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“RE…AL” SUL TRONO D’EUROPA. ATLETICO, KO AI RIGORI

Nello stadio “San Siro” di Milano, davanti a circa 75.000 spettatori, si è disputata la 61ma finale di Champions League (la quarta nel capoluogo lombardo) tra due delle squadre spagnole più in forma di questi ultimi anni: Real Madrid Club de Fútbol e Atletico Madrid. Ancora una volta, come già accaduto nel 2014, è stato il Real (nome assegnato nel 1920, dal Re Alfonso XIII di Spagna) ad imporsi sull’Atletico e a conquistare, per l’11ma volta, il prestigioso trofeo. La gara, terminata ai calci di rigore con il punteggio di 6-4 (d.t.s.), è stata combattuta e corretta, un match equilibrato e sofferto dove, entrambe le squadre, hanno rischiato di vincere e, allo stesso tempo, di perdere, prima di arrivare alla lotteria dei calci di rigore. Una gara giocata meglio dal Real nella prima frazione di gioco e dall’Atletico, nella seconda, che ha avuto il demerito di non sfruttare le occasioni create.

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Abbiamo disputato una buona partita – ha esordito il tecnico vincente Zinedine Zidane, e sono molto orgoglioso dei miei ragazzi e per i nostri tifosi. Sono molto contento e ora godiamoci questa Champions League. E’ stata una Champions durissima dove abbiamo eliminato Barcellona e Bayern … abbiamo fatto un percorso straordinario “.

Ma l’errore dal dischetto di Juanfran (peraltro autore di una buona gara), risulterà fatale, perché di fatto assegnerà la coppa al Real. Al contrario, non ha fallito il rigore della vita, Cristiano Ronaldo. Pur giocando in non perfette condizioni fisiche ha tirato con maestria e freddezza l’ultimo penalty, quella della consacrazione. Cristiano Ronaldo, in questo torneo, pur non avendo segnato nel tempo regolamentare, è il capocannoniere con 16 reti (sulle 27 totali segnate dal Real).Il “fenomeno” ha segnato, da solo, quasi quanto ha segnato complessivamente l’Atletico (17).

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Al termine della gara, alle lacrime di gioia dei vincitori si mescolano le lacrime di dolore di chi, con onore ha combattuto e creduto di poter realizzare il sogno Champions. Ma è la legge dello sport. Una bella pagina anche per il grande rispetto evidenziato fra i calciatori delle due squadre (con abbracci e baci) durante la premiazione. Purtroppo, l’Atletico, che non ha mai vinto la Champions League, perde la sua terza finale (nel 1974 la prima volta).

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29 Maggio 2016