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RAI:STOP SERVIZI GIORNALISTICI DA RUSSIA – MINUM:”TG5 RITIRERA’ INVIATO DALLA RUSSIA”

cms_25088/0.jpgLa Rai sospende i servizi giornalistici dalla Russia dopo i provvedimenti varati da Mosca in relazione all’informazione e alle news sulla guerra con l’Ucraina. La legge russa prevede il carcere per chi volontariamente diffonda notizie considerate false.

“In seguito all’approvazione della normativa che prevede forti pene detentive per la pubblicazione di notizie ritenute false dalle autorità, la Rai sospende i servizi giornalistici dei propri inviati e corrispondenti dalla Federazione Russa”, comunica in una nota Viale Mazzini.

La Rai sottolinea che “la misura si rende necessaria al fine di tutelare la sicurezza dei giornalisti sul posto e la massima libertà nell’informazione relativa al Paese. Le notizie su quanto accade nella Federazione Russa verranno per il momento fornite sulla base di una pluralità di fonti da giornalisti dell’Azienda in servizio in Paesi vicini e nelle redazioni centrali in Italia”.

Il presidente russo, Vladimir Putin ha firmato la legge, approvata prima dalla Duma e poi dal Consiglio della Federazione, che introduce condanne fino a 15 anni di carcere per chi “intenzionalmente” diffonde ’notizie false’ sulle forze armate del Paese, come ha reso noto l’agenzia Tass.

cms_25088/marc-innaro_1646552199.jpgMarc Innaro, capo dell’ufficio di corrispondenza Rai di Mosca, sta organizzando il rientro di tutti gli inviati in Italia.

“Siamo sei giornalisti due corrispondenti, io e Sergio Paini, e quattro inviati che sono in giro per il Paese.

Gli inviati, sulla base delle disposizioni Rai, devono rientrare in Italia, mentre noi corrispondenti possiamo scegliere se rimanere qui o tornare, ma siamo stati messi in ferie da oggi”.

Le decisioni adottate dalla Rai sono analoghe a quelle di altri broadcaster come Bbc, Cnn e Zdf. “Anche noi giocoforza ritireremo l’inviato dalla Russia. Le norme sono talmente punitive che non si può fare nulla”.

cms_25088/Clemente_Mimun_1646552205.jpgCosì il direttore del Tg5, Clemente Mimun, annuncia il ritiro dell’inviato della testata in Russia dopo l’approvazione da parte della Duma, il parlamento di Mosca, di una legge che prevede il carcere per chi diffonde notizie sulla guerra ritenute “false” dal governo russo. Una decisione che è stata presa ieri dalla Bbc e oggi anche dalla Rai, che ha sospeso i servizi giornalistici dalla Russia. “Per lavorare in Russia i giornalisti devono avere un permesso. Io non ho corrispondenti ma un inviato ancora senza permesso. Adesso però, costretti da queste nuove regole, lo faremo tornare”. “La Russia sta perdendo su più fronti – aggiunge il direttore del Tg5 – perché sul terreno in Ucraina sta incontrando più difficoltà di quanto immaginasse, sul piano economico ha già perso 300 miliardi di euro, e su quello dei media Putin, che non è uno sprovveduto, sa quanto conti l’informazione e quindi pone limitazioni. Io credo che alla fine di questa guerra il Tribunale dei diritti umani avrà molto da lavorare e credo pure che non tutti i russi sappiano quello che il loro governo sta combinando. Del resto, anche in Ucraina le cose non vanno diversamente per i giornalisti: gli ucraini – spiega – sono sospettosi perché temono le spie russe, e i soldati russi non vanno molto per il sottile con i reporter. Dopo gli anni di Mani Pulite in cui la notorietà era legata alla quantità di verbali che si ricevevano dalla Procura, e dopo il Covid che veniva raccontato attraverso le conferenze stampa e la politica vaccinale, adesso – conclude Mimun – con la guerra l’attenzione si focalizza sul racconto degli inviati, che però si fa sempre più difficile, quando non impossibile, con le limitazioni russe”.

(fonte AdnKronos – foto dal web)

Data:

6 Marzo 2022