato sganciato a Duma dalle forze armate siriane provengono da cosiddette organizzazioni indipendenti non governative fra cui i White Helmets, ampiamente note per le loro fake news” ha dichiarato un alto comandante russo in Siria, il generale Yuri Yevtushenko.

IL PAPA – “Non c’è una guerra buona e una guerra cattiva. Niente, niente può giustificare l’uso degli strumenti di sterminio contro persone e popolazioni inermi” è invece il monito di Papa Francesco al termine del ’Regina Coeli’ in piazza San Pietro, lanciato con riferimento alle “notizie che giungono dalla Siria: notizie di bombardamenti con decine di vittime, di cui molte sono donne e bambini; notizie di tante persone colpite dagli effetti di sostanze chimiche contenute nelle bombe”.

ALFANO – “Esprimiamo sdegno per le decine di vittime civili, fra cui donne e bambini” ha detto il ministro degli Esteri Angelino Alfano. ’’Suscitano allarme e sconcerto le notizie circa il possibile uso di agenti chimici contro i numerosi civili innocenti che sono rimasti coinvolti – ha continuato il capo della diplomazia italiana – e ciò deve essere accertato in via prioritaria’’.

’’È urgente provvedere ai bisogni umanitari dei civili della Ghouta attraverso la cessazione delle ostilità in linea con la Ris CdS 2401 (2018). Tutte le parti in conflitto, a cominciare dal governo di Damasco, sono tenute al rispetto degli obblighi di diritto umanitario, incluso l’accesso umanitario a favore delle popolazioni civili in stato di bisogno”.

Sventato attacco a maratona Berlino

cms_8882/berlino_maratona_afp2.jpgSventato un possibile attentato dalla polizia tedesca: sei le persone arrestate, sospettate di voler accoltellare spettatori e partecipanti alla mezza maratona di Berlino. A darne notizia sono le autorità in un comunicato pubblicato anche su Twitter.

La polizia, a quanto riferisce l’agenzia Dpa, ha spiegato che “ci sono prove isolate che gli arrestati, tra i 18 ei 21 anni, potrebbero essere coinvolti nella preparazione di un crimine” ma non ha fatto cenno al terrorismo.

Secondo quanto rivelato dal quotidiano ’Die Welt’, gli arrestati erano vicini ad Anis Amri, il terrorista responsabile dell’attentato al mercato di Natale della capitale tedesca che provocò la morte di 12 persone nel dicembre 2016. Le fonti precisano che non vi è mai stato grave pericolo, perché le forze di sicurezza tenevano da tempo sotto sorveglianza il principale sospetto, nella cui casa sono stati trovati due coltelli affilati.

Secondo ’Die Welt’, inoltre, l’uomo voleva vendicare la morte di Amri, ucciso in Italia dopo una fuga di alcuni giorni attraverso l’Europa. Uno degli appartamenti perquisiti dagli inquirenti era stato già controllato dopo l’attentato del 2016.

Lula si consegna alla polizia

cms_8882/lula_brasile_arresto_afp.jpgLuiz Inacio Lula da Silva si è consegnato alla polizia. L’ex presidente brasiliano è arrivato nella notte nella prigione di Curitiba, dove dovrà scontare una pena di 12 anni per corruzione, trasportato su un piccolo aereo dopo essere passato alla polizia a San Paolo. Lula, 72 anni, è stato condannato a luglio dello scorso anno per corruzione e riciclaggio in relazione ai lavori di ristrutturazione di un attico che intendeva acquistare. I lavori vennero pagati da un’azienda che aspirava ad avere appalti dal gigante petrolifero pubblico Petrobras.

Il caso è collegato al gigantesco scandalo Lava Jeto, che ha visto coinvolta la Petrobras e ha portato all’arresto di decine di politici e imprenditori. L’inchiesta ha visto coinvolto l’attuale presidente Michel Temer. La Corte di Appello di Porto Alegre a gennaio ha confermato la condanna di primo grado, aumentando la pena detentiva da nove anni e sei mesi a 12 anni e un mese.

Giovedì scorso, dopo che si era diffusa la notizia dell’ordine di arresto, l’ex presidente si è rifugiato nella sede del sindacato dei metalmeccanici a San Paolo, dove aveva iniziato la sua carriera politica come giovane leader sindacale negli anni Settanta e dove, fino a questa notte, è rimasto asserragliato durante il suo braccio di ferro con le autorità. Il caso ha scosso il paese, dove si sono svolte manifestazioni di protesta in oltre 50 città: una folla di decine di migliaia sostenitori dell’ex presidente, dato per favorito alle presidenziali di ottobre, si era riunita sotto la sede del sindacato.

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8 Aprile 2018