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RAID ISRAELE NEL CAMPO SHATI: uccisa sorella leader Hamas – Hamas: “Intesa che esclude cessate il fuoco non è un accordo”

Hamas ha confermato la morte della sorella del leader politico Ismail Haniyeh in un raid aereo israeliano condotto nella notte contro il campo profughi di Shati, a Gaza City, dove hanno perso la vita dieci palestinesi. Si tratta quindi di un’altra vittima nella famiglia di Haniyeh che lo scorso 10 aprile aveva perso i tre figli Hazem, Amir e Mohammed, oltre a quattro nipoti, in un raid sferrato sempre sullo stesso campo profughi.

“Ringrazio Dio per questo onore che mi ha concesso con il martirio dei miei tre figli e di alcuni nipoti”, aveva dichiarato allora ad al-Jazeera il capo dell’ufficio politico di Hamas. “Non c’è dubbio che questo nemico criminale sia guidato dallo spirito di vendetta, omicidio e spargimento di sangue, e non osservi alcuno standard o legge”, aveva proseguito Haniyeh, aggiungendo che 60 membri della sua famiglia sono stati uccisi dall’inizio della guerra.

Parlando dell‘ultimo attacco a Shati e di quello a Daraj, dove sono state colpite due scuole, una delle quali gestita dall’Unrwa, e uccise otto persone della stessa famiglia, Hamas ha detto di ritenere ”l’Amministrazione del presidente americano Joe Biden responsabile della continuazione della guerra”. Il gruppo ha poi invitato ”la nazione araba e islamica e i popoli liberi del mondo a intensificare la loro mobilitazione a tutti i livelli e ad aumentare la pressione per fermare l’aggressione”.

Nei raid aerei contro la Striscia di Gaza l’Idf ha preso di mira miliziani di Hamas che hanno partecipato al massacro del 7 ottobre e che hanno preso ostaggi. Aerei che aerei da combattimento hanno colpito due edifici, nel campo Shati di Gaza City e nel quartiere di Daraj, che erano utilizzati dai miliziani. L’esercito israeliano spiega di aver effettuato sorveglianza aerea, utilizzato ”munizioni di precisione” e impiegato altre informazioni di intelligence per mitigare i danni ai civili negli attacchi. “L’organizzazione terroristica Hamas viola continuamente il diritto internazionale sfruttando sistematicamente le strutture civili e utilizzando la popolazione civile come scudi umani per la sua attività terroristica contro Israele”, aggiunge l’Idf in una nota.

Egitto rifiuta di evacuare palestinesi malati da Rafah

L‘Egitto ha respinto la proposta israeliana di consentire l’evacuazione dei palestinesi malati dalla Striscia di Gaza attraverso il valico di frontiera di Rafah. Lo scrive il quotidiano libanese Al-Akhbar citando fonti egiziane secondo le quali il Cairo ha rifiutato l’offerta perché Israele ora controlla il lato palestinese del valico.

Il valico di Rafah è stato chiuso da quando Israele ha preso il controllo del lato di Gaza il 7 maggio scorso. L’Egitto si è rifiutato di riaprirlo finché non fosse tornato sotto il controllo palestinese, per evitare di essere visto come complice dell’operazione militare israeliana nella città più meridionale di Gaza.

Hamas: “Intesa che esclude cessate il fuoco non è un accordo”

“Non è un accordo” qualsiasi intesa che non garantisca un cessate il fuoco e la fine delle operazioni militari israeliane contro Hamas nella Striscia di Gaza. E “se (Israele) pensa che prendendo di mira la mia famiglia cambierà la nostra posizione o quella della resistenza, sono degli illusi”. E’ quanto afferma il leader di Hamas, Ismail Haniyeh, in una dichiarazione riportata dalla tv satellitare al-Arabiya dopo la notizia della morte della sorella di Haniyeh, che aveva già perso tre figli e quattro nipoti in un raid ad aprile.

“Il movimento ha garantito tutta la flessibilità possibile e ha accettato senza esitazione tutti i piani proposti, a patto che i risultati fossero la fine dei crimini e dell’aggressione e il ritiro completo dalla Striscia di Gaza”, insiste Haniyeh.

Data:

26 Giugno 2024
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