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Reddito d’inclusione diventa realtà, a chi spetta e come averlo

cms_6870/povero_strada_ftg.jpgIl reddito d’inclusione diventa realtà. Dal primo gennaio del prossimo anno scatterà la misura di contrasto alla povertà, vincolata all’adesione di un progetto personalizzato per trovare un lavoro. Le famiglie beneficiarie avranno un assegno mensile che potrà arrivare fino a 485 euro. Con l’approvazione delle commissioni congiunte Lavoro e Affari Sociali della Camera del parere sul dlgs ’Disposizioni per l’introduzione di una misura nazionale di contrasto della povertà’, che segue quello del Senato, si è chiuso l’iter parlamentare.

La misura si compone di due parti: un beneficio economico, erogato attraverso una Carta di pagamento elettronica; un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa volto al superamento della condizione di povertà. Nella prima fase il Rei non coprirà l’intera platea di persone che avrebbero diritto ad accedere all’assegno mensile, ma solo le fasce più bisognose.

Possono accedere alla misura: cittadini italiani e comunitari; familiari di cittadini italiani o comunitari, non aventi la cittadinanza in uno Stato membro, titolari del diritto di soggiorno o diritto di soggiorno permanente; cittadini stranieri in possesso del permesso di soggiorno di lungo periodo; titolari di protezione internazionale (asilo politico, protezione sussidiaria) che siano residenti in Italia da almeno due anni. I beneficiari saranno inizialmente individuati tra i nuclei familiari con: figli minorenni; figli con disabilità; donna in stato di gravidanza; componenti disoccupati che abbiano compiuto 55 anni.

Le famiglie che potranno accedere al Rei saranno individuate anche sulla base dell’Ise e delle sue componenti reddituali e patrimoniali. L’ammontare del beneficio economico viene stabilito sulla base del cosiddetto ’reddito disponibile’, ovvero delle risorse a disposizione delle famiglie per soddisfare i bisogni di base e acquistare beni e servizi primari. L’assegno partirà da un minimo di 187 euro per le famiglie composte da una persona, e arriverà fino a 485 euro per quelle con 5 componenti o più.

La domanda dovrà essere presentata presso i punti per l’accesso al Rei, che verranno identificati dai comuni. Gli enti, entro 10 giorni, dovranno inviare la richiesta all’Inps, che entro i 5 giorni successivi dovrà verificare il possesso dei requisiti e riconoscere il beneficio. La carta Rei funziona come una normale carta di pagamento elettronica; il 50% dell’assegno potrà essere ritirato in contante, il resto potrà essere utilizzato nei supermercati e per pagare le bollette. La cadr darà inoltre diritto allo sconto del 5% sugli acquisti nei negozi e nelle farmacie convenzionate.

Il progetto di attivazione sociale e lavorativa prevede l’avvio da parte dei comuni di progetti personalizzati, da costruire insieme al nucleo familiare. Se la situazione di disagio è dovuta alla mancanza di lavoro il progetto personalizzato è sostituito dal patto di servizio o dal programma di ricerca intesa di occupazione.

Nave ong bloccata, “contatti con trafficanti”

cms_6870/iuventa_foto_polizia_3.jpgInvestigatori del Servizio Centrale Operativo, della Squadra Mobile di Trapani e del Nucleo speciale d’intervento della Guardia Costiera hanno eseguito il sequestro preventivo della nave Iuventa della Ong tedesca Jugend Rettet fermata questa notte al largo di Lampedusa dalla Guardia Costiera italiana. Il sequestro preventivo è stato disposto dal gip del tribunale di Trapani Emanuele Cersosimo (LE INTERCETTAZIONI). L’ipotesi di reato è favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

La Ong non è fra le tre organizzazioni che hanno sottoscritto il codice di comportamento nel Mediterraneo adottato dal ministero dell’Interno italiano.

Ci sono “gravi indizi di contatti con i trafficanti” ha detto il procuratore aggiunto di Trapani, Ambrogio Cartosio, in conferenza stampa. In particolare, “sono stati documentati incontri tra i trafficanti e membri dell’equipaggio“, ha spiegato il magistrato, precisando poi di riferirsi a incontri “in mare”.

Quanto al reato contestato, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, il pm ha chiarito che, al momento, la contestazione formulata nella richiesta di sequestro preventivo della nave e nel conseguente decreto del gip riguarda tre episodi specifici, due avvenuti il 18 e il 26 giugno 2017 e uno risalente al 10 settembre 2016 (VIDEO). Tuttavia, ha aggiunto riferendosi alla nave, “altri episodi ci inducono a ritenere che il suo comportamento sia abituale”. L’indagine, ha precisato ancora Cartosio, riguarda l’equipaggio della nave “ma allo stato non ci sono indagati”, né sono emerse “responsabilità dei vertici della Ong”.

Secondo il magistrato dunque il “salvataggio o, meglio, il trasbordo” dei migranti sarebbe avvenuto senza che ci fosse un pericolo imminente. Ma “alla luce della legislazione tuttora vigente in Italia, quali che siano le finalità perseguite, ad avviso della procura queste condotte integrano il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. La procura ha prospettato questa tesi nella richiesta di sequestro preventivo al gip e il gip l’ha ritenuta fondata e ha emesso il decreto”.

C’è un pericolo serio di reiterazione dell’attività delittuosa” ha detto il procuratore spiegando le motivazioni prospettate dalla procura e accolte dal gip. Quello in questione, inoltre, è uno dei casi in cui “la legislazione speciale prevede la confisca obbligatoria del mezzo” e questo “impone l’obbligo di procedere a sequestro preventivo”.

Cartosio ha aggiunto: “Non riteniamo configurabile l’associazione a delinquere nei confronti dei responsabili della Ong perché non c’è nessun elemento per parlare di un collegamento stabile tra i trafficanti e la Ong“.

Che ci sia un piano preordinato tra i trafficanti libici e la Ong mi sembra, allo stato, fantascienza – ha detto ancora il procuratore aggiunto – La mia personale convinzione è che il motivo della condotta dell’equipaggio sia umanitario“.

Il magistrato ha poi messo in chiaro che il sequestro preventivo della nave Iuventa “non c’entra nulla col fatto che non abbiano sottoscritto l’accordo”, ossia il Codice di condotta per le Ong.

Stop a chiamate moleste, sì del Senato a legge

cms_6870/cellulare_smartphone_fg.jpgVia libera del Senato alla nuova legge contro il telemarketing selvaggio. “La Commissione Lavori pubblici e Comunicazioni del Senato ha approvato stamani, all’unanimità, in sede deliberante, la legge che modifica le modalità di iscrizione e funzionamento del Registro Pubblico delle Opposizioni“. Lo comunica in una nota il presidente dell’organismo parlamentare, Altero Matteoli. “Si tratta -spiega- di una nuova legge attesa non solo dai cittadini che non vogliono più ricevere telefonate commerciali ma anche dai tanti lavoratori che operano nei call center e che spesso hanno retribuzioni davvero modeste”.

“Credo che la Commissione, con il contributo di tutti i gruppi parlamentari, che ringrazio -sottolinea- abbia svolto in questi mesi un buon lavoro ascoltando le varie associazioni e le categorie interessate, trovando poi una sintesi normativa che ha portato al voto unanime. Penso che con la nuova legge ci sarà un migliore equilibrio tra i vari interessi: quello dei cittadini a non ricevere telefonate indesiderate e quello delle imprese che potranno utilizzare il telemarketing secondo regole più puntuali“.

“Auspico -conclude- che la Camera dei deputati, dove la legge sarà ora esaminata, possa approvarla in tempi rapidissimi potendo sfruttare il lavoro preparatorio e istruttorio svolto al Senato”.

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2 Agosto 2017